Foto come parole: l’alluvione di Firenze (4/11/1966)

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Cinquant’anni fa l’alluvione. L’Arno ruppe gli argini alle 4 del mattino, l’acqua e la melma invasero la città, danneggiando capolavori, mettendo in ginocchio secoli di storia. Ma Firenze si rimboccò le maniche e si rimise subito al lavoro in quel novembre del 1966 quando l’intensità della pioggia provocò danni anche in altre zone e città della Toscana, ma anche in altre parti d’Italia, dove i fiumi straripati invasero campagne e centri urbani.. Firenze non dimentica e ricorda quei giorni, a partire dagli “angeli del fango” arrivati da tutto il mondo, che contribuirono a ripulire archivi storici e negozi, chiese e musei… Intanto a Firenze ci sono immagini che stanno per raccontare, mezzo secolo dopo, il dramma dell’alluvione di venerdì 4 novembre 1966. Sono le istantanee di Balthazar Korab (nato in Ungheria nel 1926, scomparso nel 2013 negli Usa, dove viveva da decenni), famoso fotografo già dalla fine degli anni Cinquanta (scattava soprattuto davanti ai capolavori di architetti e designer dell’epoca, da Mies Van Der Rohe a Frank Lloyd Wright, e pubblicava su importanti riviste internazionali), che per caso, nel novembre del 1966, si trovava a Firenze. Aveva deciso di prendersi una pausa dal lavoro ed era arrivato nel capoluogo toscano con la sua famiglia. Si ritrovò in mezzo alla furia dell’alluvione che documentò con immagini che, da sole, sono capaci di raccontare una storia che i fiorentini e il resto del mondo non potranno dimenticare mai.

“Balthazar Korab, I giorni dell’alluvione” è il titolo della mostra che apre il 27 ottobre 2016 (fino al 26 novembre 2016) presso la Thetys Gallery di Firenze (via dei Vellutini 17r). Saranno esposte sedici immagini, attualmente di proprietà della Biblioteca del congresso americano come tutto l’archivio Korab, scattate dal 4 novembre 1966 – il giorno in cui l’Arno ruppe gli argini  – fino ai mesi successivi, quando la città cercava faticosamente di ritornare alla vita di sempre.

Il grande fotografo fu, in quel periodo, contattato dal National Geographic che gli commissionò un servizio sul recupero delle opere d’arte  e fu direttamente  coinvolto nell’opera di salvataggio di decine di migliaia di lastre fotografiche che erano conservate negli archivi di musei e istituzioni fiorentine. alluvione2La carrellata di foto, come la sequenza di un film, racconterà il fiume di melma, i volti e gli sguardi dei fiorentini (nella foto una immagine famosa: proprio in questi giorni è stato identificato il ragazzo immortalato da Korab) e degli “angeli del fango” sia durante i giorni cruciali del disastro che dopo, quando cominciarono a comparire, ad esempio, i libri della Biblioteca Nazionale stesi ad asciugare e le opere d’arte da restaurare appoggiate provvisoriamente nei corridoi dei musei. Curatori della mostra fiorentina Guido Cozzi, Massimo Borchi e John Comazzi. La rassegna resterà aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Info www.tethysgallery.com

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