Secche di Vada, il Comune di Rosignano Marittimo chiede l’inserimento dell’area (bassi fondali rocciosi, prateria di posidonia, habitat coralligeno) nella rete dei siti Natura 2000 per la conservazione della biodiversità

Con  deliberazione N. 42 del 18/03/2021 la Giunta comunale di Rosignano Marittimo ha richiesto alla Regione Toscana l’inserimento nella rete dei siti Natura 2000, dell’area delle Secche di Vada.
Natura 2000 è il principale strumento della politica dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità; è una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell’Unione, istituita ai sensi della Direttiva 92/43/CEE “Habitat” per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario. (Nella foto sopra il titolo: il faro di Vada, che indica l’area delle Secche).
L’area delle  ”Secche di Vada” è caratterizzata da bassi fondali rocciosi ed  è colonizzata principalmente da una prateria di Posidonia oceanica, un’inestimabile risorsa naturalistica, che riveste un ruolo estremamente importante come polo di biodiversità, in quanto ospita circa il 20-25% di tutte le specie presenti nel mar Mediterraneo, oltreché  colonizzata da un tipico habitat coralligeno.
“Ritengo questa scelta dell’Amministrazione Comunale molto importante – spiega l’assessore Vincenzo Brogi – per l’attenzione nei confronti dell’ambiente, per il ripristino, la tutela e la valorizzazione delle caratteristiche naturali, della biodiversità marina delle Secche di Vada”.
Questa richiesta rientra in quadro più ampio di tutela dell’ambiente marino, infatti già dal 2012 il Comune di Rosignano Marittimo ha sottoscritto la Carta di partenariato per il Santuario internazionale Pelagos (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regioni Toscana, Liguria, Sardegna) che prevede l’impegno da parte del soggetto aderente a garantire, nell’area di mare di propria competenza, il rispetto di una serie di vincoli e l’avvio di una serie di azioni virtuose a tutela dei cetacei e degli habitat che ne garantiscono la sopravvivenza.
“Si tratta – aggiunge l’assessore Alice Prinetti – di un’area protetta da tutelare con molte potenzialità. Puntare sul ripopolamento delle specie ittiche e una pesca consapevole che rispetti l’habitat naturale. Il passo successivo sarà quello di attivare e ricercare percorsi e finanziamenti che ne valorizzino le peculiarità ambientali e turistiche”.

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