Sesto Fiorentino, il Museo Richard Ginori apre intanto il suo giardino al pubblico dal 21 maggio (in attesa che siano conclusi lavori di ristrutturazione e riallestimento del Museo)

In attesa di riaprire le sue porte al pubblico al termine dei lavori di ristrutturazione e riallestimento, dal 21 maggio 2022 il Museo Ginori spalanca i cancelli del suo giardino, un grande spazio verde che per la prima volta viene messo a disposizione della comunità di Sesto Fiorentino.

Alle 12.30, in viale Pratese 31, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, festeggeranno l’apertura del giardino insieme a Tomaso Montanari (presidente della Fondazione Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia) e ad Andrea Di Lorenzo (direttore del Museo Ginori).
La rinascita del giardino è stata resa possibile grazie all’investimento della Fondazione Ginori, che si è fatta carico della potatura e della messa in sicurezza del giardino, sottraendolo allo stato di abbandono in cui versava dal 2014, in seguito al fallimento della Richard Ginori e alla conseguente chiusura del Museo.
Altrettanto importante per raggiungere questo risultato è stata la disponibilità delle
associazioni sestesi. Grazie a loro questo nuovo spazio comune sarà aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 19 (Ottobre-Marzo: 8.30-17).
La Fondazione
Costituita il 19 dicembre 2019 su iniziativa del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (ora Ministero della cultura), insieme alla Regione Toscana e al Comune di Sesto Fiorentino, la Fondazione Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia ha lo scopo di conservare, catalogare, studiare, comunicare ed esporre uno straordinario patrimonio artistico, storico, sociale ed economico e di rendere la sua ricchissima collezione di manufatti ceramici un bene davvero comune, accessibile e inclusivo, che eserciti un ruolo attivo nel dibattito sul presente e sappia aprire nuove prospettive per il futuro.
Il Museo
Nato insieme alla Manifattura di Doccia e all’interno degli edifici destinati alla produzione, il Museo Ginori è stato per quasi trecento anni un museo d’impresa, pensato dal fondatore, il marchese Carlo Ginori, come il contenitore privilegiato della bellezza che la sua fabbrica era in grado di creare.
Il Museo custodisce tre secoli di storia del gusto e del collezionismo, rappresentando un unicum a livello internazionale grazie alla ricchezza e alla continuità storica del suo patrimonio, che racconta la storia artistica, sociale ed economica della più antica manifattura di porcellana ancora attiva in Italia.
La sua collezione è notificata come complesso di eccezionale interesse storico- artistico e archivistico dal 1962. Comprende circa 8000 oggetti in porcellana e maiolica databili dal 1737 al 1990, un’importante raccolta di modelli scultorei in cera, terracotta, gesso e piombo dal XVIII al XX secolo, lastre in metallo incise e pietre litografiche per la stampa dei decori, un archivio di documenti cartacei e disegni (300 dei quali appartenenti al fondo Gio Ponti), una biblioteca storica, una biblioteca specialistica e una fototeca.
La raccolta include rari manufatti del primo periodo della manifattura, ma anche prodotti seriali di illustri nomi del design industriale italiano, oggetti di lusso e di uso quotidiano, che testimoniano l’evolversi degli stili artistici, del costume, della scienza, delle tecniche produttive e dell’imprenditoria dal Settecento ai giorni nostri.
Dal 1965 il Museo ha sede in un edificio progettato dall’architetto Pier Niccolò Berardi, di    proprietà       demaniale       e       affidato        alla    Direzione       Regionale Musei della Toscana, che necessita di importanti lavori di risanamento dopo gli anni di abbandono seguiti al fallimento dell’azienda Richard-Ginori.

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