Modigliani e l’avventura di Montparnasse: la mostra a Livorno (Museo della Città) sempre aperta, anche la vigilia, Natale, S. Stefano, S. Silvestro e Capodanno. La grande bellezza delle proiezioni sulla Fortezza Nuova

Focus, Livorno
La mostra “Modigliani e l’avventura di Montparnasse. Capolavori dalle collezioni Netter e Alexandre” non chiude per le feste. Il Museo della Città resterà infatti aperto ogni giorno: vigilia di Natale, Natale, Santo Stefano, San Silvestro, primo dell’anno, Epifania. Gli orari rimangono i consueti della mostra: lunedì, martedì, mercoledì e giovedì ore 10-19; venerdì, sabato e domenica 10-23. Da ricordare, poi, che ogni giorno, dalle 18 alle 22, sono attive le bellissime proiezioni di alcuni capolavori di Modì (e non solo) sull’esterno della Fortezza Nuova.
Organizzata dal Comune di Livorno per ricordare il centenario della morte del grande artista livornese, insieme all’Istituto Restellini di Parigi, offre al pubblico l’occasione di ammirare 120 opere degli artisti dell’Ecole de Paris e ben 26 opere di Modigliani raramente esposte al pubblico.  

Per celebrare il centenario della morte del pittore, sono eccezionalmente riuniti nelle sale del Museo della Città, i dipinti e disegni appartenuti ai due collezionisti più importanti che lo hanno accompagnato e sostenuto nella sua vita. Paul Alexandre, primo fra tutti, che era al centro di un legame tra Livorno e Parigi, che lo ha sostenuto al suo arrivo a Parigi e che lo ha aiutato nel progetto scultoreo delle Cariatidi oltre che durante i suoi ritorni a Livorno nel 1909 e 1913. Ma anche e soprattutto Jonas Netter che ha riunito, come un esperto e geniale collezionista, i più bei capolavori del giovane livornese.

Tra le opere in mostra sarà visibile il ritratto Fillette en Bleu del 1918, opera di grandi dimensioni che raffigura una bambina di circa 8-10 anni il cui vestitino e il muro retrostante sono dipinti di un delicato colore azzurro, in un ambiente ricolmo di dolcezza e innocenza; il ritratto di Chaïm Soutine del 1916, suo caro amico durante gli anni parigini più difficili, seduto con le mani appoggiate sulle ginocchia, dove si percepisce la grande sintonia tra i due e la stima che Soutine provava per  Modigliani; il ritratto Elvire au col blanc (Elvire à la collerette) dipinto tra il ’18 e il ’19 raffigurante la giovane Elvira, ritratta da Modigliani ben quattro volte, due da vestita e due nuda, conosciuta ed ammirata a Parigi per la sua folgorante bellezza e per il suo caldo temperamento italiano; il ritratto Jeune fille rousse (Jeanne Hébuterne) del 1919, che ritrae la bella Jeanne Hébuterne di tre quarti mentre si rivolge allo spettatore in un atteggiamento pieno di naturalezza ed eleganza e capace di catture l’attenzione con suoi profondi occhi azzurri. Dei disegni si possono ammirare alcune Cariaditi tra i quali la Cariatide (bleue) del 1913. Il disegno appartiene al secondo ciclo che, a differenza del primo – costituito da studi per sculture ispirate all’arte primitiva – non è uno schizzo preparatorio, ma un’opera a sé stante dove la figura femminile è più rotonda e voluttuosa con contorni più sfumati e colorati.

Insieme alle opere di Modigliani sono esposti, inoltre, un centinaio di altri capolavori, anch’essi collezionati da Jonas Netter a partire dal 1915, opere rappresentative della grande École de Paris. Tra queste si potranno ammirare i dipinti di Chaïm Soutine come L’Escalier rouge à Cagnes, La Folle, L’Homme au chapeau e Autoportrait au rideau, eseguite dal 1917 al 1920, che ben rappresentano la poetica dell’artista e la sua maniera di rappresentare la realtà in modo atemporale e come espressione di tragedia interiore. Nell’Autoritratto, in particolare, Soutine si mette alla prova nel ritrarsi come i grandi artisti del passato, che tanto ammirava, in una posa quasi anonima e con lo sguardo senza rughe ma preoccupato, con le mani fuori dal campo, la cui faccia, con i piani irregolari, emerge da una sciarpa verde; opere di Maurice Utrillo come Place de l’église à Montmagny, Rue Marcadet à Paris, Paysage de Corse, dipinti dove gli spazi sono sereni e dove tutto è calmo e silenzioso, dove nulla traspare dei suoi soggiorni negli ospedali psichiatrici per tentati suicidi legati alla dipendenza dall’alcol; opere di Suzanne Valadon come le Trois nus à la campagne, con donne nude in aperta campagna, tema molto caro a Renoir e a Cézanne oltre che ad Andrè Derain che con Le Grand Bagneuses ha realizzato un’opera considerata uno dei capisaldi dell’arte moderna e dipinti come St.tropez e Portrait d’homme (Jonas Netter) di Moïse Kisling, artista polacco che ci ha lasciato uno dei ritratti più emblematici del collezionista Jonas Netter.

Info e prenotazioni:
0586-824551/567
mail: museodellacitta@comune.livorno.it
www.mostramodigliani.livorno.it

MOSTRA ACCESSIBILE PER CHI HA DISABILITÀ MOTORIE E DI TIPO RELAZIONALE – COMUNICATIVE

Disponibili al desk fascicoli e brochure in comunicazione aumentativa alternativa e “easy to read”. Su prenotazione anche visite in L.I.S. per non udenti e navette per chi ha disabilità di tipo motorio

Possibilità di fare biglietti integrati anche con il Museo Giovanni Fattori, dove si trovanoi capolavori dei macchiaioli, compresi quelli del caposcuola Giovanni Fattori, uno dei maestri di Modigliani.

Mostra promossa da Comune di Livorno, Insitut Restellini
con il patrocinio di Ministero per i beni e le attività culturali, Regione Toscana
in collaborazione con Fondazione Teatro Goldoni, Fondazione Livorno, Camera di Commercio Maremma e Tirreno, Toscana Aeroporti, Trenitalia, iren, Asa, Olt,Benetti,Lorenzini e c. terminal operator, Palumbo Group, Palumbo Auto, Neri, Legacoop Toscana, Coop Toscana Lazio, Unicoop Firenze.
Sponsor tecnici: Itinera, Cristiani, Agave, Nobili, Sillabe, CTT Nord, Engie, Diddi Dino e figli, Coli
con il supporto di AAMPS

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