Giuseppe Carta, Capsica Red Light, 2016, resina e bronzo, 4.5×1.85×0.70 m

Peperoncino, pera, melagrana: gli “Orti della germinazione” di Giuseppe Carta a Pietrasanta e sul pontile di Forte

Arte, Lucca

Un peperoncino di 16 metri – immagine iconica e tradizionale, pop per la sua naturale cromia, sempre attuale e carica di simbolismi – emerge dal sottosuolo e si innalza verso il cielo. Con la sua superficie mossa da sporgenze e rientranze, cattura la luce e la diffonde nell’ambiente circostante inondandolo di suggestioni.  È così, all’insegna della meraviglia, che la mostra “Giuseppe Carta. Orti della germinazione” accoglie il pubblico nella Piazza del Duomo di Pietrasanta. Dal 26 febbraio all’11 giugno 2017, l’antologica mostra un centinaio di opere tra sculture monumentali e non – in bronzo, marmo, alluminio e resina – e oli su tela, esposte nella piazza davanti alla Chiesa di Sant’Agostino e sul pontile di Forte dei Marmi. “Dalla pittura a olio, di cui è vertiginoso interprete attraverso una particolare forma di realismo – scrive il curatore Luca Beatrice – Giuseppe Carta affronta ora lo spazio pubblico dell’arredo urbano con la scultura di grandi dimensioni, confrontandosi con una delle piazze più suggestive d’Italia. I suoi peperoncini rossi, atterrati come alieni mansueti a Pietrasanta, riscaldano l’ambiente e il cuore. Più che mai il potere afrodisiaco dell’arte colpisce nel segno. La regia di Alberto Bartalini, eccentrico produttore di idee, arricchisce un allestimento onirico e surreale”.

Giuseppe Carta, Grande tovaglia metafisica con pane, 2000-2001, olio su tela, cm 55×80

La personale è promossa da Arte Contemporanea Italiana e dal Comune di Pietrasanta ed è realizzata grazie all’attiva partecipazione e collaborazione della Fonderia Artistica Mutti Francesco, della GBC Marmi srl, de La Fenice Marmi srl e della Eurit srl.

Concepita come un articolato e armonioso allestimento scenico, la mostra vede oltre alla curatela di Beatrice, l’orchestrazione registica di Alberto Bartalini. “La volontà – spiega Bartalini – è stata quella di trasformare gli spazi urbani in luoghi di germinazione di pensiero: frutta, verdura, peperoncini rossi e melagrane quali simboli di fertilità e impulso alle idee. Di grande stimolo per il mio lavoro è stato il connubio tra l’arte classica del luogo, la pittura e la scultura realista del Maestro Giuseppe Carta e il suo linguaggio pop, con le macro dimensioni delle opere.”

Fil rouge del nucleo di lavori è la natura: frutti e ortaggi sono ritratti tanto nei loro momenti di massimo splendore quanto in quelli di caducità, evoluzione e marcimento. La Natura, per l’artista, è sempre foriera di bellezza e di nuova vita anche laddove apparentemente la vita non c’è più. Nato in Sardegna, dove vive e crea le sue opere presso la sua Fondazione sulle colline di Banari, in provincia di Sassari, Carta non potrebbe mai prescindere dallo stretto rapporto con l’elemento naturale: in veste di contadino, ogni mattina, osserva tutte le trasformazioni che sono avvenute nei suoi terreni durante il giorno.

Giuseppe Carta, Grande tovaglia metafisica con pane, 2000-2001, olio su tela, cm 55×80

Nella Piazza del Duomo germogliano quindi altri cinque peperoncini, piccanti simboli di prorompente vitalità e con essi il pensiero, le emozioni, la creatività. Sulla scalinata della chiesa, un asino d’alluminio in fremente tensione lancia il suo raglio.  Una pera in marmo è un particolare omaggio al territorio che ospita l’esposizione: Giuseppe Carta ama il marmo per l’eleganza della materia che regala alle sue sculture trasparenze e velature, le stesse che raggiunge dipingendo le sue nature morte. I naturalistici ritratti della frutta e della verdura trasferiti nello spazio urbano prendono la consistenza della scultura, ma tornano a essere pittura all’interno della Sala dei Putti e del Capitolo della Chiesa di Sant’Agostino: qui infatti trovano spazio gli oli su tela, nature morte di commovente veridicità. Oltre ai prodotti della terra, antichi cristalli, preziosi tessuti e suppellettili sono riprodotti con sapienza attraverso l’antica tecnica della velatura. Sempre nella chiesa, sopra ai nove altari esistenti, il regista Bartalini colloca nove riproduzioni di alcune opere dell’artista costruendo un insieme di notevole spettacolarità. Ad accentuare la teatralità dell’installazione, al centro dello spazio ecclesiale sono raccolti diversi frutti in bronzo policromo e alluminio.

L’evento si estende, infine, sul pontile di Forte dei Marmi: un’enorme melagrana dischiusa, da cui fuoriescono i chicchi succosi, diventa simbolo di prosperità e nuova vita. La scultura è stata creata nel 2012 come scenografia del Teatro del Silenzio di Andrea Bocelli a Lajatico in Toscana ed è poi divenuta simbolo dell’Andrea Bocelli Humanitarian Award. Completa la mostra un catalogo edito da E20 Progetti con testi di Luca Beatrice e Ilario Luperini.

Info: Pietrasanta, Piazza del Duomo e Chiesa di Sant’Agostino  — Forte dei Marmi, pontile
Date 26 febbraio – 11 giugno 2017 — Inaugurazione sabato 25 febbraio, ore 18 — Orari martedì – venerdì, ore 16-19; sabato, domenica e festivi ore 10-13 / 16-19. Lunedì chiuso. Aperture straordinarie: 17 aprile, 24 aprile e 1° maggio.

Lascia un commento