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Madama Butterfly al Goldoni di Livorno. Applausi per il cast con Cio-Cio-San (Silvia Pantani) in crescendo nel finale. S’impone Didier Pieri, giovane tenore livornese, nel ruolo di Goro

Concerti e Lirica

di ELISABETTA ARRIGHI

La stagione lirica 2018/ 2019 del Teatro Goldoni di Livorno ha chiuso con Giacomo Puccini e con la sua Madama Butterfly. Un’opera che avvolge nella spirale dell’amore cieco, quello che fa battere forte il cuore ma ottenebra la ragione, che accende i riflettori sulla passione senza via d’uscita della piccola Cio-Cio-San e sulla viltà dello spavaldo Pinkerton, ufficiale della Marina degli Stati Uniti. Un’opera che mette uno davanti all’altro due mondi, con tradizioni e storie diverse: l’occidente e il Sol Levante.

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L’opera, nell’allestimento con la regia di Alberto Paloscia in collaborazione con Carlo Da Prato, sul podio Stefano Romani che ha diretto l’Orchestra Filarmonica Pucciniana, è una delle più rappresentate, conosciute e amate fra quelle composte dal Maestro lucchese. Butterfly è una delle eroine “classiche” della lirica alle quali il pubblico non rinuncia mai. Venerdì 29 marzo 2019 il nuovo allestimento di Butterfly ha ricevuto come sempre molti applausi. E l’ultimo titolo di stagione ha messo il sigillo sulla voce e sull’interpretazione di Didier Pieri, giovane cantante livornese che negli ultimi due anni, densi di studio anche all’estero, è stato – dal punto di vista professionale – in continuo crescendo. Il suo Goro ha convinto, mescolando vocalità, tecnica e presenza scenica. Dal pubblico è scappato, dopo la ribalta finale, qualche “bravo” ad alta voce.

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Silvia Pantani, ovvero Butterfly, anche lei livornese di Castagneto, soprano giovane, ma già con alcune interessanti e belle esperienze di richiamo, ha offerto una prestazione in crescendo, con un buon finale. Una sicurezza, poi, Sergio Bologna nel ruolo di Sharpless affrontato con grande professionalità. Meno convincente Giuseppe Raimondo nel ruolo del bell’ufficiale americano Pinkerton. Il pubblico ha comunque riservato grandi applausi anche tutti gli altri componenti del cast, da Laura Brioli nei panni di Suzuki allo Zio Bonzo Piermario Piccini, dal Principe Yamadori con la voce di Alessandro Ceccarini al commissario imperiale Paolo Morelli a Maria Salvini/Kate Pinkerton e a Yakusidé/Andrea Marmugi, senza dimenticare Francesco Segnini / ufficiale del registro; Antonella Malanima / la madre; Nicoletta Celati / la zia; Deborah Vincenti / la cugina; e la piccola Penelope Ondina Coppola/Dolore.

Dal  punto di vista orchestrale, forse qualche trillo e percussione d troppo (nel finale) e qualche momento un po’ lento. Bene il coro e quello “senza voce”, uno dei momenti più ricchi di pathos, si è fatto applaudire con convinzione.

  • Domenica 31 marzo alle ore 16.30 la replica che chiude definitivamente la programmazione della stagione lirica che va in archivio in attesa dell’autunno che verrà. In scena ci sarà il secondo cast: Yukiko Aragaki sarà Cio-Cio-San; Mana Yamakawa sarà Suzuki, Léon De La Guardia avrà il ruolo di Pinkerton e Carmine Monaco d’Ambrosia sarà Sharpless.

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