Livorno, la statua del Villano cambia casa: prima il restauro e poi la nuova collocazione in piazza del Municipio. Un simbolo e un pezzo di storia della città. Promotore dell’iniziativa è stato Lenny Bottai

Arte, Livorno

La Statua del Villano ha iniziato il suo percorso che la porterà, dopo un attento restauro, in una collocazione più confacente, in piazza del Municipio. Non tornerà dunque sul basamento di largo Fratelli Rosselli, dove nel dopoguerra la volle il sindaco Nicola Badaloni, una zona per la quale in quel momento c’erano prospettive di espansione urbana che poi non si sono realizzate.

 

La Statua è stata smontata nella mattinata di lunedì 8 giugno 2020, alla presenza, tra gli altri, del sindaco Luca Salvetti, di Lenny Bottai promotore dell’iniziativa, del dirigente dell’ufficio cultura Giovanni Cerini, della restauratrice Chiara Valcepina in rappresentanza della dottoressa Sveta Gennai del laboratorio di Calenzano che si occuperà del restauro del Villano. Presenti anche alcuni residenti della zona Scali d’Azeglio. 

“Livorno – ha detto il sindaco Salvetti – ha monumenti storici molto conosciuti anche fuori città, come i Quattro Mori, la Terrazza Mascagni, la Fortezza Vecchia e la Fortezza Nuova. Ma la Statua del Villano ha un valore simbolico che ci riguarda più da vicino, in quanto esprime lo spirito stesso della città. Ci ricorda come nel 1496 gli abitanti, i villici, decisero di unirsi all’esercito fiorentino e di resistere all’assedio della forte coalizione che voleva occupare il Castello di Livorno. Le circostanze furono favorevoli e i villici riuscirono a rimandare indietro chi voleva venire impunemente a fare i propri comodi a Livorno”.

“Abbiamo volentieri dato seguito a questa iniziativa nata sotto la precedente amministrazione – ha spiegato il sindaco Salvetti – e alla quale abbiamo dato impulso superando gli ostacoli della burocrazia. Per la Statua abbiamo pensato a una collocazione in piazza del Municipio, di fronte al portone del Palazzo Granducale, un luogo che si caratterizza per la forte valenza istituzionale e per essere una tappa del percorso lungo i monumenti storici che condurrà i turisti alla Fortezza Nuova. Ringrazio Lenny Bottai e i cittadini che hanno raccolto i fondi che, insieme alle risorse messe a disposizione dal Comune, hanno consentito questo importate restauro. Largo Fratelli Rosselli sarà invece opportunamente riqualificato, come merita, in modo che diventi una vera piazza, che possa essere pienamente fruita dalla cittadinanza”

Lenny Bottai ha ripercorso le tappe che lo hanno portato a interessarsi alla storia di questo monumento. La prima statua, realizzata per ricordare la cacciata degli assedianti, si trovava nella zona dell’attuale piazza Micheli, e se ne persero le tracce dopo la realizzazione del monumento dei Quattro Mori. Un nuovo monumento al Villano, in gesso, fu realizzato a inizio Novecento, ma fu distrutto nel 1922 in occasione di un assalto di squadracce fasciste alla sede del Partito Repubblicano, dove era custodito. 

Dopo la ricostruzione postbellica il sindaco Nicola Badaloni fece realizzare la statua attuale, in lega di rame, opera di Vitaliano De Angelis e Giulio Guiggi, inaugurata nel 1956. 

“Essendo impegnato in una iniziativa politico-culturale su Livorno ho comprato un  libro sulla storia della città – ha spiegato Lenny Bottai – sono rimasto colpito dalle vicende legate al monumento al Villano e ho deciso di approfondire. In particolare mi hanno colpito le bellissime pagine scritte a questo proposito da Francesco Domenico Guerrazzi, che sottolinea come i Quattro Mori celebrano i Medici ma hanno poco a che vedere con la storia di Livorno, mentre il Villano è il vero monumento simbolo della città. Tutti i livornesi devono essere orgogliosi di questo restauro, è una cosa che riguarda tutti, indipendentemente dalla fede politica”. 

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