Museo del Bargello, visite guidate e visite straordinarie per scoprire Dante nel 700° della morte e la mostra “Onorevole e antico cittadino di Firenze”. Tutti i dettagli del programma

Quattro visite guidate il venerdì pomeriggio, dall’11 giugno al 2 luglio 2021, e visite straordinarie le mattine di sabato 26 e domenica 27 giugno: sei appuntamenti dedicati alla scoperta del poeta fiorentino e alla precocissima fortuna dell’Alighieri a Firenze, nell’anno in cui si celebra il settimo centenario della sua morte. (Sopra il titolo: ritratto di Dante – Bargello / Cappella della Maddalena).

Dopo il successo dei laboratori gratuiti “Dante per tutti” (fino al 7 agosto) per i bambini e ragazzi, realizzati grazie ad un contributo della Fondazione CR Firenze (che ha anche sostenuto la realizzazione della mostra), e dedicati alla scoperta di Dante e della Firenze del Trecento, si amplia l’offerta culturale per i visitatori del Museo Nazionale del Bargello, in occasione del settimo centenario della morte di Dante Alighieri, #Dante2021

Dall’11 giugno al 2 luglio, durante le aperture pomeridiane straordinarie, si terranno visite guidate gratuite alla mostra «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante. Per quattro venerdì, alle ore 16, sarà possibile visitare il Museo Nazionale del Bargello alla scoperta della prima esposizione fiorentina dedicata all’Alighieri, l’unica che ricostruisce il rapporto tra Dante e Firenze, dagli anni immediatamente successivi alla morte del poeta fino agli anni Cinquanta del Trecento. Il percorso guidato da operatori professionisti di Opera Laboratori per un massimo di 12 persone (disponibilità fino ad esaurimento posti) munite di regolare biglietto del Museo, con punto di ritrovo nel cortile del Bargello, sarà svolto in totale sicurezza.

Sabato 26 giugno alle ore 9 e poi alle ore 11 sono in programma due visite straordinarie, dedicate alla mostra «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante, a cura di Teresa De Robertis, professore di paleografia dell’Università di Firenze, tra i curatori della mostra. 

Domenica 27 giugno sempre alle ore 9 e alle ore 11 ad accogliere i visitatori, ci sarà un altro curatore della mostra Luca Azzetta, professore di Filologia dantesca dell’Università di Firenze. Anche le visite dei curatori saranno riservate ad un massimo di 12 persone (disponibilità fino ad esaurimento posti), con ritrovo nel cortile del Bargello. 

Il Museo Nazionale del Bargello è luogo dantesco per eccellenza a Firenze e sede ideale per la mostra «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante che ripercorre il complesso rapporto tra Dante e la sua città natale: nella Sala dell’Udienza dell’allora Palazzo del Podestà (oggi Salone di Donatello), il 10 marzo 1302, il sommo poeta venne condannato all’esilio perpetuo; nella Cappella del Podestà, solo pochi anni dopo (tra il 1333 e il 1337), Giotto, con la sua scuola, impostava il suo ultimo capolavoro pittorico, ancora poco noto al grande pubblico, e ritraeva per la prima volta il volto di Dante, includendolo tra le schiere degli eletti nel Paradiso. Ancora oggi nella Cappella fa mostra di sé il ritratto, prima effigie nota del padre della lingua italiana, parte integrante del percorso della mostra e oggetto di un recente intervento di diagnostica e manutenzione conservativa a cura dell’OPD. Nel percorso espositivo tra il pianterreno e il primo piano del museo potranno essere apprezzati oltre cinquanta tra manoscritti e opere d’arte provenienti da biblioteche, archivi e musei di assoluto prestigio internazionale – dalla Galleria dell’Accademia di Firenze, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, alla Biblioteca Medicea Laurenziana e alla Biblioteca Riccardiana, – enti co-promotori della mostra– dalla Biblioteca Apostolica Vaticana alla Biblioteca Trivulziana di Milano, e ancora dalla Bibliothèque nationale de France di Parigi, all’Archivo y Biblioteca Capitulares di Toledo e al Metropolitan Museum of Art di New York. Si tratta di opere di copisti, miniatori, commentatori, lettori, volgarizzatori, le cui vicende professionali e umane si intrecciano fittamente, restituendo l’immagine di una Firenze che sembra essersi trasformata in uno scriptorium diffuso, al centro del quale campeggia la Divina Commedia. 

 

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