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MILANO FASHION WEEK. Sei stanze, sei momenti della giornata, sei look diversi. Vintage e raffinatezza da Ottod’Ame

Moda e Artigianato

Abiti lunghi fluidi e leggeri, fantasie definite oppure fili d’oro che ricamano il tailleur con i pantaloni a “zampa”. Lo chiffon disegna a strati una blusa vaporosa mentre la stampa con i biscotti definisce un maxi abito (allora, erano gli anni Sessanta, si diceva così) con orlo a balza. Il tavolo è in marmo, lo spremiagrumi é manuale, le arance riempiono un frigo bombato Radiomarelli. Prima Patty Pravo canta, in sottofondo, “I giardini di Kensington”, poi Rita Pavone attacca con “Cuore”.

Un appartamento di un palazzo antico dove le antiche stanze diventano scenografie di e per la moda. Vintage e raffinatezza, richiami agli anni del boom italiano post bellico e agli anni Settanta, con la Swinging London che fa capolino nella stanza da letto apparecchiata con batteria, organo elettrico e un doppio piatto Pioneer. Una collezione intellettuale e raffinata quella presentata durante la fashion week milanese dal brand toscano Ottod’Ame, che vestirà fanciulle e signore nell’autunno-inverno 2017/2018. Belli anche i cappotti in tessuti corposi e disegnati con grossi quadri. La colonna sonora accompagna il trascorrere del tempo. Ogni stanza di Ottod’Ame è un quadro diverso. Mentre Caterina Caselli canta “… per cento giorni, per cento ore… non finirò di amarti mai”. Sei stanze, sei look, sei momenti della giornata. La mattina, mezzogiorno, l’ora del tè, la sera, la notte, l’alba del giorno dopo. Ciascun tempo veste il suo abito, diverso e caratterizzante.

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