L’INTERVISTA. I primi 100 giorni del sindaco Luca Salvetti e della sua giunta. La mostra su Modigliani è l’immagine di una Livorno che vuole rilanciarsi. I problemi risolti, quelli da affrontare, e un occhio attento al fattore cultura

Da non perdere, Livorno

di ELISABETTA ARRIGHI

L’attenzione su Livorno, in questo momento, è internazionale. Perché fra meno di un mese sarà proprio Livorno, la città dove nacque il 12 luglio 1884, ad ospitare una grande mostra – come è già stato più volte scritto anche su questo sito – dedicata ad uno dei suoi figli più illustri, Amedeo Modigliani, di cui il 24 gennaio 2020 ricorreranno i cento anni dalla morte, avvenuta a Parigi. Arriverà la collezione Jonas Netter, ci saranno alcune opera dalla collezione Alexander, curatore sarà Marc Restellini, c’è stata un’interpellanza di FdI in consiglio comunale e scia di polemiche. Insomma, se negli anni Ottanta ci fu a Livorno la beffa delle teste ripescate nel Fosso Reale (correva, allora, il centenario della nascita); se successivamente c’è stato (era il 1990) il ritrovamento in una carrozzeria di altre teste scolpite che il collezionista Carlo Pepi ha sempre affermato essere vere ma mai alcuno studioso ha autenticato (ora sono nel caveau di una banca cittadina); se nel frattempo in giro per il mondo ci sono state mostre dove sono state trovate false opere attribuite a Modigliani (di recente il caso dell’esposizione al Palazzo Ducale di Genova)… se, quanti “se”. Fatto è che Modigliani, detto Modì, che ha assonanza perfetta con la pronuncia della parola francese maudit, maledetto, sembra non voler trovare pace. Ma forse questa mostra, che pone Livorno alla ribalta del palcoscenico internazionale della cultura (e quanta cultura è passata all’ombra delle Fortezze fra Otto e Novecento quando era tutto un fiorire di idee, progetti, movimenti artistici), almeno con la città natale riuscirà a “fare pace”. Per dare nuove spinte culturali e turistiche al tessuto cittadino anche sotto il profilo economico.

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E potrebbe essere il proprio il nuovo sindaco della città, Luca Salvetti, insediatosi nel giugno 2019, a sancire questa pax artistico-culturale. Lui e l’assessore alla cultura Simone Lenzi, scrittore e musicista, che è stato capace di “creare” l’occasione di poter avere a Livorno una mostra importante come quella su Modigliani. Un’esposizione già conosciuta, ma che ha sempre riscosso un grande successo di visitatori.

Sicuramente nei primi centro giorni della nuova giunta livornese di centrosinistra, la mostra “Modigliani e l’avventura di Montparnasse” che aprirà il 7 novembre 2019 al Museo della Città – Bottini dell’Olio nel quartiere storico della Venezia (dove resterà aperta fino al 16 febbraio 2020), è stato il “colpo di teatro” che – come dicevamo – ha fatto accendere i riflettori del mondo su Livorno. Modì, la cultura, ma anche 43 punti decisivi che vanno dalla riorganizzazione della struttura comunale alla sicurezza dei quartieri, dalla cultura al sociale, fino alle grandi partite ambientali. Cento giorni di governo locale che sono stati al centro di un incontro con i mass media nella Sala delle Cerimonie di Palazzo Comunale. Un incontro per fare il punto della situazione, con sindaco e giunta al completo.

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“Sono soddisfatto del percorso svolto fino a questo momento – ha detto il sindaco Salvetti – In tre mesi siamo riusciti ad assumere 101 persone in Comune (entro fine anno), 60 lavoratori Aamps saranno stabilizzati nell’arco di due anni, 16 lavoratori sono stati assunti con contratto a tempo indeterminato nei cimiteri. E nel passato c’era chi diceva che il Comune non può pensare al lavoro. Con Aamps abbiamo provveduto ad un piano di riorganizzazione e rimotivazione dipendenti, abbiamo rivisto alcune situazioni di raccolta prevedendo flessibilità in base ai quartieri cittadini e siamo intervenuti, nel Borgo di Magrignano, per il via alla raccolta porta a porta. Stiamo affrontando la questione della Torre della Cigna. Abbiamo attivato un dialogo con i soggetti interessati e con enti creditizi e stiamo lavorando per efficentare e fluidificare l’emergenza abitativa. Per quanto riguarda il problema parcheggi abbiamo congelato 4100 stalli blu, sospeso il pagamento della prima lettera e attivata una trattativa con Tirrenica Mobilità per rivedere la convenzione”.

“Fiero della scelta di onorare la figura di Amedeo Modigliani – ha detto Salvetti – con una mostra mai vista a Livorno, impegnativa, ma sicuramente una grande opportunità per la città. Ringrazio la giunta, i dirigenti ed i tecnici comunali. Le idee sono della politica, ma non si potrebbero realizzare senza il loro aiuto. L’unico rammarico è di non essere riuscito in questi 100 giorni a dare una condizione di vita dignitosa a 20 persone, che stanno vivendo in luoghi fatiscenti e malsani. Il mio obiettivo è di risolvere la situazione velocemente e permettere a questi cittadini di abitare in case degne di questo nome”.

Al termine della presentazione dei 100 giorni di mandato  qualcuno ha chiesto a Salvetti: che cosa non  rifarebbe?  “I fuochi d’artificio, la serata finale di Effetto Venezia 2019 – ha risposto Salvetti – Dovevano essere una festa, si sono trasformati in imbarazzo. Troppo lunghi. Il prossimo anno faremo diversamente”.

Un flash sull’inizio di mandato, con  una chiacchierata con il sindaco Salvetti che prosegue fuori dall’incontro ufficiale.

Sindaco, Lei è un giornalista, la professione che ha scelto quando era ancora giovanissimo e dalla quale si è “sospeso” alla fine dello scorso inverno, quando è arrivata la candidatura a primo cittadino. Che differenza c’è fra seguire i problemi della città come giornalista e vedere Livorno dall’altra parte della barricata, ovvero dalla sua scrivania di sindaco?

“Credo, lo facevo da giornalista e lo faccio ora da sindaco, che sia importante seguire un principio, quello di stare fra la gente, ascoltare i problemi, dialogare con i cittadini. E possono esserci, come è normale, contrasti di vedute: ma il dialogo e lo scambio di idee non può che trarne  conseguenze positive, rinvigorendosi. Alla fine è questo che paga”.

Come ha trovato la città salendo le scale di Palazzo Comunale e cominciando il nuovo lavoro da sindaco?

“Ho trovato molte problematiche aperte, una città politicamente abbandonata da tempo. Ma con potenzialità enormi. Torno sulla mostra di Modigliani: un’occasione creata dall’assessore Lenzi alla quale io ho risposto dicendo e dicendomi: dobbiamo avere il coraggio di andare fino in fondo. Ed è un forte, grossissimo impegno”.

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La Torre della Meloria

Modigliani sta per arrivare, e in futuro? Ci sono tanti luoghi, dalla Fortezza Nuova allo Scoglio della Regina fino al fulcro della cultura, il Teatro Goldoni, da poter utilizzare per dare alla città un nuovo sviluppo culturale e turistico.

“Sicuramente il discorso di procedere ad un allestimento di questa grande mostra su un ‘vestito’ che correrà lungo le pareti della sala del Museo della Città è stato concepito nell’ambito di una idea progettuale ben definita, e utilizzabile anche successivamente. L’idea è quella di poter organizzare ogni anno una grande mostra. Il Museo della Città è un importante investimento, ma c’è anche bisogno di proporre cose nuove. Fra i progetti futuri, al di là dell’arte, c’è anche quello di rianimare la Fondazione Lem (Livorno Euro Mediterranea), E’ già stato avviato un lavoro di rivisitazione di tutto il materiale di questa Fondazione per poter ripartire, modificando lo statuto e poter pianificare un lavoro che guardi anche ad aspetti culturali, del territorio e della ricerca scientifica sul mare. C’è un percorso avviato per la Fortezza Nuova (la Fortezza Vecchia, quella affacciata sul porto, è gestita dall’Autorità di Sistema Portuale, nda), per cambiare la destinazione d’uso, oggi a parco. Vogliamo che possa offrire anche dei servizi, per questo dovremo trovare attraverso un bando un soggetto che possa garantire la gestione. Allo Scoglio della Regina, dove ci sono sedi della Scuola Sant’Anna di Pisa (robotica marina), della Guardia Costiera e del Cibm (Centro interuniversitario di biologia marina), c’è un finanziamento dell’Olt (rigassificatore) per un Centro visite dedicato al parco marino della Meloria, con uscite in mare per visite alla storica torre a circa 2 miglia dalla costa, ma anche idee per organizzare visite ad altre realtà marinare della città, come un percorso che comprenda oltre alla Meloria, la Torre del Marzocco (che si trova in area portuale, quella della Darsena Toscana, nda) e il Faro raggiungibile a piedi attraverso un camminamento. Per quanto riguarda il Teatro Goldoni c’è l’idea di una riorganizzazione come vero teatro di tradizione e come centro di un progetto che sia capace di rianimare e dare nuove spinte alla rete cittadina dei teatri”.

Durante l’incontro dedicato ai primi 100 giorni di mandato, alla domanda di cosa non rifarebbe, ha risposto i fuochi d’artificio a chiusura di Effetto Venezia. Ecco, quale futuro c’è per questa grande e ormai storica festa d’estate nell’antico quartiere cittadino che negli ultimi tempi ha subito un ridimensionamento?

“Vorremmo riportare Effetto Venezia a quello che era, non solo un palco centrale per i concerti, ma un percorso nel cuore del quartiere. Un ricordo che credo sia comune a moltissime persone è quello di quando arrivavano compagnie di performers, anche dall’estero, e davano vita a spettacoli di grande fascino”.

Erano magie che trasformavano la festa in momenti di pura emozione.

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