Lucca Biennale – Cartasia: alla Cavallerizza workshop dedicato alla “carta giapponese”. Il 17 settembre a partire dalle ore 10

Nell’immaginario legato al Giappone una delle suggestioni più forti viene da quella luce soffusa che filtra dalle pareti scorrevoli in carta delle abitazioni o dagli ombrellini colorati utilizzati dalle donne in kimono per ripararsi dal sole. Questi due oggetti sono tradizionalmente realizzati con una carta particolare che si chiama washi. È dedicato proprio alla “carta giapponese” il prossimo workshop proposto da Lucca Biennale Cartasia, in programma alla Cavallerizza (piazzale S. Donato) venerdì 17 settembre 2021 a partire dalle 10.
Meyko Yokoyama, Sogno
Durante il laboratorio, al mattino, l’artista Meiko Yokoyama (che espone le sue opere nella mostra indoor) accompagnerà i partecipanti a scoprire la storia e la bellezza di questo materiale, traslucido, resistente e gradevole al tatto, che si produce in Giappone fin dal VI secolo, principalmente con le fibre di una pianta simile al gelso, ma anche con la canapa e altre piante. Nel pomeriggio poi ci sarà modo di cimentarsi nella realizzazione di oggetti artistici con la tecnica del collage, utilizzando le diverse tipologie di carta giapponese. Strappando la carta in piccoli pezzetti e incollandoli tra di loro si forma un’immagine che si trasforma grazie alla luce che la attraversa. Il laboratorio sarà quindi un’occasione unica e originale per conoscere questo materiale il cui spessore sottilissimo permette di creare anche i dettagli più piccoli e delicati del disegno (gli occhi, le linee del viso, i contorni, le sfumature, il volume dei capelli, la tridimensionalità dei fiori, la trasparenza dell’acqua, per esempio).
In Giappone la carta Washi ha molti usi, nella tradizione religiosa buddista e shintoista come nella vita quotidiana. Gli artigiani la usano per la decorazione d’interni, impiegandolo per paralumi, rivestimenti per finestre, schermi, carta da parati, tappetini e scatole. I rilegatori usano il washi serigrafato per le carte finali e per la riparazione dei libri. La carta washi è anche usata per ombrelloni, ventagli, imballaggi e articoli di cartoleria. Anche gli artisti usano il washi per disegnare e dipingere, piegare e incollare. Lucca Biennale Cartasia ha dedicato al Giappone e alla sua carta una sezione della mostra indoor, allestita nei locali dell’ex museo del fumetto. Qui sono esposte alcune opere create con questo prezioso materiale – il cui processo di lavorazione è stato inserito dall’Unesco nel Patrimonio orale e immateriale dell’umanità – tagliato, dipinto, incollato o addirittura bruciato per ottenere effetti e trasparenze davvero suggestivi.
Per iscriversi al workshop di venerdì o richiedere informazioni è sufficiente scrivere a eventi@luccabiennale.com.

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