PIETRO MASCAGNI E LA PICCOLA LIRICA / 2. Valerio Galli, direttore d’orchestra: “Luminosa, leggera, frizzante”. La regista Vivien Hewitt: “Nella musica di Sì il mondo degli anni ’20”

Concerti e Lirica, Livorno

 

La regista Vivien Hewitt con Fabio Armiliato e Anastasia Bertoli durante le prove al Goldoni (Foto Bizzi) 2Finalmente sta per arrivare la serata in cui, dopo tanti anni, la “piccola lirica” di Pietro Mascagni torna sul palcoscenico livornese del Teatro Goldoni (sopra il titolo: foto complessiva di scena nel corso delle prove. Ph. Bizzi). Un grande ritorno per “Sì”, l’operetta del compositore labronico che a quasi cent’anni esatti dal suo debutto (Teatro Quirino di Roma, dicembre 1919), sarà venerdì 23 novembre 2018, alle ore 20.30 e domenica 25 ore 16.30 al Teatro Goldoni in una nuova produzione ed allestimento della Fondazione Goldoni per la stagione lirica (nella foto la regista Vivien Hewitt con Fabio Armiliato e Anastasia Bartoli durante le prove l Goldoni / Ph. Brizzi). Una rarità per le scene, ad oltre vent’anni dalla sua ultima apparizione (ancora a Livorno) e nella prestigiosa sede della Volksoper di Vienna – il più importante teatro d’operetta della capitale austriaca – nel 2002.

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Il direttore d’orchestra Valerio Galli

Un’assenza inspiegabile per i fautori di questa riproposta se guardiamo al valore di questo lavoro della maturità mascagnana: “L’orchestrazione della Sì è luminosa, leggera, frizzante – afferma il direttore Valerio Galli, considerato il più autorevole specialista dell’ultima generazione nel repertorio della “Giovine Scuola Italiana” – ci fa conoscere un Mascagni differente, originale e fresco, che non teme di cimentarsi con ritmi di ballo che nulla avevano a che fare con il suo mondo (fino ad allora)”. Uno spunto condiviso e sviluppato dalla regista irlandese Vivien Hewitt, da oltre un quarantennio legata al territorio toscano con produzioni liriche di respiro internazionale: “Sento in questa musica il mondo degli anni Venti, del charleston, del foxtrot, degli anni del Futurismo e della musica nera che già dilagava nella prima parte del ‘900. Quindi niente Bella epoque, ma tanta recitazione credibile e ballo per la compagnia di canto, cercando di scrollarci di dosso un modo di recitazione tipico dell’operetta che ritengo orribile e fuori tempo”.

Un momento delle prove di SI al Goldoni (Anastasia Bartoli e Fabio Armiliato)_Foto Bizzi
Un momento delle prove con Fabio Armiliato e Anastasia Bartoli (ph. Bizzi)

Una preparazione lunga ed accurata per il cast che è stato così impegnato in queste settimane attraverso il Mascagni Opera Studio, il laboratorio di alta formazione vocale e interpretativa del Teatro Goldoni mirato alla ricerca di interpreti vocali per il repertorio mascagnano e verista che anche per questa nuova edizione si è avvalso della preziosa collaborazione del Rotary Club Livorno. Un percorso che ha coinvolto come docente nella masterclass finale Fabio Armiliato, considerato da oltre trent’anni uno dei tenori più importanti della scena lirica internazionale (Scala di Milano, Arena di Verona, MET di New Yok, Covent Garden di Londra, Staatsoper di Vienna): sarà lui stesso, inoltre, a vestire i panni dello scapestrato Luciano di Chaplis nella prima recita; al suo fianco nel ruolo della soubrette delle Folies Bergère, il soprano Alessandra Rossi, già impegnata nell’edizione del ’96 a Livorno.

Fabio Armiliato© Fidelio Artist – Antoni BERNARD-2
Fabio Armiliato (Ph. Antoni Bernard)

La trama, apparentemente, è futile e zuccherosa, come evidenziato da Alberto Paloscia, direttore artistico: la protagonista è una diva delle Folies Bergère parigine, così nota per le sue facili avventure da essere chiamata dal demi-monde della capitale francese con il nome “Sì”. La giovane si innamora di un cinico viveur, Luciano di Chablis, che la sposa per superare un vincolo che gli impedisce di entrare in possesso di una cospicua eredità, sicuro di essere tradito e certo di potersene liberare al più presto per poter tornare alla propria vita di sfrenato libertino. Ma la vicenda ha uno sviluppo inatteso e intricato: mentre il dissoluto Luciano si innamora di una giovane ed avvenente telegrafista, Sì a sua volta, dopo il grottesco matrimonio, si accorge di avere scoperto il vero amore, non le resterà che tornare tristemente alla vita di sempre. Potrebbe essere il soggetto tipico di un’operetta francese che punti sul più epidermico facile ricatto sentimentale. Ma Mascagni riesce ad evitare qualsiasi stucchevole o prevedibile banalità, tanto da innalzare la musica della Sì ed i suoi personaggi al rango di un’opera lirica vera e propria.

Andrà in scena così una Sì novecentesca e ‘futurista’, ammiccante al disincantato mondo statunitense di Marilyn Monroe, Fred Astaire e Ginger Rogers, sottolineando – con la complicità della coreografa romena Eva Kosa – quelle anticipazioni del musical e della commedia musicale americana pienamente racchiuse nella raffinata e modernista partitura di Mascagni, senz’altro uno dei ‘gioielli’ della maturità creativa del musicista.

  • Gli altri interpreti in scena al Goldoni saranno Blerta Zhegu (Sì nella recita del 25 novembre), Stefano Tanzillo (Luciano ancora il 25), Anastasia Bartoli / Dioklea Hoxha (in alternanza nelle vesti dell’antagonista Vera), Matteo Loi (Cleo de Merode), Alessandro Biagiotti / Veio Torcigliani (Romal); le scene sono di Giacomo Callari; Orchestra della Toscana, Coro Sì istruito dal maestro livornese Luca Stornello.
  • Biglietti ancora disponibili per entrambe le rappresentazioni presso il Botteghino del Teatro Goldoni (tel.0586 204290) dal martedì al sabato, ore 16.30-19.30 e on line su www.goldoniteatro.it e www.ticketone.it.
    Per domenica è prevista la “Formula Famiglia”: per ogni due adulti, il biglietto per ogni figlio è di € 1.
    Per informazioni: Teatro Goldoni 0586 204237 – www.goldoniteatro.it

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