Monti e Calabresi sono “Nudi e crudi” a Campi Bisenzio. “L’insonne” in scena a Lastra a Signa

Una commedia che tratteggia con umorismo e graffiante ironia la vita di una rispettabile coppia di mezza età. È “Nudi e crudi”, lo spettacolo tratto dal celebre romanzo omonimo dello scrittore inglese Alan Bennet, che andrà in scena sul palcoscenico del Teatrodante Carlo Monni di Campi Bisenzio (piazza Dante n.23) giovedì 2 febbraio 2017 alle 21. Trascritto per il teatro da Edoardo Erba e interpretato da Maria Amelia Monti e Paolo Calabresi – attori poliedrici e volti noti del cinema e della televisione (nelle foto di scena firmate da Marina Alessi) – con la partecipazione di Nicola Sorrenti e la regia di Serena Sinigaglia, “Nudi e crudi“ diverte rimanendo sempre fuori dagli schemi, rivelando più di ogni altra sua opera il genio comico di Alan Bennett.

Inserito nell’ambito della stagione di prosa, il lavoro porta sul palcoscenico la vicenda dei signori Ransome, due impeccabili coniugi inglesi che, tornando a casa dopo una serata a teatro, trovano l’appartamento completamente vuoto, svaligiato da ladri che non hanno lasciato né un interruttore, né un rubinetto, né la moquette sul pavimento. L’evento sconvolge completamente la loro vita tranquilla e ripetitiva, e tuttavia le reazioni di ciascuno dei due sono molto diverse: lui si incupisce e si arrabbia sempre più, lei prova un senso di sollievo e quasi di liberazione. Mentre il gioco dei caratteri, esasperato da visite inattese, diventa sempre più esilarante, il mistero del furto trova un’imprevista soluzione.

Dopo due trionfali stagioni con Angela Finocchiaro nella commedia “La scena” di Cristina Comencini, Maria Amelia Monti – uno dei volti più noti della tivù (Finalmente soli con Gerry Scotti) e del teatro italiano (Tante belle cose di Edoardo Erba con Gianfelice Imparato) – vince una nuova sfida comica misurandosi col personaggio della perfetta moglie inglese. Accanto a lei, reduce da una serie di successi nei serial televisivi e al cinema, Paolo Calabresi (protagonista della serie Rai Zio Gianni, dal 2008 una “iena” ufficiale de Le Iene su Italia 1, al cinema in Un Natale stupefacente, regia di Volfango De Biasi 2014) torna in teatro dopo due esaltanti stagioni a fianco di Lella Costa, nei panni di un indimenticabile marito. A dirigerli Serena Sinigaglia – fondatrice del Teatro Ringhiera di Milano e regista di riferimento del Piccolo Teatro – che affronta la commedia con gusto visionario e passione per la verità dei personaggi.

Dice la regista: “Mr e Mrs Ransome sono due archetipi. Un uomo e una donna, un marito e una moglie, una coppia, tipicamente inglese, protestante e conservatrice. Le loro certezze sono le abitudini costruite nel tempo di una vita condivisa: gli stessi riti, gli stessi meccanismi, la stessa ossessiva cura per l’ordine e la quiete, ogni giorno finché “morte non ci separi”. Cosa può accadere se di colpo si ritrovano “nudi e crudi”? Se all’improvviso la situazione in cui precipitano sovverte l’ordine delle cose e li costringe a cambiare i riti tanto cari? Ce la faranno? Sapranno adattarsi? Soccomberanno?”.

Biglietti da 10.50 a 22.50 €. Per ulteriori informazioni www.teatrodante.it

 

“L’INSONNE” SUL PALCO DEL TEATRO DELLE ARTI DI LASTRA A SIGNA

Elegante e raffinato”, “ben interpretato”, “lirismo assoluto”… Le buone parole della critica si sprecano per “L’insonne”, spettacolo vincitore del premio In-Box 2015 che CRT Milano e LAB121 portano in scena venerdì 3 febbraio 2017 al Teatro delle Arti di Lastra a Signa (Firenze – ore 21 – biglietti 15/13/10 euro).

Liberamente tratto dal romanzo “Ieri” di Agota Kristof, “L’insonne” (foto di Valeria Palermo) mette in risalto la regia, a dir poco originale, di Claudio Autelli, lasciando l’interpretazione ad Alice Conti e Francesco Villano, straordinari nei panni dei fratelli Sandor e Line. Alcuni ricordi sono stampati per sempre nella nostra memoria. Altri rimangono sepolti per anni in posti impensabili del cervello per poi riaffiorare all’improvviso, per chissà quale associazione, cristallini come non ce ne fossimo mai liberati. Altre volte ancora, invece, rimane soltanto una sensazione, un colore, un gusto o un immagine sgranata. In questi casi la nostra immaginazione comincia a colmare i vuoti della memoria, attraversa la soglia del passato, entra dentro un’immagine del passato, la contempla, la particolareggia, capita che si perda in questo gioco di riviviscenza, o meglio, che si abbandoni a rivivere certi istanti. Involontariamente si costruisce un altro tempo, una pausa nel normale fluire dal passato al presente. Come in un autunnale pomeriggio d’infanzia chiusi nel salotto di casa a guardar fuori dalla finestra, impalpabilmente ci si concede una seconda possibilità.

Agota Kristof ha lasciato il suo Paese d’origine durante la rivoluzione ungherese contro il regime sovietico. Fuggita con il marito e la figlia in fasce in Svizzera, ha lavorato per anni in una fabbrica di orologi. Qui ha imparato il francese e cominciato a scrivere i suoi romanzi nella nuova lingua. Ha sempre definito la sua scrittura una menzogna, un tentativo fallito di scrivere la propria storia, troppo insopportabile da raccontare.

Firmano la drammaturgia Raffaele Rezzonico e Claudio Autelli, scene e costumi di Maria Paola Di Francesco, luci Simone De Angelis, suono Fabio Cinicola, responsabile tecnico Giuliano Bottacin, assistenti alla regia Piera Mungiguerra e Andrea Sangalli, voce registrata Paola Tintinelli.
Aperitivo teatrale – Per chi lo desidera, venerdì 3 febbraio dalle 20, c’è l’aperitivo teatrale, in collaborazione con Caffè La Posta (buffet e drink 6 euro, gradita la prenotazione, tel. 055 8720058 – 331 9002510).

 

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