“Nasa. A human adventure”, una mostra racconta la frontiera dello spazio. A Milano fino al 4 marzo 2018

Fuori Toscana

Nella notte tra il 20 e il 21 luglio 1969 circa 900 milioni di persone nel mondo si misero seduti davanti alla tv per vedere l’uomo che calpestava il suolo lunare per la prima volta. “Un piccolo passo per l’uomo, ma un grande salto per l’umanità” disse Neil Armstrong  il primo a scendere dal Lem, seguito poi da Edwin “Buzz” Aldrin mentre Michael Collins, il terzo astronauta continuava ad orbitare a bordo della navicella-comando Apollo 11 intorno al satellite della Terra. Oltre 20 milioni di quei telespettatori erano italiani. Ma molti altri hanno comunque riascoltato le parole (e rivisto le immagini) di Gianni Bisiach che seguì lo sbarco dietro le quinte della prima maratona televisiva della Rai (28 ore di diretta), condotta da Tito Stagno con i commenti di Andrea Barbato e, dal Centro spaziale della Nasa di Houston, di Ruggero Orlando.

La passeggiata di Neil Armstrong e “Buzz” Aldrin segnò una tregua ai rancori e ai disordini di quegli anni. Giornalisti e osservatori internazionali profetizzarono che l’allunaggio statunitense avrebbe sancito l’inizio di una collaborazione fra Usa e Urss e, forse, la fine della Guerra fredda. L’emozione di chi assistette a quell’evento prevalse per qualche giorno su ogni cosa: dal giorno del decollo dell’Apollo 11 fu davvero come se tutto, anche in Italia, ruotasse intorno alla Luna. Nelle scuole e nei bar non si parlava d’altro. I negozi, con le vetrine rigorosamente a tema, ottennero il permesso di tenere accesa la tv anche durante l’orario di apertura e al carcere di Roma il ministero concesse 600 apparecchi in prestito. In quella notte non ci furono furti né rapine: a Milano il centralino della polizia squillò solo 2 volte e a Bologna e Roma il copione non fu diverso.
La scoperta dell’America, la bomba atomica sul Giappone e la missione dell’Apollo 11 sono stati i tre fatti che hanno più inciso sulla nostra storia e nella nostra memoria. Ma solo lo sbarco sulla Luna ci rende ancora capaci di sognare mondi migliori, universi senza fine, dove buchi neri e remote galassie rendono tutto possibile, meraviglioso, visionario perché da sempre lo spazio e il cosmo, con i suoi misteri e le sue scoperte, affascina chiunque di noi, scienziati e uomini comuni, laici e religiosi, sognatori e scettici.
Le imprese degli astronauti, ne è la riprova l’ultimo viaggio spaziale di Samantha Cristoforetti e ancora più recentemente l’ennesimo di Paolo Nespoli, hanno fatto desiderare ai “bimbi” di tutte le età di diventare astronauti.

Per vedere quello spazio tanto sognato ad occhi aperti e tutto quello che ha contribuito e contribuisce alla sua scoperta, ecco una mostra a Milano – aperta fino al 4 marzo 2018 – capace di raccontare una storia work in progress. 
Per la prima volta in Italia, questa mostra è stata allestita presso Spazio Ventura XV (via Privata Giovanni Ventura 15). Il titolo è “Nasa. A human adventure”,  in collaborazione con John Nurmien Events e Avatar e nel suo tour mondiale ha già raccolto oltre 3 milioni di visitatori. Concepita per adulti e bambini, è letteralmente un viaggio di conquista e scoperta che si estende per 2500 metri quadrati, tra razzi, Shuttle, Rover spaziali, simulatori di antigravità, in un percorso didattico ed emozionante, scientifico e immersivo, che va dai primi lanci spaziali ai giorni nostri. Nel percorso ci sono circa 300 manufatti originali provenienti dai programmi spaziali di Usa ed (ex) Urss, la maggior parte di essi in prestito dal Kansas Cosmosphere & Space Center e dallo Space & Rocket Center. Molti di questi sono stati effettivamente nello spazio.

L’esposizione racconta la fantastica storia della National Aeronautics and Space Administration, conosciuta semplicemente come Nasa, e le sue incredibili conquiste ottenute nei voli e nelle esplorazioni spaziali. I visitatori possono ammirare le astronavi costruite e scoprire le storie delle persone che vi sono state a bordo o che le hanno progettate e costruite come per esempio un enorme modello in scala del gigantesco razzo lunare Saturn V o la replica fedele a grandeza naturale della pioneristica navicella Mercury e una della missione Gemini, costruita per viaggi di lunga durata. E ancora un modulo dell’Apollo che portò il primo uomo sulla Luna e il rover lunare che servì agli astronauti per esplorarla. Non poteva mancare l’ormai iconico Space Shuttle, prima navicella riutilizzabile, con una sezione che consentirà ai visitatori di vedere il ponte di volo – dove gli astronauti si trovano quando sono in orbita – e il ponte di mezzo dove invece mangiano, dormono e lavorano sugli esperimenti.

Ma i visitatori possonoanche sperimentare una simulazione di volo a “bordo” del Mercury Liberty Bell 7 dove si trovava l’astronauta Gus Grissom. Il simulatore G-Force è per il pubblico come una sorta di grande salto adrenalinico, proprio grazie alla forza di gravità esercitata.

Attraverso 5 sezioni (Sognatori, La corsa allo Spazio, Pionieri, Resistenza e Innovazione), i visitatori vengono catapultati in una delle storie più affascinanti e ambiziose dell’uomo, la scoperta dello spazio in un’esperienza immersiva che inizia fin dall’ingresso, quando dovranno attraversare una passerella, la stessa che gli astronauti della Nasa percorrono prima di salire a bordo degli Shuttle e la stessa sulla quale, nella notte del 7 dicembre 1972, camminarono i tre astronauti dell’Apollo 17 per atterrare sulla Luna. Prima ancora, appena entrati in mostra, una gru di metallo replica di quella che collegava, a circa 100 metri di altezza, il razzo lunare Saturn V con la mitica rampa di lancio a Cape Canaveral, il famosissimo centro della Nasa in Florida, e che era utilizzata anche per rifornire la navicella spaziale del carburante e di tutto il necessario alla vita in orbita. Il resto è tutto da scoprire, un percorso emozionante da non perdere.

La mostra è visitabile dal lunedì alla domenica orario 10.00-19.30. Aperture straordinarie: 24 dicembre e 31 dicembre (ore 10.00-14.00), 25 dicembre e 1 gennaio (ore 14.30-19.30). Biglietto è di 18 euro (gratuito per i minori di 6 anni, previste riduzioni e biglietti family).

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