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Record Store Day compie 10 anni. Nuovi dischi anche in vinile e qualche ristampa… perché la musica non muore mai. L’articolo di Guido Siliotto

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di GUIDO SILIOTTO

“Perchè non apri un negozio di dischi?” è la domanda provocatoria di Sean Parker nel film “The Social Network”. Parker, assieme a Shawn Fanning, è stato il cofondatore di Napster, il celebre programma di scambio di file che alla fine degli anni Novanta ha dato il colpo di grazia al sistema con cui, fino ad allora, circolava la musica. Si intuì ben presto che con l’avvento degli mp3, pochi avrebbero continuato a comprare dischi. Del resto, tanta è la musica che gira intorno, forse troppa, dalla Tv al computer fino ai cellulari, ma chi davvero ha ancora voglia e tempo di ascoltare un disco dall’inizio alla fine, comodamente seduto in poltrona, nell’impianto stereo di casa

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“Abbey Road”, vinile cult dei Beatles

Un lusso che pochi possono permettersi, una gioia che molti neppure mai hanno provato nella propria vita, specie le ultime generazioni. Eppure c’è una sacca di resistenza. Basti pensare al vinile, ormai ufficialmente resuscitato, dopo che l’industria e il pubblico l’avevano dato per morto. Fatto sta che i negozi di dischi non se la passano troppo bene, complice anche il commercio online e la possibilità di acquistare con un clic e una carta di credito da qualsiasi parte del mondo.

Ad ogni modo, per celebrarli, sabato 22 aprile 2017 (e nel corso del weekend) torna il Record Store Day, manifestazione giunta al decimo anno di vita, momento di celebrazione per il passato, il presente e, si spera, il futuro. Anche in Italia molti negozi hanno preparato eventi e giornate speciali, mentre l’industria discografica propone alcune uscite esclusive e in edizione limitatissima, tanto che è meglio accaparrarsele subito per non correre il rischio di rimanere a bocca asciutta. Una questione dunque commerciale e culturale allo stesso tempo, ma anche sociale, se si pensa al fatto che i negozi di dischi, per lungo tempo, sono stati anche un importante centro di aggregazione.

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I Litfiba in versione attuale

“Qui negli anni Ottanta era sempre pieno”, ricorda Giampiero Barlotti, che gestisce Contempo Records a Firenze, in via dei Neri, nella storica sede che fu anche etichetta discografica fondamentale per la scena new wave italiana, dove sono passati tutti: Litfiba, Diaframma, Neon e Pankow. “Oggi non è più così, abbiamo i clienti storici, certo, e ogni tanto arriva qualche turista col portafoglio pieno, ma di sicuro si fa più fatica. Il segreto è diversificare l’offerta: da noi puoi trovare le novità del rock alternativo, ma anche le rarità del passato, fino ai dischi che produciamo noi, come le recenti ristampe di punk italiano e le colonne sonore anni Sessanta”.

In occasione del Record Store Day, Contempo pubblica il doppio 45 giri “Buona la prima” dell’ex Litfiba e CSI Gianni Maroccolo e “La nostra vita”, la ristampa in un box in edizione limitata della discografia completa dei Negazione (Lp con inserti, libretti e buste interne stampate, la cassetta Mucchio Selvaggio, la t-shirt rossa Little Dreamer, un poster 30×60 e un book con foto), che sarà presentato in negozio da Marco Mathieu. Antonio Cecchi dei CCM firmerà le copie del suo libro “No More Pain – Viaggio Nell’Anima” edito dalla pisana Area Pirata e, nel primo pomeriggio, Miro Sassolini parlerà del suo nuovo disco solista, “Del Mare La Distanza”

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Maroccolo, ex Litfiba e Csi

Un altro storico negozio è La galleria del Disco a Pisa, da qualche anno nella nuova sede in Via San Francesco. Anche qui “diversificare” è la parola d’ordine, dai cd ai vinili, e poi tanto usato per tutte le tasche, ma anche i biglietti dei concerti e le magliette. Ma per il Record Store Day, il negozio non ha in serbo alcuna iniziativa. “I tempi sono quelli che sono” spiega Daniele Ciacchini, uno dei titolari. “Abbiamo provato anche in passato ad organizzare eventi, ma alla fine i costi diventano proibitivi e allora meglio riempire la vetrina con i nuovi dischi, tanto i clienti storici non mancano mai. Peccato solo per le nuove generazioni: i ragazzini ormai la musica la ascoltano solo su cellulare. E così i negozi di dischi sono un po’ come i malati terminali: si va avanti finchè dura”.

Di segno opposto la prospettiva a Lucca, dove Renè Bassani gestisce Sky Stone & Songs, in Piazza Napoleone. “Se ti fai prendere dallo sconforto, è finita!”, esclama. E così, oltre a proporre una ricca selezione delle migliori novità, qui è possibile partecipare di tanto in tanto a eventi organizzati in negozio, dalle conferenze dedicate alla musica, fino a piccoli concerti acustici, in un tentativo riuscito di fare cultura e aggregazione, proprio come accadeva un tempo. Nulla di particolare, invece per il Record Store Day: l’evento che avevano in serbo è saltato e allora solo tanta musica e pasticcini fino a dopo cena.

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