Livorno e la nascita 100 anni fa del Partito Comunista. Tre giorni (13, 14 e 15 gennaio) di grandi appuntamenti con una maratona di cinema (inediti e titoli famosi, da Berolucci alla Wertmuller) e documentari per concludere la rassegna “Il Pci e la cultura” promossa dal Comune

Il 13, 14 e 15 gennaio 2022 si svolgeranno le giornate clou della rassegna “Il PCI e la cultura”, promossa dal Comune di Livorno, in chiusura delle celebrazioni per i 100 anni dalla nascita, a Livorno, del Partito Comunista italiano. Dopo lo spettacolo teatrale di dicembre, cinema e fotografia sono gli ambiti culturali al centro dei nuovi eventi in programma, tutti a ingresso gratuito.

Tra questi si segnalano un’intensa maratona cinematografica, con l’anteprima esclusiva dell’originale documentario “I comunisti e la cultura (1921-1989) con testimonianze e interviste esclusive, e la presentazione del libro fotografico “In movimento e in posa. Album dei comunisti italiani”, alla presenza del Ministro Orlando.

E ancora, la presentazione del libro “Il PCI in Toscana. Dalla liberazione allo scioglimento. Racconto per immagini” .

Dopo “1921. Millenovecentoventuno”, spettacolo che ha commosso il pubblico del Teatro Goldoni lo scorso dicembre (melologo per attore, voci e strumenti prodotto dall’Associazione Achab di Livorno, da un’idea e a cura di Elina Pellegrini, con interpretazione e regia di Alessandro Benvenuti, drammaturgia di Gabriele Benucci e musiche originali di Marco Lenzi), entrano ora nel vivo gli eventi di gennaio.

Promosse dal Comune di Livorno con il contributo della Regione Toscana, in collaborazione con la Fondazione Gramsci di Roma, la Fondazione Teatro Goldoni e il Cinema Teatro 4Mori di Livorno e con l’ideazione e l’organizzazione generale di Villaggio Globale International, le iniziative indagano attraverso le diverse forme espressive dell’arte il rapporto tra il PCI e la cultura, sottolineando la rilevanza e l’incisività del Partito nella crescita, nello sviluppo e nella formazione identitaria di tutto il nostro Paese.

Siamo alle battute conclusive del centenario del Partito Comunista per il quale il Comune ha messo in piedi tante iniziative che non siamo riusciti a concentrare nel 2021, causa COVID”, ha esordito l’assessore alla Cultura del Comune di Livorno Simone Lenzi alla conferenza stampa tenutasi oggi 10 gennaio nella sede del Palazzo Comunale.

Voglio esprimere la mia grande soddisfazione anche per questa ultima parte del programma, che ci siamo ostinati a portare avanti nonostante le molte difficoltà, grazie a significative collaborazioni. Dopo lo spettacolo “1921”, di grande qualità, con autori e collaboratori di rilievo, andato in scena al Goldoni a dicembre, mi piace segnalare che Livorno fin dal 3 gennaio è disseminata di manifesti con una selezione di fotografie storiche degli archivi della Fondazione Gramsci inerenti la storia e l’identità del PCI – una sorta di mostra fotografica diffusa.

Il 13-14-15 daremo poi la la possibilità di approfondire il rapporto strettissimo tra il PCI e il mondo della cultura italiana, e in particolare con il cinema. Segnalo che il Comune ha collaborato alla produzione del docufilm “I Comunisti e la Cultura (1921 – 1989)” realizzato appositamente per le celebrazioni del centenario, con numerose interviste esclusive a intellettuali, artisti, storici e esponenti del PCI. Il docufilm è prodotto da Didi Gnocchi per 3D Produzioni con il sostegno e la promozione del Comune di Livorno, con il contributo della Regione Toscana e la collaborazione di Villaggio Globale International.”

Il sindaco Luca Salvetti ha dichiarato: “In questo anno e più di festeggiamenti del centenario della nascita del Pci ci siamo concentrati sui molteplici riferimenti al passato, ma l’appuntamento a cui parteciperò sabato 15 gennaio al Goldoni a cui sarà presente anche il ministro Orlando, sarà il passaggio che attualizza la celebrazione del centenario e il ruolo della stessa città di Livorno. Guardiamo al passato di cui andiamo fieri con l’obiettivo di andare oltre, verso un futuro da tratteggiare con cura, perchè Livorno ha tante partite da vincere soprattutto nei confronti del lavoro e dell’imprenditoria”.

Laurenzo Ticca, autore del docufilm “I Comunisti e la cultura (1921 – 1989)” ha descritto il documentario che sarà proiettato sabato 15 gennaio alle ore 20 al Teatro Goldoni, a cui seguirà un dibattito.

I comunisti e la cultura – ha spiegato Ticca – è un documentario della durata di un’ora in cui si racconta il rapporto tra Pci e cultura. Si tratta di un’opera corale che attraverso le voci e le riflessioni di esponenti di partito, registi, artisti, giornalisti, storici e critici d’arte ripercorre il rapporto, non privo di contraddizioni, tra il Partito Comunista Italiano, la cultura e la vita del Paese. All’origine di tutto, il pensiero elaborato da Gramsci durante gli anni di reclusione”.

A Barbara De Nardi per Villaggio Globale International il compito di illustrare il nutrito programma, con eventi tutti a ingresso gratuito.

Gli appuntamenti prendono il via giovedì 13 gennaio con una maratona cinematografica, realizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Cinemazero di Pordenone, che si terrà per tre sere, fino alle prime ore del 16 gennaio 2022 . Attraverso una selezione di una dozzina di film, documentari, filmati d’epoca e materiali rari, la rassegna affronta il tema del rapporto tra il PCI e il cinema nel contesto politico e sociale italiano della seconda metà del Novecento.

Il linguaggio cinematografico – tra le forme di espressione artistica più dirette, immediate e attrattive – è stato terreno di sperimentazioni e occasione di accesi dibattiti in seno al partito e tra gli intellettuali comunisti o vicini al PCI, ma soprattutto ha accompagnato costantemente la rappresentazione e l’evoluzione della società italiana nel XX secolo.

La maratona porterà dunque al Cinema Teatro i 4Mori e al Teatro Goldoni le pellicole dei registi che dopo la seconda guerra mondiale si sono focalizzati sul clima storico della nostra penisola e sull’antifascismo con la produzione di riconosciuti capolavori dal neorealismo al cinema d’autore.

Giovedì 13 al Cinema Teatro 4 Mori, alle ore 18.30 – introdotti dall’Assessore alla Cultura Simone Lenzi e dal giornalista nonché critico cinematografico Fabio Canessa – la rassegna si avvia con “Uomini e voci dal congresso di Livornodocumentario del 1921, restaurato nel 2020 dalla Cineteca di Bologna, che farà risuonare le voci di alcune delle importanti personalità che parteciparono al congresso come Filippo Turati, Umberto Terracini, Amadeo Bordiga, Elia Musatti, Emanuele Modigliani (fratello del pittore Amedeo), Argentina Altobelli.

A seguire (ore 19,15 – 22.00) la prima parte di “Novecentodi Bernardo Bertolucci (1976) nella versione restaurata in 4K, accompagnata da una presentazione dello stesso Maestro, registrata poco prima della sua morte.

La pellicola racconta la storia di tre generazioni, impegnate nella lotta di classe in Emilia e sullo sfondo di un secolo di politica italiana. Il 1° gennaio del 1900, nello stesso latifondo, nascono due bambini, Olmo (Gérard Depardieu), figlio di contadini, e Alfredo (Robert De Niro), erede del padrone. Le loro storie e vite parallele si confrontano dall’inizio del secolo fino al 1945: dai primi scioperi nei campi alla guerra del 1915-18 fino all’avvento del fascismo.

Il primo giorno si conclude (ore 22.15 – 00.25) con “L’addio a Berlinguer” di B. Bertolucci e F. Maselli, un documentario del 1984 che ricostruisce anche attraverso una serie di interviste (fra le altre a Francesco Cossiga, Mikhail Gorbaciov, Yasser Arafat, Carlo Verdone e Roberto Benigni), la straordinaria figura politica e umana di Enrico Berlinguer.

La maratona riprende venerdì 14 al Teatro Goldoni con una sezione dedicata a una serie di documentari e materiali d’archivio (ore18.00 – 19.30): “Pace, Lavoro e Libertà” (‘51),che ricostruisce la cronaca di alcuni momenti del VII Congresso del PCI del 1951; “Livorno Congresso F.G.C.I” spezzone del cinegiornale italiano “La Settimana INCOM” n. 426 del 7 aprile 1950, dedicato al XII Congresso della Federazione giovanile comunista svoltosi a Livorno; infine ”Il sogno di una cosa”, documentario del 1950 di F. Bortolini, che tratta invece della giovinezza di Pasolini, nel Friuli, fra il ‘43 e il ‘49. Il titolo è quello di un suo celebre romanzo.

Partendo dalle vicende del libro, la storia di tre ragazzi nel dopoguerra, il documentario con interviste ad amici, compagni di partito ed allievi di scuola, ripercorre i luoghi dove Pasolini visse in quegli anni fino al suo arrivo a Roma.

Segue (ore 19.40 – 20.30) il recente “Cent’anni dopo” (2021) – che vedrà presenti in sala le registe Monica Maurer e Milena Fiore e lo sceneggiatore Alexander Hobel – che tratta dell’evoluzione storica del PCI dal 1921 allo scioglimento, con particolare attenzione al nuovo partito delineato da Togliatti e ulteriormente sviluppato da Longo e Berlinguer.

Penultime pellicole della serata (ore 20.40 -22.40) sono: “Berlinguer ti voglio bene(‘77) di G. Bertolucci e Roberto Benigni – una commedia che vede come protagonista Mario Cioni, un sottoproletario toscano con il mito di Enrico Berlinguer, schiavo di una società miserabile dalla quale subisce modelli di comportamento, sfruttamenti e ideologie – e “Festival de l’Unità 1972” di Ettore Scola. Il documentario mette in risalto, attraverso estratti di dibattiti, tavole rotonde ma anche spettacoli teatrali, musicali e cinematografici, il senso di partecipazione collettiva che caratterizza le manifestazioni annuali dei comunisti italiani.

Conclude la giornata ( ore 22.50 – 01.25) la seconda parte di “Novecento”.

Sabato 15 gennaio, giornata clou delle manifestazioni sempre al Teatro Goldoni, oltre a quelli cinematografici saranno altri due gli appuntamenti da segnare in agenda. La mattina (ore 11.00) sarà presentato, il libro fotografico “In movimento e in posa. Album dei comunisti italiani”, edito da Marsilio Editori e dalla Fondazione Gramsci di Roma a cura di Marco Delogu e Francesco Giasi.

In libreria dal 30 settembre 2021, il libro raccoglie 200 immagini, alcune inedite e molte sconosciute, rintracciate in numerosi, diversi archivi, che restituiscono la storia del PCI ed innumerevoli tratti del Novecento italiano. Un libro che, grazie alla presenza delle maggiori firme della fotografia italiana e internazionale del XX secolo e nel contempo di scatti anonimi di militanti e gente comune, è anche l’occasione per indagare l’altalenante rapporto che il PCI ebbe con questo straordinario mezzo espressivo.

Presenteranno il volume i curatori, il fotografo Marco Delogu e Francesco Giasi, Direttore della Fondazione Gramsci, con la moderazione della giornalista e secenggiatrice Didi Gnocchi.

Accanto al sindaco Luca Salvetti e all’assessore alla Cultura del Comune di Livorno Simone Lenzi, confermata inoltre la presenza dell’Onorevole Andrea Orlando, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Con l’occasione, sarà presentato anche il libro dell’Istoreco di Livorno “PCI in Toscana dalla liberazione allo scioglimento. Racconto per immagini”, con la curatrice del volume Catia Sonetti.

Nel pomeriggio prosegue la maratona cinematografica, con “Lettera aperta a un giornale della sera” (’73) di F. Maselli (ore 16.00 – 18.00), una commedia che vede come protagonisti un gruppo di intellettuali comunisti rivoluzionali a parole, ma perfettamente inseriti nel sistema di cui godono vantaggi e condividono vizi.

Segue “Verso sera” (’90) di Francesca Archibugi, (ore 18.10 – 19.55) film drammatico in cui Ludovico Bruschi, professore universitario in pensione e comunista “aristocratico”, si trova a doversi confrontare con la ex compagna del figlio Stella, ventitreenne comunista aggressiva e ostentatamente ignorante.

Altro atteso appuntamento, in serata, sarà invece (ore 20.00 – 21.00) la preview del filmato inedito “I comunisti e la cultura (1921-1989)”, documentario prodotto da Didi Gnocchi per 3D Produzioni, con il sostegno e la promozione del Comune di Livorno, il contributo della Regione Toscana e la collaborazione di Villaggio Globale International, che vede il giornalista Laurenzo Ticca come autore.

Il docufilm propone una serie di interviste realizzate appositamente a importanti personalità – politici, storici, giornalisti, artisti, registi, cantautori, critici d’arte come Aldo Tortorella, Camilla Ravera, Giuliano Montaldo, Duccio Trombadori, Albertina Vittoria, Francesco Giasi, Luciana Castellina, Ermanno Taviani, Sergio Staino, Massimo D’Alema, Giovanna Marini, Marcello Flores, Paolo Pietrangeli – nonché materiale di repertorio di Pierpaolo Pasolini, Emanuele Macaluso, Alfredo Reichlin, Palmiro Togliatti, Lucio Magri.

Chiude la manifestazione (ore 21.15 – 23.25) il film “Mimì metallurgico ferito nell’onore” di Lina Wertmuller, recentemente scomparsa: è la storia di Mimì, un manovale catanese da sempre fortemente attratto dagli ideali di sinistra e insofferente alla mafia che spadroneggia incontrastata nella sua terra. Mimì perde il posto di lavoro nella cava di zolfo per aver dato il proprio voto al candidato sindaco del PCI, anziché a quello colluso e spalleggiato dalla locale cosca. Senza impiego e senza qualsiasi altra possibilità di lavoro in città, Mimì è dunque costretto, al pari di tanti altri emigranti meridionali, a partire alla volta di Torino.

Un’abbuffata di grande cinema, la riflessione su un tema e su protagonisti della storia recente del nostro Paese, per riflettere sull’oggi e sul futuro.

Ingresso gratuito. Prenotazione consigliata su cultura@comune.livorno.it

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