La Locandiera ph Botticelli s

Pisa, le “stagioni” del Teatro Verdi. Il 2 novembre si alza il sipario sulla prosa con “La Locandiera” interpretata da Amanda Sandrelli. Poi cinque titoli per la stagione di danza e dal 18 ottobre anche i Concerti della Normale

Pisa, Teatro e Danza

Dopo la lirica (cliccare per la programmazione 2019/2020; da segnalare che il 28 e 29 marzo 2020 per il Progetto LTL Opera Studio sarà in scena Napoli Milionaria di Nino Rota anziché West Side Story come annunciato in un primo momento)), ecco il cartellone della prossima stagione autunno-inverno del Teatro Verdi di Pisa.

LA PROSA

Con un grande classico goldoniano, La Locandiera, si apre il 2 novembre (replica il 3) la Stagione di Prosa, frutto dello stretto e consolidato rapporto di partnership fra il Teatro di Pisa, e il suo direttore artistico per la prosa e la danza Silvano Patacca, e Fondazione Toscana Spettacolo onlus. Un titolo inaugurale di stampo toscano, a partire dalla compagnia Arca Azzurra Teatro (che lo coproduce insieme al Teatro Stabile di Verona) e dalla felicissima Mirandolina di Amanda Sandrelli (sopra il titolo, ph. Botticelli). Adattamento e drammaturgia sono di Francesco Niccolini, che firma anche la regia insieme con Paolo Valerio. Uno spettacolo di gran ritmo e ottima fattura, salutato da un grande successo di critica e di pubblico, che coniuga una impostazione moderna del personaggio – una Mirandolina priva della abusate incrostazioni della femmina tutto brio per essere piuttosto una donna ‘toscanamente’ autoritaria, sempre pronta a lottare per affermare la propria forza e la propria dignità – con una messa in scena coerente e rispettosa dei canoni scenici dell’epoca goldoniana.

Il 30 novembre (replica il 1° dicembre) toccherà a un altro grande classico, questa volta della letteratura, Il Maestro e Margherita di Bulgakov, nella riscrittura di Letizia Russo per la regia di Andrea Baracco, protagonista Michele Riondino. Uno spettacolo di grande impatto dove basso e alto convivono costantemente creando un gioco quasi funambolico, pirotecnico, in cui ci si muove sempre sulla soglia dell’impossibile, del grottesco, della miseria e del sublime.

Chi non ricorda Victor/Victoria, il celebre film di Blake Edwards, protagonista Julie Andrews, ambientato nella Berlino degli anni ’30, all’epoca della grande crisi che portò alla caduta della Repubblica di Weimar?  Quel film riprendeva un’altra celebre pellicola del 1933 di Reinhold Schünzel Ruodolf il cui plot è uno spettacolo teatrale: Viktor und Viktoria, protagonista applauditissima Veronica Pivetti, capace di trasformarsi con notevole bravura da svagata cantante disoccupata a Viktor, stella acclamata delle platee berlinesi, e lo fa con eleganza, classe e grandi doti di interprete musicale delle canzoni d’epoca. La regia è di Emanuele Gamba, musiche originali e arrangiamenti di Maurizio Abeni. In scena il 21 e 22 dicembre.

Fuori abbonamento, la sera dell’Epifania, lunedì 6 gennaio, un musical adatto al clima delle festività natalizie: A Christmas Carol, dalla intramontabile fiaba dickensiana sull’avarissimo Ebenezer Scrooge, interpretato qui da un beniamino delle platee televisive e cinematografiche, Roberto Ciufoli. Pluripremiato musical americano di Mike Okrent sulle musiche di Alan Menken che, fin dal debutto a Broadway nel 1994, ha riscosso enormi successi, lo scorso anno è stato proposto in versione italiana dalla Compagnia dell’Alba per la regia e le coreografie di Fabrizio Angelini in una applaudita tournée ripresa anche in questa stagione.  

L’ironia di Ale & Franz, beniamini del pubblico televisivo e non solo, e un cast di consumati attori di teatro, tra cui Eugenio Allegri, nell’ormai storico Romeo & Giulietta, Nati sotto contraria stella, l’esilarante rivisitazione shakespeariana firmata da Leo Muscato, sono in cartellone con una doppia recita l’11 gennaio. Sette vecchi comici girovaghi si presentano al pubblico per interpretare “La dolorosa storia di Giulietta e del suo Romeo”… e prende così vita uno spettacolo esilarante, poetico e grottesco. Un omaggio straordinario al genio di Shakespeare. 

Tra i grandi autori contemporanei del noir italiano, e non solo del noir, il napoletano Maurizio De Giovanni è fra i più amati e apprezzati anche a livello internazionale. Ora l’autore della serie del Commissario Ricciardi e dei bastardi di Pizzofalcone debutta con una sua commedia, Il silenzio grande,  che Alessandro Gassmann ha scelto di mettere in scena come regista, forte del suo rapporto con lo stesso De Giovanni (Gassmann è stato i protagonista della serie televisiva dei bastardi di Pizzofalcone) e affascinato dal tema della commedia,  incentrata sui rapporti famigliari e in particolare sulla casa come luogo dove le nostre vite scorrono e mutano negli anni. Uno spettacolo che, attraverso momenti drammatici, ma anche risate, soprese e misteri, racconta di noi tutti, di come siamo o di quello che avremmo potuto essere, alla continua ricerca della verità. Il silenzio grande ha debuttato pochi giorni fa a Napoli; a Pisa sarà in scena l’1 e 2 febbraio.

Don Chisciotte ph Filippo Manzini
Dopo Chisciotte (ph. Filippo Manzini)

Torniamo ai grandi classici della letteratura con Don Chisciotte, nell’adattamento, ancora una volta, di Francesco Niccolini liberamente ispirato al capolavoro di Cervantes, protagonisti Alessio Boni e Serra Yilmaz, regia di Alessio Boni, Roberto Aldorasi e Marcello Prayer, in scena il 15 e 16 febbraio. Uno spettacolo salutato nella recente tournée da un unanime consenso di pubblico e di critica, ricco di trovate bellissime, immagini oniriche, giocoso e incantato, appassionato e appassionante, capace di rendere al meglio le tinte e le sottigliezze cervantesiane e di incantare così gli spettatori.  

All’insegna della migliore napoletanità, quella più caustica e disincantata, gli ultimi due titoli in cartellone. 

Il 14 e 15 marzo torna sulle tavole pisane Lello Arena, questa volta protagonista di Parenti serpenti di Carmine Amoroso, regia e ideazione scenica di Luciano Melchionna, uno spettacolo che non è l’adattamento del celeberrimo film di Monicelli del ’92, ma propone proprio la commedia originale da cui il film fu tratto. Un titolo che ha al centro i rapporti familiari, declinati nella loro china più crudele. Una commedia che passa dai toni esilaranti per il tratteggio grottesco e a tratti surreale dei personaggi al più turpe cambiamento di quegli esseri che da umani si trasformeranno in  pericolosi e subdoli serpenti. Una delle migliori prove d’attore di Lello Arena, divertente e commovente come non mai.

Chiude la stagione, il 21 e 22 marzo, Geppy Gleijeses con Marisa Laurito e Benedetto Casillo, protagonisti di Così parlò Bellavista, regia e adattamento teatrale dello stesso Gleijeses dal libro e dal film di Luciano De Crescenzo. Un grande affresco corale sugli “uomini d’amore” e “gli uomini di libertà”, di cui è arduo raccontare una trama dove abbondano le occasioni per mettere alla prova le più singolari doti degli attori – ben quattordici –, tutti espressivi nei loro molteplici ruoli. Un omaggio al noto autore-filosofo, nato proprio per celebrare il suo 90° compleanno. 

LA DANZA

Cinque grandi titoli nella Stagione di Danza, realizzata anch’essa insieme con Fondazione Toscana Spettacolo onlus,  con altrettanti grandi protagonisti, tra tradizione e contemporaneità. Inaugurazione il 9 novembre con la prima nazionale del nuovo spettacolo di Luciano Padovani per la sua compagnia Naturalis Labor: Cinderella Tango. Una Cenerentola dal sapore dickensiano dove il tango e la danza irrompono con la loro forza e vitalità e un formidabile cast di dodici danzatori. Una creazione unica nel suo genere, di raffinata eleganza, fatta di passione, complicità, amore, musica e tango, sulle musiche originali di Carlo Carcano.

Il Lago dei Cigni ph. Francesco Sciolti s
Il Lago dei Cigni (ph. Francesco Sciolti)

Il 19 dicembre è la volta di un grande classico, Il lago dei Cigni sulle musiche di Čajkovskij, il più affascinante e misterioso balletto romantico proposto in una rivisitazione di successo firmata da Fredy Franzutti per il Balletto del Sud. Ambientata nella Baviera fin de siècle di Ludwig II, che proprio negli anni della composizione fu dichiarato pazzo e deposto, questa coreografia è interamente pervasa da uno spirito romantico che proviene da tutto un filone della letteratura mitteleuropea e che Franzutti fa proprio con citazioni disseminate nella drammaturgia del balletto.

In pendant con la stagione di Prosa, anche la Stagione di danza guarda a Cervantes con la nuova creazione di Fabrizio Monteverde per il Balletto di Roma: Io, Don Chisciotte, 8 febbraio. In questa nuova elaborazione di uno fra i più applauditi coreografi italiani, che debutterà a Roma nel luglio prossimo, la danza testimonia le caratteristiche bizzarre di un protagonista spavaldo e allo stesso tempo valoroso e la lettura di un mondo che, esattamente come la scena, è sempre diverso in base al punto di vista da cui lo guardiamo e in cui la verità si manifesta solo nella libertà di muoversi al suo interno.

Sarà il trionfo della più sfrenata, colorata, fantasmagorica fantasia lo spettacolo in programma il 12 marzo: approda infatti a Pisa la tournée dell’ucraino Theatre Circus Elysium con il suo immaginifico Alice in Wonderland, un evento artistico sofisticato ed elegante capace di raccontare l’onirico intrecciando ginnastica acrobatica, recitazione, danza, sullo sfondo di rutilanti suggestioni in 3D. La leggendaria fiaba di Lewis Carrol reinterpretata da un cast di trenta fra atleti acrobati, ballerini, artisti circensi.  Per sognare ancora una volta con Alice, il Cappellaio Matto, il Coniglio bianco, il gatto del Cheshire, la Regina Nera e tutti i personaggi che animano una fiaba intramontabile.

Chiude la stagione, il 4 aprile, Virgilio Sieni con La Natura delle Cose, una creazione basata sul poema filosofico-enciclopedico di Lucrezio, De rerum natura, per la cui drammaturgia Sieni si è avvalso della prestigiosa collaborazione di Giorgio Agamben, tra i più importanti e originali filosofi del nostro tempo. La musica è una creazione originale di Francesco Giomi, compositore e direttore del centro Tempo Reale Firenze, mentre la voce registrata che legge i brani del poema è quella della cantante Nada. Protagonisti cinque danzatori che attraversano le tre scene dando vita a un compatto quartetto di uomini e a una figura femminile metamorfica e sempre presente, come la Venere-dea dell’atto generativo evocata da Lucrezio all’inizio del suo poema, sempre in bilico tra nascita e morte, delizia e orrore. La danza come strumento di indagine e come manifesto per una riflessione sull’oggi. 

Non mancherà anche quest’anno, infine, il consueto appuntamento con la serata eXpLo: il 2 aprile, nella Chiesa di Sant’Andrea, alcuni giovanissimi artisti, selezionati fra i partecipanti alla vetrina della Giovane Danza d’Autore del Network Anticorpi XL, di cui fanno parte anche il Teatro di Pisa e Fondazione Toscana Spettacolo, avranno la possibilità di presentare le proprie creazioni al pubblico, accomunate dall’originalità del linguaggio e dall’innovazione della ricerca stilistica.

I CONCERTI DELLA NORMALE

Qualche accenno, infine alla prossima Stagione dei Concerti della Normale, la terza firmata dal direttore artistico Carlo Boccadoro, che verrà come sempre presentata in conferenza stampa a settembre e che si aprirà come da tradizione il 18 ottobre, data in cui cade l’anniversario del Decreto di Fondazione della Scuola. La Stagione, come annota Carlo Boccadoro, vedrà artisti diversi provenienti da esperienze musicali molto differenti tra loro. Non mancheranno i grandi classici, con pagine imprescindibili del repertorio di Mozart, Schubert, Schumann Vivaldi e molti altri, che dialogheranno con pagine della contemporaneità (tra cui un’importante lavoro appositamente commissionato a uno dei maggiori autori viventi) e del Novecento storico. Proseguirà l’apertura verso il mondo dell’improvvisazione e, per la prima volta, verso il patrimonio popolare italiano, ricco di veri e proprio gioielli musicali che non sempre riescono ad ottenere l’attenzione che meriterebbero. Ancora una volta, artisti di grande esperienza si alterneranno con esecutori più giovani, in un continuo confronto tra generazioni e vi sarà, infine, anche una iniziativa pensata apposta per il pubblico dei bambini.

Per maggiori informazioni tel 050 941 111 www.teatrodipisa.pi.it

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