Un momento delle prove di Boheme al Goldoni_foto 1 di Augusto Bizzi

Lucia di Lammermoor, Otello e Bohème: in scena tre grandi opere per un un lungo weekend lirico tra Pisa, Lucca e Livorno

Concerti e Lirica, Livorno, Lucca, Pisa

Un fine settimana ricco di lirica nei tre teatri di tradizione della costa toscana, dove vanno in scena tr grandi titoli: “Otello” a Lucca, “Lucia di Lammermoor” a Lucca e “La bohème” a Livorno.

LUCCA / TEATRO DEL GIGLIO

Al Teatro del Giglio di Lucca, la sera di venerdì 18 gennaio 2019 alle 20.30 (con replica domenica 20 alle 16) va in scena l’Otello di Giuseppe Verdi con la regia di Cristina Muti Mazzavillani. 

_CIK8195okOtello©Zani-Casadio

Frutto del rapporto artistico e produttivo che unisce il Teatro del Giglio al Teatro Alighieri di Ravenna e al Ravenna Festival, Otello di Giuseppe Verdi giunge sul palcoscenico della Città delle Mura in esclusiva toscana. Il titolo ha chiuso con successo la XXIX edizione del Ravenna Festival completando la Trilogia d’Autunno 2018 insieme a Nabucco e Rigoletto. La produzione di Otello, del 2013, è firmata per regia e ideazione scenica da Cristina Mazzavillani Muti, che all’opera del Maestro torna sempre con rinnovato entusiasmo. In buca l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini diretta da Nicola Paszkowski (foto di Zani-Casadio). Il capolavoro verdiano, assente dal palcoscenico del Teatro del Giglio da 55 anni – l’ultima rappresentazione risale infatti alla Stagione d’Autunno 1964 – sarà interpretato, nel ruolo del titolo, dal tenore georgiano Mikheil Sheshaberidze, mentre Jago e Desdemona sono rispettivamente Luca Micheletti ed Elisa Balbo. Interpreta Cassio Giuseppe Tommaso, veste i panni di Roderigo Giacomo Leone. Lodovico, Montano ed Emilia sono Ion Stancu, Paolo Gatti e Antonella Carpenito; Andrea Pistolesi è l’Araldo. Il Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini” è guidato da Martino Faggiani e Massimo Fiocchi Malaspina; il Coro di Voci Bianche Teatro del Giglio e Cappella Santa Cecilia di Lucca è invece preparato da Sara Matteucci. Accanto a Cristina Muti, il lighting designer Vincent Longuemare e Alessandro Lai per i costumi.

PISA / TEATRO VERDI

Sempre venerdì 18 gennaio – ore 20.30 – appuntamento con “Lucia di Lammermoor” al Teatro Verdi di Pisa (replica domenica 20, ore 15.30).

luongo
Il baritono Alessandro Luongo

Si tratta di un allestimento, realizzato dal Teatro di Pisa in coproduzione con Opéra Nice Côte d’Azur, nuova la coproduzione che vede insieme a Pisa il Teatro del Giglio di Lucca dove Lucia sarà di scena il 22 e 24 febbraio. La regia è di Stefano Vizioli, che si è ispirato ad un allestimento da lui stesso curato nel 2002 per il Saint Louis Opera Theater e riproposto successivamente nel 2006 all’Opera di Sainkt Gallen; scene su bozzetti di Allen Moyer, disegno luci di Michele Della Mea. ORT, Orchestra della Toscana diretta da Michael Guttler. Nel cast Alessandro Luongo, Alessandro Luciano e il soprano Marigona Qerkezi che ha sostituito (come annunciato nella giornata di giovedì 17 gennaio, ndr) Sarah Baratta colpita da indisposizione.

LIVORNO / TEATRO GOLDONI

Sabato 18, infine, prima rappresentazione (ore 20.30) di “La bohème” di Giacomo Puccini al Teatro Goldoni di Livorno (replica domenica 20, ore 16). C’è tanta Toscana e mesi di lavoro artistico dietro la nuova proposta di L.T.L. Opera Studio, il laboratorio permanente di formazione, specializzazione e perfezionamento per le professioni del teatro musicale, dei Teatri di Livorno, Lucca e Pisa (sopra il titolo e a lato: foto di scena di Augusti Bizzi).L’opera è in una coproduzione realizzata in collaborazione con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e la partecipazione nelle fasi preparatorie della Scuola di Musica di Fiesole, istituzione presente poi con la propria OGI Orchestra Giovanile Italiana. 

Gianna Fratta_Direttore_ durante le prove di Boheme al Goldoni_foto 1 di Augusto Bizzi
Gianna Fratta, direttore d’orchestra

Un percorso, questo, che segna per LTL il suo diciassettesimo anno di vita, dopo alti traguardi artistici insigniti tra l’altro del prestigioso Premio Franco Abbiati della Critica Musicale Italiana e che ha trovato un altro punto di forza: il  protocollo stilato con la Regione Toscana e con il Maggio Musicale Fiorentino, che consente di utilizzare le migliori produzioni allestite negli ultimi anni dal Teatro dell’Opera di Firenze. Tra queste la produzione di Bohème realizzata nell’autunno del 2017 firmata da Bruno Ravella, un giovane regista italiano ormai radicato in Gran Bretagna, formatosi alla scuola di grandi uomini di teatro ed al suo fianco uno dei più affermati e geniali scenografi italiani, Tiziano Santi, e la giovane costumista Angela Giulia Toso. Lo spettacolo viene ripreso a Livorno e nei teatri del circuito toscano da un giovane collaboratore di Ravella, il portoghese João Carvalho Aboim. “La giovane età di Aboim – afferma Alberto Paloscia direttore artistico del Teatro Goldoni, capofila della produzione – saprà senz’altro trasmettere ai freschi ed entusiasti elementi del nutrito cast la joie de vivre, il ripiegamento interiore, la malinconia e la disperazione, che accomuna tutti i personaggi di un’opera prettamente corale e collettiva come la Bohème pucciniana”. Agli stessi criteri di fedeltà al testo musicale ed al suo messaggio poetico risponde la scelta di un direttore donna, Gianna Fratta, alle prese con un titolo dove l’elemento femminile è preponderante. “Bohème è anche una delle opere più pericolose per chi la suona, chi la canta, chi la dirige e chi l’ascolta – afferma Gianna Fratta – Sì, perché un titolo così visto e rivisto ha sedimentato in ognuno di noi un’aspettativa, cristallizzato un’interpretazione, fissato un’idea. E ciò rende difficile far tornare questo capolavoro, una volta ancora, nuovo, unico, giovane, fragrante come i suoi personaggi, scrostandolo dalle abitudini prêt-à-porter, dal già detto, per recuperare un Puccini puro e semplice, così com’è. Questa è stata la grande sfida di questa produzione, resa possibile da un’opportunità pressoché unica: un cast composto da cantanti che sono proprio come i loro personaggi, per età, attitudine, bisogni e mestiere. Così tutti saremo chiamati a fare lo stesso atto di coraggio: spogliarci delle mille Bohème e fare di questa la nostra prima. Immedesimarci. Soffrire e gioire, seguendo le note e i segni di Puccini, senza aggiungere nulla di più”. Saranno così protagonisti sul palcoscenico, alternandosi nelle due recite Maria Bagalà /Martina Gresia (Mimì), Blerta Zhegu /Antonella Biondo (Musetta), Francesco Fortes /Rosolino Claudio Cardile (Rodolfo), Jaime Eduardo Pialli / Francesco Solinas (Marcello), Matteo Loi /Tommaso Caramia (Schaunard), Michele Gianquinto /Alessandro Yague (Colline), Rosolino Claudio Cardile /Francesco Fortes (Parpignol), Alessandro Ceccarini (Benoît e Alcindoro), Giorgio Marcello (Sergente dei doganieri) e Paolo Morelli (Un doganiere). Assistente alla regia Tecla Gucci; OGI Orchestra Giovanile Italiana, CLT Coro Lirico Toscano, Maestro del coro Flavio Fiorini; Coro Voci Bianche della Fondazione Teatro Goldoni, Maestro del coro Laura Brioli. Ultimi biglietti presso il Botteghino del Teatro Goldoni (tel.0586 204290).

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