L’integrale delle Sinfonie di Brahms in diretta su Radio3 e in streaming su Rai Cultura il 22 e 29 aprile (repliche su Rai5 il 9 e 10 giugno). Con Daniele Gatti sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

È il direttore d’orchestra milanese Daniele Gatti il protagonista dell’esecuzione integrale delle sinfonie di Johannes Brahms, che l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai propone a porte chiuse all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino nelle serate di giovedì 22 e giovedì 29 aprile 2021 alle 20. Entrambi gli appuntamenti, parte del cartellone dei “Concerti di primavera-estate”, sono trasmessi in diretta da Radio3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura. Rai5 li proporrà in prima serata in due giornate consecutive, il 9 e il 10 giugno prossimi. 

Daniele Gatti e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai (ph. PiùLuce, anche sopra il titolo)

Gatti è Direttore musicale dell’Opera di Roma e dell’Orchestra Mozart, ed è Consulente artistico della Mahler Chamber Orchestra. Ha ricoperto incarichi presso orchestre come quella del Concertgebouw di Amsterdam, dell’Accademia di Santa Cecilia, presso la Royal Philharmonic Orchestra e la Royal Opera House di Londra. I Berliner e i Wiener Philharmoniker, la Staatskapelle di Dresda, la Symphonieorchestrer des Bayerisches Rundfunk e la Filarmonica della Scala sono alcune delle istituzioni sinfoniche che dirige regolarmente. Recentemente è stato protagonista dei due film-opera Il barbiere di Siviglia, vincitore del Premio Abbiati della Critica musicale italiana, e La traviata, realizzati dall’Opera di Roma con Rai Cultura e trasmessi su Rai3.

Torna sul podio dell’Orchestra Rai per due settimane consecutive, dopo aver diretto ben sei diversi programmi nel corso del 2020, e lo fa con tutte e quattro le sinfonie scritte da Johannes Brahms: autentico banco di prova per le orchestre e i grandi direttori. 

Il percorso che portò Brahms all’esordio nel genere sinfonico fu lungo e travagliato, fatto di anticipazioni e continui ripensamenti. Tra le cause del suo indugiare lo scontro lacerante tra l’impossibilità etica di sottrarsi alla forma musicale più elevata e la sua insicurezza, legata a una ricerca spasmodica di perfezione. Certo è che scrivere sinfonie dopo Beethoven non era impresa semplice. Brahms stesso confessò in una lettera al direttore d’orchestra Hermann Levi: «non puoi avere un’idea di ciò che si sente, avvertendo dietro le spalle i passi di un gigante come quello». Infine diede vita a quattro mirabili capolavori, tutti seguiti da un grandissimo successo. Nonostante siano state scritte a blocchi da due, tra il 1776 e il 1777, e il 1883 e il 1884, le sinfonie sembrano intrinsecamente legate da una certa malinconia, che le rende metafore sonore dei sentimenti più intimi del loro creatore.

Nel primo concerto, giovedì 22 aprile, Gatti apre con la Terza e chiude con la Prima sinfonia. La Sinfonia n. 3 in fa maggiore, op. 90 godette di un ampio successo fin dalla sua prima esecuzione, avvenuta a Vienna il 2 dicembre 1883 con i Wiener Philharmoniker diretti da Hans Richter. Celeberrimo il suo terzo movimento, usato dal noto regista ucraino Anatole Litvak per il film Aimez vous Brahms?.

La Sinfonia n. 1 in do minore op. 68 invece fu completata da Brahms nel 1776, ma i primi abbozzi risalgono al 1755. La distanza che intercorre tra l’inizio del lavoro e la sua conclusione è da ricondurre alla continua insoddisfazione e alla già citata incessante ricerca di perfezione da parte del compositore tedesco. Nel Finale è possibile riconoscere una reminiscenza del celebre tema dell’Inno alla gioia di Beethoven. La prima esecuzione della Sinfonia in do minore, avvenuta il 4 novembre 1876 a Karlsruhe sotto la direzione di Felix Otto Dessoff, ebbe un grande successo. Il direttore d’orchestra Hans Von Bülow la ribattezzò la “Decima Sinfonia di Beethoven”, quasi a indicare in Brahms l’erede del compositore di Bonn.

In ottemperanza alle ultime disposizioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri, i concerti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai si svolgono a porte chiuse, senza la presenza del pubblico nell’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino.

 

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