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Musica e teatro a Castiglioncello tra le due guerre: un libro di Luca Scarlini ricostruisce le “vacanze dell’arte”. Presentazione il 28 agosto alla Limonaia del Castello Pasquini

Libri & Fumetti, Livorno

Venerdì 28 giugno 2019 Luca Scarlini presenterà il volume “Le vacanze dell’arte – Musica e teatro a Castiglioncello tra le due guerre”. Il saggista e drammaturgo toscano presenterà la sua ultima opera alle ore 17 presso La Limonaia nel parco del castello Pasquini di Castiglioncello.
Il volume, stampato da Pacini editore e realizzato con il contributo della Coop Il Cosmo, è il frutto di un importante progetto di analisi e ricerca d’archivio, fortemente voluto dall’assessorato alla cultura del Comune di Rosignano Marittimo per riscoprire una pagina di storia ancora poco conosciuta del nostro territorio e del suo sviluppo artistico e culturale. Castiglioncello, infatti, ha legato la propria memoria alle vicende dei Macchiaioli alla fine  dell’Ottocento, e poi alle seduzioni di Cinecittà negli anni Sessanta del Novecento. Per vari motivi è venuta a mancare una mappatura della notevole stagione di teatro e musica che si è tenuta tra ville e spiagge, senza dimenticare  l’importante spazio nella pineta, tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. 

In questo periodo ebbe un grande rilievo l’arrivo della famiglia D’Amico, anticipato a inizio secolo dalla moglie di Silvio, Elsa Minù, il cui padre, avvocato, aveva la passione degli alberghi sul mare, e fu tra i primi entusiasti sostenitori dell’Hotel Miramare. Qui Romolo Monti teneva una collezione di artisti innovativi per l’epoca, tra i quali Medardo Rosso. A Castiglioncello giunsero vari protagonisti del mondo teatrale e musicale degli anni seguenti. La villeggiatura serviva perfettamente a provare spettacoli che poi sarebbero diventati produzioni professionali, spesso di largo successo, come accadde alla “Isola disabitata” di Pietro Metastasio, di cui firmava le incantevoli musiche un giovane Nino Rota. A Castiglioncello c’erano musicisti del calibro di Alfredo Casella e Mario Castelnuovo Tedesco; Bice Valori faceva le sue prime prove di comica geniale. Ulteriore attenzione catalizzava la presenza, dagli anni Trenta, di Luigi Pirandello, che a Castiglioncello scrisse “Quando si è qualcuno”, e ordì letture e rappresentazioni delle sue opere, spesso in collaborazione di Massimo Bontempelli e della sua rivoluzionaria compagna Paola
Masino, invisa al regime fascista, per le sue opere crude, come il romanzo “Nascita e morte di una massaia”. Spesso le produzioni più fortunate di queste stagioni si trasferivano al Teatro Solvay,
ricostruito da Nello Baroni, architetto del gruppo della stazione di Santa Maria Novella a Firenze. A Castiglioncello si sviluppava un mondo vitalissimo, legato all’èlite del tempo del fascismo, che
poi è stato rimosso e su cui ancora non esiste una bibliografia, né ricerche compiute.

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