Monaco, Michele Mariotti dirige “I masnadieri” di Verdi alla Bayerische Staatsoper (fino al 29 marzo). E il 30 aprile sarà con “Guillaume Tell” di Rossini alla Wiener Staatsoper

Fuori Toscana

Dopo il successo ottenuto nel 2017 con la Semiramide di Rossini, il direttore d’orchestra pesarese Michele Mariotti torna alla Bayerische Staatsoper di Monaco dove domenica 8 marzo 2020 dirige una nuova produzione de I masnadieri di Giuseppe Verdi, che ha recentemente interpretato al Teatro alla Scala e in tournée al Festival di Savonlinna. Lo spettacolo è trasmesso in diretta in Germania su BR-Klassik alle ore 18. 

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Michele Mariotti (ph. Più Luce. Sopra il titolo: foto di scena di W. Hösl))

Primo lavoro presentato da Verdi in un teatro straniero, il 22 luglio 1847 all’Her Majesty’s Theatre di Londra, I masnadieri, su libretto di Andrea Maffei tratto da Schiller, viene proposta in un nuovo allestimento del regista tedesco Johannes Erath, che mette in scena l’opera come un dramma psicologico dilatato all’estremo, con scene e costumi di Kasper Glarner.

Interpreti della parte di Amalia sono Diana Damrau e Carmen Giannattasio; a vestire i panni di Massimiliano è il basso Mika Kares, mentre Carlo e Francesco, i due fratelli antagonisti, sono interpretati rispettivamente da Charles Castronovo e Igor Golovatenko. Completano il cast Kevin Conners (Arminio), Callum Thorpe (Moser) e Dean Power (Rolla). Mariotti dirigerà la Bayerisches Staatsorchester e il Coro della Bayerische Staatsoper.

  • “I masnadieri appartiene al cosiddetto periodo ‘di galera’ di Verdi – dice Michele Mariotti. – In realtà l’opera non è solo un vulcano di idee musicali che si susseguono senza respiro, unite a una violenza ritmica inaudita negli accompagnamenti che cantano insieme alle voci, ma rappresenta uno spaccato sociale netto e fedele, da cui deriva una ferma accusa. In questo lavoro Verdi mette sotto la lente d’ingrandimento una famiglia devastata dai suoi stessi componenti, mossi da sete di potere mista a invidia. Sentimenti racchiusi nel personaggio di Francesco, secondogenito e moralmente deforme. In questa famiglia regna la menzogna, di cui il padre e  il figlio Carlo sono vittime inconsapevoli. Sullo sfondo di questo scenario gotico, scuro, lordo di sangue e fango – conclude il direttore – si staglia l’unica figura femminile della storia: quella luminosa e pura di Amalia”.

Lo spettacolo è in replica alla Bayerische Staatsoper fino al 29 marzo e verrà poi ripreso a luglio 2020.

  • Tra i prossimi impegni di Mariotti, i debutti alla Wiener Staatsoper il 30 aprile con il Guillaume Tell di Rossini e sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nei giorni 14, 15 e 16 maggio, con un programma che comprende pagine di Schubert e Haydn. Dal 15 giugno Mariotti tornerà alla Staatsoper di Vienna per dirigere una nuova produzione di Un ballo in maschera di Verdi, con la regia di Josef Ernst Köpplinger.

 

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