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MODIGLIANI TORNA A CASA / 4. L’assessore Lenzi: “Al Museo della Città non saranno esposte le tre teste scolpite attribuite a Modì da Carlo Pepi. In mostra solo le opere scelte da Marc Restellini”. E rispondendo a un’interpellanza di FdI aggiunge: “Teniamoci lontani da beghe che non ci riguardano”. Il 23 gennaio un convegno su Amedeo livornese

Focus, Livorno

Modigliani senza pace. Dopo la decisione del Comune di Livorno di allestire la grande mostra nel centenario della scomparsa dell’artista (apre il 7 novembre 2019 ai Bottini dell’Olio – Museo della Città) sono cominciate a circolare puntualmente voci, senza conferma, che si sarebbero potute vedere esposte le tre teste  rinvenute nel 1990 e attualmente – secondo quanto riferito più volte in passato – depositate nel caveau di una banca cittadina. L’Amministrazione comunale – nella mattinata di lunedì 7 ottobre 2019 – ha reso noto che “non intende esporre alla imminente mostra di Modigliani le tre sculture attribuite allo stesso Modigliani dallo studioso Carlo Pepi appartenenti a collezionisti livornesi rappresentati dall’avvocata Cristina Cerrai”. Lo ha detto l’assessore alla Cultura del Comune di Livorno Simone Lenzi, a seguito – appunto – delle notizie che sono circolate in questi giorni su alcuni organi di stampa e sui social.

“In primis – chiarisce l’assessore Lenzi – non è possibile aggiungere all’esposizione programmata al Museo della Città dal 7 novembre al 16 febbraio 2020, opere che non rientrino nella rosa di quelle scelte dal curatore Marc Restellini. In questo senso il percorso è già definito”.

“In secondo luogo – conclude Simone Lenzi – l’Amministrazione comunale non ha, né potrebbe avere, alcuna opinione circa l’attribuzione delle sculture in oggetto, essendo, questa, materia che riguarda la comunità internazionale degli studiosi d’arte, e non gli amministratori della cosa pubblica”.

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LA RISPOSTA ALL’INTERPELLANZA DEL CAPOGRUPPO DI FRATELLI D’ITALIA

“Con l’allestimento della mostra di Modigliani, l’Amministrazione Comunale è orgogliosa di quello che sta realizzando per la città e la scelta di due collezioni, la Netter e la Alexander, che siano al riparo da qualsiasi dubbio di autenticità, è un modo per tutelare l’Amministrazione”, sono queste le parole dell’assessore Lenzi, intervenuto questa mattina in settima commissione consiliare, che ha discusso l’interpellanza sulla mostra di Modigliani, del Capogruppo di Fratelli d’Italia, il consigliere Andrea Romiti.

Tra le premesse dell’interpellanza risulta la citazione de “Il giornale dell’arte” risalente a qualche anno fa, relativa al fallimento della Pinacothèque de Paris, museo fondato da Marc Restellini (curatore della mostra di Modigliani che inizierà il 7 novembre al Museo della Città). Il consigliere di Fratelli d’Italia ed il gruppo della Lega in Consiglio Comunale, hanno messo in dubbio la buonafede di Restellini, sostenendo che il curatore avrebbe una denuncia penale da parte del quotidiano “Il Sole 24 Ore”. L’assessore Lenzi ha risposto che non esiste nessuna denucia penale da parte del quotidiano milanese, ma che, al contrario, venne presentata alla Procura della Repubblica di Parigi una denuncia da parte di Restellini verso la società milanese per un contenzioso che riguarda una società di proprietà di Restellini, una società che, peraltro, non è quella con cui l’Amministrazione ha firmato il contratto. L’assessore ha rilevato la pretestuosità degli argomenti, che in ogni caso, non riguardano minimamente l’Amministrazione Comunale di Livorno e la società con cui ha firmato il contratto della mostra. Ha inoltre aggiunto che Restellini è a disposizione per parlare con i consiglieri per qualsiasi chiarimento. “Il mio consiglio è di tenersi lontani da beghe che non ci riguardano” ha aggiunto l’assessore Lenzi “Ciò che invece ci riguarda da vicino è l’occasione che ha Livorno di entrare in un circolo più ampio e fare pace con un nostro illustre concittadino. Annuncio che il 23 gennaio si terrà un convegno su Modigliani livornese, sulle sue origine ebraico-sefardite e sulla sua formazione. La mostra deve essere un volano per iniziare a parlare di Modigliani livornese. In pratica siamo all’inizio di un percorso, alla fine del quale la città diventerà il fulcro di tutti coloro che vorranno approfondire la figura di Modigliani. La mostra, di valenza internazionale e universalmente riconosciuta, è solo la partenza. E’ necessario rivalutare le origini di Amedeo Modigliani. Non facciamoci strumentalizzare da interessi particolari e di parte”.

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