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Livorno e il suo porto: l’ammiraglio Tarzia e Piero Neri presentano le nuove tariffe del rimorchio (ordinanza n. 20 della Capitaneria) per rendere lo scalo più competitivo. Il nodo infrastrutture. La Darsena Europa? Pronta nel 2024

Focus, Livorno

Presentazione nella mattinata di giovedì 27 febbraio 2020 nella Sala Mazzinghi della Capitaneria di Porto Guardia Costiera di Livorno dell’ordinanza, la numero 20 del 2020,  che stabilisce le nuove tariffe del servizio di rimorchio “verso un porto ancora più competitivo”.

L’ordinanza è stata presentata dal comandante della Capitaneria e direttore marittimo della Toscana contrammiraglio Giuseppe Tarzia e da Piero Neri, la cui società Fratelli Neri Spa ha in concessione il rimorchio delle navi nello scalo labronico. Erano presenti anche vari soggetti – a partire dal presidente dell’Autorità di Sistema portuale Stefano Corsini – che operano sulle banchine livornesi. La nuova ordinanza è stata presentata con l’utilizzo di slide preparate dalla Capitaneria. L’incontro è stato anche l’occasione per parlare del futuro del porto, ovvero della Darsena Europa. (Nelle foto: sopra il titolo e in basso l’ammiraglio Giuseppe Tarzia e Piero Neri durante la presentazione in Capitaneria di Porto a Livorno della nuova ordinanza relativa alle tariffe del rimorchio. La copertina dell’inserto contenente l’ordinanza).

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“Un’ordinanza – ha spiegato l’ammiraglio Tarzia – che è una bella espressione di come pubblico e privato riescono a guardare avanti. Quanto è stato condensato nel provvedimento è infatti un percorso che è stato fatto insieme”. Quello del rimorchio è un servizio nautico di particolare importanza, che rientra – insieme ad altri – nel segmento della sicurezza della navigazione. Le tariffe del rimorchio – è stato spiegato a voce, ma anche attraverso apposite slide – sono composte da due diverse voci: la tariffa base e le maggiorazioni, e sono sottoposte ad una verifica biennale, che può portare ad un aumento (nel caso ci sia disavanzo di fatturato rispetto ai costi) oppure ad una diminuzione (nel caso che il fatturato superi il costo del servizio). La verifica che ha portato al cambiamento tariffario pari ad una riduzione del 7,83% è stata possibile perché è andata a verificarsi la seconda delle ipotesi previste. Per ridurre la tariffa vi erano varie opzioni: taglio lineare, incidenza sulle maggiorazioni, combinazione delle prime due possibilità. Si è così arrivati ad un mix che ha previsto un taglio lineare fino al 12% mentre per le maggiorazioni si è andati a tagliare i costi relativi agli extra costi del sabato (su altre maggiorazioni si era già intervenuti in anni precedenti). Per cui il risultato finale è che il porto di Livorno andrà a lavorare dalla mezzanotte e un minuto di sabato 29 febbraio 2020 (giorno di entrata in vigore dell’ordinanza numero 20) a costi ordinari. Sei giorni su sette. “Il porto di Livorno – ha sottolineato il comandante della Capitaneria e direttore marittimo della Toscana – con l’eliminazione dei costi del sabato, si propone a livello della portualità nazionale e internazionale come un porto con maggiori benefici”.

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Ma vediamo un esempio concreto. Prendiamo i costi di rimorchio di una portacontainer da 60/70mila tonnellate che ormeggia nel settore C del porto (comprende Darsena Pisa, Darsena Toscana, Darsena 1, Calata Bengasi; esistono poi i settori A, B e D, più la Darsena Petroli): alla data del 15 giugno 2018 (prima cioè dell’emanazione del precedente provvedimento che tagliava già alcuni costi) la tariffa (escludendo i decimali) del rimorchio era pari a 11.703 euro, alla data del 21 febbraio 2020 euro 9.597 e alla data del 2 marzo 2020, cioè dopo l’entrata in vigore della nuova ordinanza, sarà pari a 9.069 euro. Nella giornata del sabato i costi precedenti – nell’ordine (di data) erano 15.715 euro, 13.435 euro e 9.069 euro. E’ evidente, leggendo bene i numeri, che l’extra costo del sabato lavorativo è scomparso, allineando così la tariffa a quella dei giorni feriali (attraverso slide sono stati poi forniti anche altri esempi di navi). È quindi evidente come i costi previsti dall’ordinanza 20 siano generati dalla sola tariffa base.

“Questo risultato è stato reso possibile grazie ad un percorso di intese come indicato anche dall’ammiraglio Tarzia – ha sottolineato Piero Neri – Da parte nostra la sfida è stata quella di investire sulla flotta dei rimorchiatori con obiettivi precisi: maggiore sicurezza del servizio, maggiore flessibilità dell’organizzazione del lavoro, minore necessità di cavi. Investimenti che hanno generato fatturato ed hanno così permesso di poter andare ad una riduzione delle tariffe”. Nell’occasione Piero Neri ha aggiunto che il risultato illustrato dal comandante della Capitaneria “rende il porto più competitivo”. Ed ha poi annunciato l’entrata in servizio, da poco tempo, di due nuovi rimorchiatori con caratteristiche d’avanguardia: “A breve – ha concluso – li accoglieremo ufficialmente con la cerimonia del battesimo”.

Passi in avanti, quindi, per la competitività di Livorno, dove il nodo resta quello delle infrastrutture. Parliamo di pescaggi (l’ammiraglio Tarzia ha indicato come si sia ormai arrivati al massimo possibile per quando riguarda i fondali) e di dimensione delle navi. Nello shipping da tempo vince il gigantismo delle unità e senza le nuove infrastrutture anche i benefici che si possono acquisire con il passare del tempo andranno a perdere efficacia, con il rischio che lo scalo labronico si trasformi da hub in porto di transhipment.

E allora la Darsena Europa di cui si parla da decenni a che punto è? “Noi come autorità marittima abbiamo ricevuto cartografie, disegni e quant’altro relativo all’ultima ipotesi progettuale. Lavorando anche con i piloti abbiamo fatto le nostre osservazioni propositive all’Autorità di Sistema Portuale, osservazioni che guardano alla sicurezza, alla tipologia delle navi, alle dimensioni… Perché un’opera così strategica non deve nascere vecchia e deve essere all’altezza dei traffici”. Considerando che a Livorno, dove oggi passano in un anno circa 16mila navio, l’ultima grande opera pubblica inaugurata è stata la Darsena Toscana all’inizio degli anni Ottanta.

“La Darsena Europa la stiamo facendo – ha esordito l’ingegnere Stefano Corsini presidente dell’AdSP – il progetto preliminare è approvato. Su quello definitivo si faranno gli aggiustamenti del caso. In pochi mesi potrà essere sottoposto alla via e al Consiglio superiore. La tempistica è del 2024, coerente anche con la programmazione dei collegamenti ferroviari. Considerando che occorrono in media 17 anni per un’opera pubblica da 10 milioni di euro, noi la faremo – riguardo ai tempi – in un terzo. I finanziamenti ci sono e c’è anche grande interesse da parte di vari operatori”. (elisabetta arrighi)

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