Palazzo Pitti: nell’Andito degli Angiolini va in scena il realismo onirico di Neo Rauch. Una retrospettiva con 37 opere in mostra fino al 12 gennaio

Arte, Firenze

Il realismo onirico del pittore tedesco Neo Rauch incanta Palazzo Pitti. Gli ambienti ottocenteschi dell’Andito degli Angiolini all’interno della reggia medicea sono teatro della prima grande retrospettiva italiana dedicata al famoso artista originario di Lipsia. Curata da Max Seidel e Serena Calamai, la mostra durerà fino al 12 gennaio 2020 e accoglie alcune 37 tele di svariate dimensioni realizzate da Rauch tra il 2008 e il 2019. L’articolata ed enigmatica estetica di Rauch, che mescola (spesso nello stesso dipinto) elementi e paesaggi tratti dal figurativismo e dal Romanticismo tedesco con gli stilemi del realismo di stampo socialista e le forme astratte e primordiali del surrealismo, si fonde dunque con l’ariosità geometrica delle architetture e delle decorazioni di Palazzo Pitti, creando un’alchimia visiva unica.

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Unicità arricchita dal fatto che Rauch ha creato, nel tempo, svariati dei dipinti oggi in esposizione pensando specificamente agli spazi della reggia: un’idea che all’artista era venuta proprio dopo aver visitato la fastosa residenza dei Granduchi. Protagonista della mostra è anche un autoritratto, che Rauch, per questa occasione, ha deciso di donare alle Gallerie degli Uffizi: entrerà a far parte della storica collezione di questo tipo di opere custodita nel complesso museale. 

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“Neo Rauch è senza alcun dubbio uno dei più influenti artisti tedeschi viventi – commenta il direttore Eike Schmidt – ed oggi gli Uffizi sono fieri per due motivi: innanzitutto, di essere il primo museo italiano ad ospitare una rassegna monografica a lui dedicata; in secondo luogo, perché abbiamo il raro onore di accogliere opere concepite proprio per Palazzo Pitti. E così l’architettura e le decorazioni del primo Ottocento che caratterizzano l’Andito ‘avvolgono’ forme mutevoli e lo stile composito, modernissimo, del maestro; con grande naturalezza, si uniscono e amalgamano la grande storia e la grande contemporaneità”.

“Quando sono stato per la prima volta in queste sale in Palazzo Pitti mi sono sentito subito a mio agio – aggiunge Neo Rauch – hanno un carattere intimo, come si conviene a un appartamento di un palazzo, hanno una bella coloritura. Qui lo spazio contribuisce alla pittura, lo spazio è esso stesso una pittura”. 

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Neo Rauch (a sinistra) con Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi

L’artista svela anche alcuni segreti sulla sua particolare tecnica creativa: “Faccio un primo abbozzo, introduco nel dipinto delle figure senza sapere ancora quali funzioni spetteranno loro e poi il giorno successivo introduco una seconda figura o un edificio – racconta – queste dovrebbero intrecciarsi a un contesto sensoriale e non tendere sin dall’inizio verso un significato, è una differenza importante per me. C’è anche questo bellissimo momento di interazione, che mi piace paragonare a una partita di scacchi contro se stessi, perché quando gioco a scacchi con me stesso, allora devo sfrecciare attorno al tavolo e assumere il ruolo dell’avversario, e per mantenere attivo il principio del gioco, devo comportarmi diversamente da questa parte del tavolo che non dall’altra, devo fare qui le mie mosse impulsive e dall’altra quelle rigorosamente analitiche, o viceversa. Devo impersonare l’altro, e così mi comporto sulla tela, faccio una mossa con cautela e devo poi liberare la componente irrazionale, in modo da non soffocare il tutto”.

CENNI BIOGRAFICI SULL’ARTISTA

Neo Rauch nasce a Lipsia in Germania il 18 aprile 1960. Considerato uno dei più grandi artisti tedeschi viventi, è cresciuto con i nonni ad Aschersleben, dopo che i genitori erano morti in un incidente ferroviario avvenuto quando Neo aveva appena quattro settimane di vita. Ha studiato pittura alla Hochschule für Grafik und Buchkunst di Lipsia, e dopo la caduta della Repubblica Democratica Tedesca, Rauch ha lavorato per cinque anni (1993-98) come assistente di Arno Rink e Sighard Gille all’Accademia di Lipsia. Dal 2005 al 2009 è stato professore alla Hochschule für Grafik und Buchkunst di Lipsia. Vincitore di svariati premi e protagonista di numerose esposizioni in Germania e tanti altri paesi, tra i quali Belgio, Olanda, Austria, Canada, Usa. Il celebre attore americano Brad Pitt è un suo grande ammiratore e collezionista delle sue oper

NEO RAUCH

Opere dal 2008 al 2019

Andito degli Angiolini, Palazzo Pitti, Firenze

16 ottobre 2019 – 12 gennaio 2020

 

Prezzo biglietto 

16 ottobre – 31 ottobre 2019:

Biglietto intero € 16.00; ridotto € 2.00 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 e i 25 anni;

1 novembre 2019 – 12 gennaio 2020:

biglietto intero € 10.00; ridotto € 2.00 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 e i 25 anni;

gratuito riservato a minori di 18 anni di qualsiasi nazionalità, portatori di handicap ed un accompagnatore, giornalisti iscritti all’Ordine Italiano dei Giornalisti, docenti e studenti di Architettura, Conservazione dei Beni Culturali, Scienze della formazione, Diploma di Laurea di lettere e filosofia con indirizzi di laurea archeologico o storico-artistico, Diploma di Laurea o corsi corrispondenti negli Stati membri dell’Unione Europea, insegnanti italiani con contratto a tempo determinato e indeterminato in servizio presso una scuola pubblica o paritaria 

Orario

Martedì – domenica ore 8.15 – 18.50; la biglietteria chiude alle 18.05 / Chiuso il lunedì.

Servizio didattico per le scuole – Visita guidate per le scolaresche solo su prenotazione. Costo di € 3.00 ad alunno. 

Info e prenotazioni: Firenze Musei 055.294883

Servizio visite guidate – Info e prenotazioni: Firenze Musei 055.290383 

firenzemusei@operalaboratori.com

 www.uffizi.it

 

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