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La danza (In)Generazione, poi il “Rocky Horror Show”. Tanti eventi in programma, c’è anche il “babbo” del Vernacoliere

Firenze, Livorno, Pisa, Siena, Teatro e Danza

Valorizzare nuove creazioni realizzate da giovani artisti o gruppi under 35, residenti o attivi in Toscana, che lavorano con i linguaggi della danza contemporanea e delle arti performative. Questo l’obiettivo di (In)Generazione (foto grande sopra il titolo), progetto promosso dalla Fondazione Fabbrica Europa che prende il via con due primi appuntamenti in programma sabato 28 gennaio alle 21.30 e domenica 29 gennaio 2017 alle 17 al Teatro dei Leggieri di San Gimignano. All’interno della nuova stagione “Leggieri d’Inverno” a cura di Giardino Chiuso.

Nelle due giornate, saranno presentate sette nuove creazioni in forma breve. Tra questi sette progetti, una commissione di esperti composta da operatori, critici e coreografi, selezionerà quello vincitore. Per rappresentare anche le nuove generazioni di pubblico, la commissione sarà affiancata da un gruppo di interesse formato da studenti del Liceo Scientifico “Alessandro Volta” di Colle di Val D’Elsa che parteciperanno a una serie di incontri formativi con artisti e operatori. Il progetto selezionato si aggiudicherà la possibilità di fruire di spazi di residenza, di un contributo economico e il sostegno per debuttare con la nuova produzione in un festival di rilevanza nazionale, come Fabbrica Europa a Firenze oppure Orizzonti Verticali a San Gimignano. La giuria sarà composta da Patrizia Coletta, direttore Fondazione Toscana Spettacolo, Gerarda Ventura, direttore artistico Anghiari Dance Hub, Ariella Vidach, direttore artistico AiEP, Alessandro Iachino, collaboratore redazione “Teatro e Critica”. Gli artisti che verranno presentati: Silvia Bennett con Whispers, Dehors/Audela con Planimetrie, Fabritia D’Intino con Wannabe, Danila Gambettola con Two girls, Isabella Giustina con Destinata guerriera, Gruppo M.U.D. con Small talk e Davide Valrosso con Naufragio in sol minore. «Si tratta – spiega Tuccio Guicciardini, presidente della Fondazione Fabbrica Europa – di un progetto che vuole sostenere giovani artisti e gruppi under 35 nell’ambito della danza che hanno scelto di lavorare in Toscana. Una cosa molto diversa dalla solita residenza artistica, in quanto questa volta si parla di un vero e proprio percorso alla produzione che si chiuderà con un debutto di livello nazionale».

(In)Generazione è un progetto a cura di Fondazione Fabbrica Europa in collaborazione con Giardino Chiuso, con il sostegno di Regione Toscana, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Comune di San Gimignano.  L’ingresso per ogni singolo appuntamento di (In)Generazionicosta 5 euro. Agevolazioni per allievi di scuole di danza, scuole di musica e associazioni giovanili.

Info Fondazione Fabbrica Europa – tel. 055 2638480 – 339 6588791 – www.fabbricaeuropa.net

AL TEATRODANTE CARLO MONNI ARRIVA IL “ROCKY HORROR LIVE CONCERT SHOW”

Un sabato molto particolare al Teatrodante Carlo Monni di Campi Bisenzio (Piazza Dante 23) doveove il 28 gennaio 2017 arriva il musical dark per eccellenza: il Rocky Horror Live Concert Show di Richard O’Brien, nell’adattamento della compagnia Magnoprog, per la regia di Riccardo Giannini. Un’originale versione in lingua italiana (solo nelle parti cantate è stato mantenuto l’inglese) di una delle opere più divertenti e trasgressive della storia del rock. Tra i membri del cast: Roberto Marcucci, Lorenzo Baglioni, Beatrice Baldaccini, Claudia Cecchini, Alberto Ceville, Gregory Eve, Francesco Gori, Simone Marzola, Leonardo Paoli, Elisa Vitiello, Marina Melani e Numa Nardoni (in replica il 24 febbraio 2017 e il 12 marzo 2017, sempre alle 21).
 
Lo spettacolo (nella foto a sinistra un particolare della locandina e, in alto sopra il titolo, una scena dello spettacolo) sarà interamente suonato e cantato dal vivo, per una grande produzione con più di 30 artisti in scena, tra ballerini, attori, cantanti e musicisti. Molte le sorprese che accompagneranno Brad Majors e Janet Weiss nel loro insolito viaggio notturno, coinvolgendo anche il pubblico in sala e invitandolo a partecipare ad uno show ritmato, divertente e intrigante, con una scenografia surreale e farsesca, con cambi di scena e d’abito. “La cosa più difficile – spiega il regista – è stata attualizzare, senza stravolgere, la messa in scena di uno spettacolo nato negli anni ’70 e frutto del clima socio-culturale di quel periodo.

La regia ha dunque voluto rispettare le particolarità originali di questo musical, pur introducendo qualche innovazione e prendendosi qualche libertà di interpretazione”. E continua: “In particolare in Italia il Rocky Horror è arrivato prima sotto forma di film che di spettacolo teatrale, diventando subito un cult; dunque ho deciso di riprendere il motivo del cult movie rendendolo l’elemento chiave della messa in scena. L’ambientazione è all’interno di una sala cinematografica dismessa, con alle pareti manifesti di film indimenticabili; inoltre in molte scene gioco a riprendere sequenze storiche di pellicole come Psycho e Blade Runner. Un’altra cosa che amo fare è cambiare continuamente l’estetica del personaggio di Rocky: in passato lo abbiamo fatto diventare in un italiano passionale, in un marinaio francese… Quest’anno, sempre per omaggiare il mondo del cinema, l’abbiamo trasformato in Rocky Balboa”.
 
Prevendite su circuito Box Office e on line su www.boxol.it. Biglietti in vendita anche la sera stessa. Biglietti da € 16 a € 20 (platea e palchi I° e II° ordine). 

MARIO CARDINALI: IL “BABBO” DEL VERNACOLIERE SUL PALCO DEL GOLDONI

Satira, umorismo e… mancanza di rispetto, tutto in rigoroso vernacolo livornese: sono questi gli ingredienti di base che hanno reso famoso fino oltre i confini nazionali il mensile “Il Vernacoliere” e con lui il suo “babbo”, ideatore, autore ed editore Mario Cardinali (nelle due foto in basso), atteso sabato 28 gennaio 2017, alle ore 21, al Teatro Goldoni di Livorno in un originale one man show per la sezione “Eventi fuori abbonamento” della stagione. La serata, dal titolo emblematico “Noi livornesi una razzaccia a modo nostro”, darà modo allo storico direttore di parlare dei livornesi a 360 gradi: «Racconterò chi siamo, come siamo, perché siamo così – afferma subito Cardinali – ed anche tutto quello che avreste voluto sapere sui livornesi ed i pisani non ve l’hanno mai detto!».

Uno spettacolo fatto di storia, storielle, satira, umorismo, letteratura, poesia, proverbi feroci e tante risate: «Nel mio annoso girare per l’Italia a parlare del Vernacoliere – dice ancora Cardinali – ho sempre e dovunque incontrato tanta curiosità sui livornesi, tanta voglia di sapere qualcosa della loro storia, qualche spiegazione della loro caratteristica diversità dagli altri toscani, da tutti ben avvertita ma ignorata nelle sue motivazioni. Tutte cose che d’altronde neppure tanti livornesi conoscono, che nessuno ha mai veramente spiegato loro».

E’ partendo da questa preliminare constatazione – con un tragicomico prologo sui pisani («impensabile parlare di Livorno – precisa Cardinali – senza la nostra cartina di tornasole, i pisani appunto, del resto tanto presenti nella nostra storia, oltre che nel nostro campanilismo»), si proseguirà con l’autoironia sul modo in cui i livornesi si sentono al centro del mondo, e poi sul loro essere anche un popolo di poeti (e ci sono stornelli ottocenteschi e versi di Caproni), in una comunità di donne matriarche e di ragazze speciali, dalle filandrine “scandalose” della prima industrializzazione e dalle sartine fino alle ragazze e ragazzine d’oggi col loro linguaggio senza pudori, «in un mix di sacro e di profano com’è nella composita realtà labronica, di mente e di pancia, di spirito e di materia, di carezze e di picchi nel muso». E si parlerà pure – sempre fra la realtà e la commedia – dei livornesi come popolo di pittori e di musicisti, come popolo di ribelli e di resistenti. E ci sarà poi il mare con i suoi traffici e con i suoi pirati, con i livornesi «popolo di marinai anzi di marittimi anzi di bagnanti», ci saranno le storie di risiatori ed infine «i figli di puttana, come tanti fra gli altri toscani definiscono i labronici… ».

E qui Cardinali comincerà un singolare viaggio a ritroso nel tempo, per ritrovare la vera storia di Livorno – dei livornesi come sono oggi – con il crogiolo di etnie che ha generato una “livornesità” tanto diversa dalla toscanità altrui, in una scorribanda storico-satirico-umoristica, «Fino a chiudere – conclude Cardinali – con un fuoco d’artificio dei famigerati proverbi gastro-ano-genitali della “civiltà” livornese, vera e propria filosofia parlata, una terminologia dissacrante che riassume i valori dell’essenzialità popolare, una ferocia espressiva che è realismo di sesso e di cibo, di materia fecale e di spiriti d’amore. Che è livornesità, senza se e senza ma».

Biglietti ancora disponibili presso il botteghino del Goldoni (tel. 0586 204290) il martedì e giovedì ore 10–13, mercoledì, venerdì e sabato ore 17 – 20; il giorno dello spettacolo la biglietteria apre due ore prima. Biglietti in vendita anche nei negozi del circuito regionale Box Office o collegandosi al sito www.boxol.it; prezzi: € 15 intero / € 10 giovani under 25; tutte le informazioni su www.goldoniteatro.it

“CASA DE TÁBUA”, UN INCONTRO TRA DUE MONDI. A BIENTINA E CASCIANA TERME

Per la sfida “Comicità & Storie” della nuova stagione di Teatro Liquido ecco una proposta di teatro comico per grandi e piccini che va in scena in un doppio appuntamento, sabato 28 gennaio 2017 alle 21.30 al Teatro delle Sfide di Bientina e domenica 29 gennaio alle 17 al Teatro Verdi Giuseppe di Casciana Terme. L’attore brasiliano André Casaca presenta lo spettacolo “Casa de Tábua”. Che firma e interpreta insieme all´attrice e musicista Italo greca Irene Michailidis. Assistente alla regia Teresa Bruno e Stefano Marzuoli. Musiche di ÉrikSatie. Pianoforte, chitarra e rumori di scena Irene Michailidis. Scenografie Rossella Geraldi. Oggetti di scena Marie Eve De Paoli.

“Casa de Tábua” è la storia di un incontro tra due mondi: lui con la sua casa viaggiante, lei con la sua casa sonora. Lui con il suo silenzio impacciato e morbido, lei con le sue abitudini precise e ritmiche. Il loro incontro davanti allo sguardo del pubblico li rende ancora più assurdi, più fragili a tal punto che i martelli ballano per loro. Vedersi dalla terrazza ma non riuscire a trovarsi davanti alla porta, pulire casa, sognare, far colazione, darsi appuntamento sotto un lampione sopra una sedia e salutarsi. Casa de Tábua è un incontro inaspettato tra suono e gesto che rivela il lato comico dell´uomo nel quotidiano. Casa de Tábua è un luogo immaginario ma così reale, che se un giorno si riprendesse riprendessimo quel viaggio lo vorremo portare appresso proprio come le nostre case.

“L’UOMO TIGRE, CAPIRE TUTTO IN UNA NOTTE”: KAEMMERLE AL LUX DI PISA

Con in scena le confessioni di due eroi del liscio, ecco una novità all’interno della rassegna Teatro Liquido. Sabato 28 gennaio 2017 alle 21.30, al Teatro Lux di Pisa, Guascone Teatro mette in scena “L’uomo Tigre, capire tutto in una notte”. Il nuovo spettacolo comico di e con Andrea Kaemmerle (foto in basso a destra)Per informazioni: 3280625881 – 3203667354 – info@guasconeteatro.it – www.guasconeteatro.it. Biglietto unico 10 euro. A partire dalle 20, per chi vuole cena in Teatro (menù fisso 15 euro).

La rappresentazione è consigliata a figli, padri, zii, mamme, nonni, nipoti e cugini. Un altro piccolo passo nella comicità poetica nella tradizione di Guascone Teatro. Fare teatro è arte molto antica ed ha i suoi Dei, i suoi Demoni, le sue regole mai svelate. In questa nuovissima produzione si assiste alla rivolta di due “personaggi” che con le 100 repliche dello spettacolo Lisciami avevano fatto ridere e sognare pubblico e critica. Adesso “Il babbo” ed “Oreste” pretendono uno spazio tutto loro, hanno deciso di ribellarsi al silenzio nel quale stavano finendo ed ecco che in una notte insonne due umanità opposte si confessano in modo comico e “squassevole”.

“I CONIGLI NON HANNO LE ALI” AL TEATRO DI ANTELLA

Sabato 28 gennaio 2017 alle 21, in scena al Teatro di Antella la produzione del Collettivo Attori Riuniti e Teatro del Carretto “I conigli non hanno le ali”, scritto e diretto da Paolo Civati con Francesca Ciocchetti e Cristian Giammarini.

Un bambino getta il suo coniglietto dalla finestra dopo avergli infilato un paio di mutande da Superman, ma un coniglio non può volare. Un gesto di ribellione ma anche una disperata richiesta di libertà che scatena nei genitori un’improvvisa, inarrestabile violenza. Inizia così, una riflessione su se stessi di Richard e Marianne, una giovane coppia americana per il loro futuro e quello dei loro figli: il testo piano piano diventa un processo a due comunissimi, normalissimi mostri.
Domenica 29 gennaio alle 17 per il Progetto Piccoli, “Preistoriclown” di e con Vanessa Crespina e Giacomo Gosti. Con tante domande i due clown in scena guideranno i bambini dall’età della pietra a quella dei metalli e tra lazzi, gags e giocoleria forniranno loro importanti informazioni cercando di mettere ordine tra ere, periodi, epoche ed età.

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