No alla guerra, sì alla pace. Manifestazione a Livorno (il 2 marzo) promossa dalla Comunità di Sant’Egidio. E la Galleria dell’Accademia di Firenze partecipa alla campagna “La cultura unisce il mondo. L’Italia ripudia la guerra”

FIRENZE

La Galleria dell’Accademia partecipa alla campagna del MIC – Ministero della Cultura “La Cultura Unisce il Mondo | Culture Unites the World – L’Italia ripudia la guerra”  #museumsagainstwar  #cultureunitestheworld

(Sopra il titolo: l’immagine della campagna contro la guerra che evidenzia i colori della bandiera dell’Ucraina).

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LIVORNO
Mercoledì 2 marzo, nel giorno in cui papa Francesco ha indetto una giornata di digiuno e di preghiera per l’Ucraina, la Comunità di Sant’Egidio promuove la  manifestazione “NO alla guerra, SI alla pace” che si terrà alle ore 18 in Piazza del Logo Pio, dove  ancora visibili sono le tracce della guerra mondiale nella nostra città. Appuntamento alle ore 18 in piazza del Lugo Pio (Quartiere della Venezia) a Livorno. Previsti gli interventi del Vescovo, mons. Simone Giusti, del sindaco Luca Salvetti e alcune testimonianze. Numerose le adesioni,  tra le quali la partecipazione della comunità ucraina.
Saremo insieme con l’unica rappresentanza della pace. Perchè vogliamo rappresentare ad una sola voce la nostra solidarietà alla popolazione dell’Ucraina, sostenere la scelta del negoziato, chiedere che sia posta fine al conflitto.  Alla follia della guerra – scrive la Comunità di Sant’Egidio –  rispondiamo con parole e gesti di pace.
Per questo la manifestazione di mercoledi, per questo l’appello “Kjiv città aperta” perchè sia risparmiata la vita ai civili, per questo le iniziative di solidarietà a cui stiamo lavorando.
Aiuteremo lì, il più vicino possibile ai luoghi del conflitto: ci sono realtà locali di Sant’Egidio in Polonia, in Ungheria che stanno distribuendo aiuti ai profughi nelle stazioni e potremo supportarle con invio di aiuti materiali. Ma non solo nei paesi confinanti, anche in altri paesi europei, tra cui l’Italia, la Comunità sta organizzando una rete di accoglienza, di ospitalità e sostegno.
Anche qui a Livorno, ci stiamo organizzando con altre realtà del territorio, per creare insieme una rete di accoglienza, calorosa e diversificata.
Saremo insieme. Per affermare anche così che il mondo è cambiato, che in ogni Paese c’è uno di noi, che ogni città può essere casa mia, che le popolazioni del mondo non vogliono la guerra, non ce la fanno più, vogliono la pace ed è  su questo che bisogna investire e rifondare

 

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