ULTIMO’ORA. Premio Rèpaci a Viareggio: vincono Genovesi, Lupo, Dapunt e Melis. Acquisiti un ritratto del fondatore eseguito da Mario Brogiotti e l’Archivio Sobrino

Libri & Fumetti, Versilia

ULTIMO’ORA / A vincere il premio Viareggio 2018 ex-aequo per la narrativa sono stati Fabio Genovesi  e Giuseppe Lupo. Roberta Dapunt ha vinto nella sezione poesia e Guido Melis nella sezione saggistica.

Nato sotto gli ombrelloni della spiaggia Barsanti, nell’estate del 1929, il premio letterario Viareggio Rèpaci è giunto alla sua 89esima edizione. Pensato da Leonida Rèpaci come un premio en plein air, da tenersi in riva al mare, il Viareggio torna quest’anno all’aperto e propone la sua serata finale, domenica 26 agosto 2018 alle ore 21, sul Belvedere delle Maschere in piazza Mazzini. Una serata, condotta dal giornalista Tiberio Timperi, che vuole essere una festa per tutta la città.

I finalisti, suddivisi in tre categorie, sono Fabio Genovesi con “Il mare non si tocca”, Luigi Guarnieri con “Forsennatamente Mr. Foscolo”, e Giuseppe Lupo con “Gli anni del nostro incanto” (narrativa); Roberta Dapunt con “Sincope”, Guido Mazzoni con “La paura in superficie” w Giancarlo Pontinia con “Il moto delle cose” (poesia); Vittorio Lingiardi con “Mindscapes. Psiche nel paesaggio”, Guido Melis con “La macchina imperfetta. Immagine e realtà dello stato fascista” e Luigi Sampietro con “La passione della letteratura” (saggistica).

Premi speciali. Nel corso della serata sul Belvedere delle Maschere saranno assegnati anche il Premio Viareggio opera prima per la narrativa a Simone Somekh, per “Grandangolo”, il Premio internazionale Viareggio-Versilia all’ex procuratore di Palermo Giancarlo Caselli per la sua battaglia al servizio della legalità, il Premio speciale Città di Viareggio a Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani, per aver creato scambi tra la sua Fondazione e quelle intitolate a Giovanni Pascoli e a Giacomo Puccini, e infine il Premio Viareggio del presidente a Nerio Nesi per il libro “Le passioni degli Olivetti”.

In occasione della finale del Rèpaci, il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro annuncerà due importanti acquisizioni per il Premio.

La prima viene dalla Fondazione Matteucci ed è un ritratto di Leonida Rèpaci eseguito da Mario Borgiotti nel 1961, l’anno in cui il Viareggio fu vinto da Moravia con La noia. Il dipinto, donato alla città dagli eredi Borgiotti, con il tramite della Fondazione Matteucci, è la più viva testimonianza della lunga amicizia tra il fondatore del premio e il pittore livornese, appassionato collezionista e tra i maggiori conoscitori di pittura macchiaiola.

La seconda acquisizione arriva invece da Gian Paolo Sobrino, nipote di Gabriella Sobrino, vera memoria storica del premio. Segretaria del Viareggio dal 1965 al 2004, la Sobrino ha raccolto per quasi quarant’anni tutto il materiale delle edizioni da lei seguite: i verbali delle riunioni, i telegrammi e le lettere degli editori e dei giurati, gli inviti alle serate e persino i menu dei ristoranti, in un archivio diviso per cartelle che adesso che il premio ha una sede, a Villa Paolina, torna finalmente a casa.

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