Malika Ayane è “Evita”: il musical al Verdi di Firenze (un articolo di Luca Trambusti)

Firenze, Musica

Da martedì 6 a domenica 11 dicembre 2016 arriva al teatro Verdi di Firenze (via Ghibellina 99) il musical “Evita” che si propone come una delle grandi produzioni di stagione per quanto riguarda il genere. Con la novità della cantante Malika Ayane, artista dalla notevole vocalità, che per la prima vota sale sul palcoscenico teatrale calandosi, appunto, nei panni di Evita Peron. Il musical di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice è allestito con parte cantata dal vivo e soprattutto tradotto in italiano. regia e adattamento di Massimo Romeo Piparo. Il musical sarà in scena tutte le sere alle 20.45, ad eccezione di domenica 11 quando l’inizio è fissato per le ore 16.45. Biglietti da 20 a 55 euro.

di Luca Trambusti

Nella sua Argentina Evita Peron, la moglie dell’ex presidente, è un personaggio mitico, una figura centrale nella storia del paese. Lei ed il consorte incarnarono il populismo di sinistra e conquistarono, in particolar modo lei, l’amore, quasi l’adorazione, del popolo. Sentimenti ancora vivi tra gli argentini. Dopo il successo ottenuto con “Jesus Christ Superstar” sul finire dei ’70 Andrew Lloyd Webber e Tim Rice (gli autori del musical) hanno messo mani su Evita e la sua storia raccontandone la vita con un musical. La visione che ne danno nella loro opera è quella attraverso gli occhi del narratore Che (Guevara) esplorando però più gli aspetti personali e caratteriale che quelli politici. Il successo del musical fu (come anche per Jesus Christ Superstar) enormemente dilatato dalla trasposizione cinematografica dell’opera con Madonna nel ruolo di Evita (e Banderas in quello del Che) sotto la regia di Alan Parker (lo stesso di The Wall dei Pink Floyd).
La narrazione del film però non piacque agli argentini, che videro messa in cattiva luce la loro eroina, che decisero di fare una loro versione cinematografica della storia della “Premiera Dama”.evitaperon

“Evita”, grande successo a Broadway e nelle sale cinematografiche, conta numerose repliche nel mondo ed ora arriva la versione (non la prima) italiana dello spettacolo. A metterla in scena ci pensa il regista e sceneggiatore Massimo Romeo Piparo, che nel ruolo di Evita (nella foto a destra la vera Evita pero, in una foto d’epoca) chiama Malika Ayane la quale per la prima volta si cimenta con un’opera teatrale. La versione di Piparo (regista di molti altri musical di successo) ha due peculiarità: di essere tradotta in italiano (si percepisce con maggior chiarezza la storia narrata) e di avere un’orchestra in scena quindi essere in chiave totalmente live.

Le circa due ore dello spettacolo sono accompagnate da scene mobili (interessante la soluzione usata per “Don’t Cry For Me Argentina”), ballerini sul palco (ed in platea), bambini e musicisti in scena (e la restante orchestra in “buca”), luci, immagini e foto originali di Evita. Con il finale della pioggia sul palcoscenico, per essere fedeli ala storia. Il giorno della morte e della veglia funebre di Evita pioveva e così gli attori nel finale sfilano con l’ombrello sotto una vera caduta d’acqua. In generale dunque ci sono anche delle buone trovate sceniche e di regia in una produzione non certo risicata.

Tuttavia la visione di Evita che arriva dal palco è in qualche modo semplificata e distorta (evidenziando la sua prima parte di vita segnata dall’arrivismo e – diciamo così – dalla facilità di cambiare fidanzati all’occorrenza e necessità). Non si approfondisce la sua attività politica (voto per le donne e particolare attenzione alla classe operaia) e nei brevi momenti in cui questo succede ne esce un populismo sfrenato ed una lettura opportunistica e personale.

La sorpresa più grande di tutto il musical è l’interpretazione di Malika. Messa in un contesto per lei nuovo (il teatro) la cantante si adatta con grande spirito. A parte la sua interpretazione vocale, che forse è la cosa che meno sorprende, si muove sul palco in maniera convincente e pur senza essere una ballerina riesce anche a muovere alcuni passi di danza. Attira attenzione anche la sua interpretazione attoriale e la presenza scenica. Malika “riempie” nel giusto modo il palcoscenico e la storia mantenendo un alto livello dello spettacolo. La parte della regia, della scenografia e dell’interpretazione di questa versione sono sufficienti, non altrettanto per lo sviluppo della storia e per la partitura originale e le scelte di arrangiamento. Le musiche, sebbene ci sia stato lo sforzo dell’orchestra live e sia stato posto anche un particolare accento sui tanghi e sulle musiche argentine, sono un po’ ridondanti. molto melodiche ed a tratti ripetitive. Se Jesus Christ Superstar è un’opera pop rock, questa ha una maggior propensione melodica e qualche deriva alla lirica più che al pop.

In generale comunque, grazie anche alla versione in lingua italiana, il musical ha momenti di grande interesse e riuscita, non sempre tutto è eccelso ma spesso il livello, grazie anche a Malika Ayane (che è la parte migliore del tutto) è alto. Per apprezzare sino in fondo lo spettacolo occorre amare il genere e prima di assistere allo spettacolo sarebbe opportuno ripassare o studiare la storia.

Info: www.teatroverdionline.it

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