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Piccolo è bello. Guide vini d’Italia 2020: per il territorio di Carmignano (100 ettari a DOCG, altri 100 a DOC e IGT) un’annata eccezionale

In cantina e in cucina

Una delle zone a denominazione di origine controllata tra le più piccole d’Italia con i suoi cento ettari a DOCG e altri cento a DOC e IGT, con undici aziende associate al Consorzio di Tutela, ma anche una delle più antiche al mondo. Infatti fu il Bando di Cosimo III de’ Medici, nel 1716, a delimitare la zona di produzione dei vini del Carmignano, insieme a Chianti Classico, Rufina-Pomino e Valdarno di Sopra, una vera e propria definizione di denominazione di origine ante litteram, controllata da una Congregazione antesignana degli attuali consorzi di tutela. Siamo nel territorio del Barco Reale, la tenuta di caccia dei Medici, il luogo, vicino a Prato suddiviso tra i Comuni di Carmignano e Poggio a Caiano, costellato di ville medicee utilizzate per i soggiorni estivi della nobile famiglia, per le grandi caccie e per i conseguenti  pranzi annaffiati da nobili vini.

La qualità dei vini di Carmignano era quindi già nota da secoli, ma i piccoli numeri ne avevano oscurato la fama in tempi recenti  di stretta osservanza di regole commerciali governate dalle cifre dei fatturati. Fortunatamente la qualità premia sempre e il “piccolo è bello” che molti vorrebbero  passato di moda, è invece sempre un fattore distintivo di alta qualità.

Se ne sono accorti di recente molti critici internazionali, come ad esempio Stephen Brook che ha dedicato una decina di pagine di Decanter Magazine ai vini di Carmignano o come Vinum di Christian Eder, una delle riviste più diffusi nei paesi di lingua tedesca. Anche  Steven Spurrier, uno dei più famosi critici enologici del mondo, ha dedicato giornate del suo tempo alla visita di questi vigneti e delle cantine.

Ora è il turno delle Guide. Il premio per “Il Vino rosso più buono d’Italia” secondo la prestigiosa Guida del Gambero Rosso 2020 va proprio ad un Carmignano Riserva, il Piaggia 2016 di Mauro e Silvia Vannucci di Poggio a Caiano. Mauro è un imprenditore del tessile e grande appassionato di vini, soprattutto del suo che cura in vigna e in cantina con una precisione quasi ossessiva fin dai primi anni ’90. Oltre al Piaggia ottengono il riconoscimento dei “Tre Bicchieri” il Carmignano Riserva 2016 de Le Farnete dei fratelli Pierazzuoli, il Carmignano Santa Cristina in Pilli 2016 della Fattoria Ambra di Giuseppe Rigoli  e il  Vin Santo di Carmignano Riserva 2011 della Tenuta Capezzana, un’icona del territorio e uno dei vini passiti più buoni d’Italia. Ottimi piazzamenti con 2 Bicchieri Rossi (vini da finale) per il Poggio dei Colli IGT 2016 di Piaggia, per l’Iris IGT della Tenuta di Artimino e per il Carmignano Riserva Il Circo Rosso 2016 di Fabrizio Pratesi.

Daniele Cernilli, ex deus ex machina della Guida del Gambero Rosso ed uno dei critici di vino più influenti del mondo, ora è l’editore di una sua creatura, la Guida Essenziale ai Vini d’Italia. Nell’edizione 2020 attribuisce 96 punti e una “faccina”, una forma di premio, al Carmignano Riserva 2016 di Piaggia e 94 punti al Poggio dei Colli 2016, poi troviamo con 95 punti e una “faccina” il Carmignano Villa di Capezzana 10 anni del 2009 della Tenuta di Capezzana, che ogni anno preleva dalle sue cantine il vino di dieci anni e lo immette regolarmente in vendita, e 94 punti per l’IGT Ghiaie della Furba 2016. E ancora abbiamo 93 punti per il Carmignano Riserva 2016 de Le Farnete, 92 punti per il Carmignano Poggilarca 2016 della Tenuta di Artimino.

Slow Wine, la guida dei vini curata da Slow Food  in collaborazione con la FISAR,  ha come principio quello di visitare personalmente ogni azienda, allargando la rosa ogni anno, e di privilegiare i produttori orientati verso la sostenibilità ambientale. Le aziende in guida sono sei e tra queste ottengono il premio come “Vino Slow” Le Farnete con il Carmignano Riserva 2016 e la Tenuta di Capezzana con il Vin Santo di Carmignano Riserva 2011.

La Guida Oro Veronelli porta il nome di uno dei padri fondatori della moderna critica enogastronomica  italiana. Il riconoscimento più prestigioso sono le “3 stelle oro”, ottenute da Piaggia con il Carmignano Riserva e con il Poggio dei Colli entrambi 2016, dalla Tenuta di Capezzana con il Carmignano Villa di Capezzana 10 anni 2009, con il Ghiaie della Furba 2016, e con il Vin Santo di Carmignano Riserva 2011. Ancora 3 stelle oro per Fattoria Ambra con il Carmignano Riserva Elzana 2015, per Pratesi con il Carmignano Riserva Il Circo Rosso 2016. 

Per finire abbiamo le Guide delle principali associazioni di sommelier, la Vitae dell’AISeBibenda della FIS. Il massimo riconoscimento della Vitae, le “4 Viti” vengono assegnate a Piaggia con il Poggio dei Colli 2016, alla Tenuta di Capezzana con il Carmignano Villa di Capezzana 10 anni 2009 e con il Vin Santo di Carmignano Riserva 2011, poi alla Fattoria Ambra per il Vin Santo di Carmignano 2010. Bibenda invece premia con i “5 Grappoli” Piaggia con il Poggio dei Colli 2016, la Tenuta di Capezzana con il Ghiaie della Furba 2016, la Fattoria Ambra con il Carmignano Riserva Montalbiolo 2015, e Colline San Biagio con il Quattordicisei 2015.

Una vera messe di riconoscimenti quella che il Carmignano ha ottenuto dalle Guide Vini nazionali, ma la raccolta dei premi non finisce qui. Nelle prossime settimane saranno pubblicati i giudizi delle riviste cartacee o online  dei più famosi critici internazionali come  Wine Spectator, Wine Advocate, Wine Enthusiast, James Suckling, Antonio Galloni, per citarne solo alcuni, critici che sono soliti apprezzare i vini di questa piccola grande zona di una Toscana dai mille tesori .

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