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L’Homme Armé e i Concerti al Cenacolo. Primo appuntamento il 21 ottobre dedicato a Giulio Caccini con il tenore Riccardo Pisani e l’Ensemble Ricercare Antico

Firenze, Musica

L’edizione 2018 «I Concerti al Cenacolo», che l’Associazione L’Homme Armé porta avanti dal 1994 ed è la più longeva rassegna annuale di musica antica in Toscana, prenderà il via il 21 ottobre 2018 nella sua sede tradizionale, la suggestiva sala del Cenacolo di Andrea del Sarto nel Museo di San Salvi, prezioso luogo espositivo all’interno del circuito museale fiorentino col magnifico affresco dell’Ultima cena databile al 1511-1527 circa; qui si svolgerà anche il secondo concerto della rassegna, sabato 10 novembre, mentre gli ultimi due, seguendo la nuova via inaugurata con l’edizione 2017, si spostano in luoghi artisticamente significativi dell’area metropolitana. Uno, sabato 8 dicembre, sarà alla Chiesa di Santa Maria di Primerana che sovrasta Piazza Mino a Fiesole, l’altro, domenica 9 dicembre, sarà nella pieve romanica dei Santi Pietro e Paolo a Cascia (Reggello), il cui impianto architettonico risale al XII secolo e che nel museo annesso custodisce il Trittico di San Giovenale di Masaccio.

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Quest’anno i concerti della rassegna saranno tutti nel tardo pomeriggio (alle 18 al Cenacolo di San Salvi e alle 18.30 nelle pievi di Fiesole e di Reggello).

Appena chiuso il Festival FloReMus, quest’anno dedicato alla musica del Cinquecento, l’Associazione L’Homme Armé per i programmi musicali di questa edizione de «I Concerti al Cenacolo» punta eminentemente alla musica del Seicento, con uno spazio speciale dedicato al primo Quattrocento italiano. Il concerto del 21 ottobre è dedicato a Giulio Caccini, del quale quest’anno ricorrono i 400 anni dalla morte, l’inventore delle “Nuove musiche”, il cantore che ha registrato la svolta nello stile di canto del tempo. Il programma è affidato a un giovane e attento interprete di questo repertorio, Riccardo Pisani, accompagnato dall’ensemble Ricercare Antico.

A una virtuosa del repertorio quale Elenca Cecchi non poteva che essere affidato l’altro programma secentesco, quello del 10 novembre, dedicato a Francesca Caccini, figlia di Giulio, una delle prime stelle del firmamento vocale moderno, cantante virtuosa e compositrice al suo tempo importantissima, anche se la storia successiva le ha reso poca giustizia. Il programma, ideato e diretto da Gian Luca Lastraioli, vede la partecipazione di alcuni interpreti d’eccezione tra i quali il cembalista Alfonso Fedi.

Oltre alla rassegna «I Concerti al Cenacolo», in autunno L’Homme Armé porta avanti altre attività: sabato 3 novembre l’Ensemble si esibirà alla Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Lorenzo a Signa sotto l’egida di «Musica in periferia» a cura dell’Opera del Duomo (con la direzione artistica di Gabriele Giacomelli), con un concerto in cui lo spirito del Seicento riecheggerà nelle musiche che si svilupparono sulle orme di Filippo Neri e del suo oratorio romano, mentre martedì 11 dicembre contribuirà, con un incontro meditativo che prenderà spunto da un brano di Dufay a «Insieme per la pace», ciclo che l’associazione “Un Tempio per la Pace” organizza dalla fine degli anni Novanta sul tema della pace e del dialogo interreligioso.

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La rassegna «I Concerti al Cenacolo» si è aperta già in primavera con due anteprime: il 22 aprile col programma dedicato a Francesca Caccini, in occasione della mostra “Con dolce forza”. Donne nell’universo musicale del Cinque e Seicento nel bellissimo Oratorio di Santa Caterina delle Ruote a Bagno a Ripoli e l’8 luglio nella magnifica Pieve di San Romolo a Bivigliano col programma “Flos florum”, in occasione dei festeggiamenti per San Romolo.

Tutti i concerti sono in luoghi che, seppur non sempre molto conosciuti e in genere fuori dalle rotte del turismo di massa, testimoniano la lunga e complessa storia del territorio. All’interno vi sono spesso opere d’arte di pregio incastonate in architetture notevoli che, grazie anche a questi appuntamenti, potranno essere ammirate e apprezzate. Senza dimenticare che intorno a questi luoghi ci sono comunità vive alle quali questi concerti (tutti quelli nelle chiese sono a ingresso libero, mentre sono a prezzo comunque contenuto quelli al Cenacolo di San Salvi) sono rivolti, affinché si possa meglio conoscere quell’intreccio di espressioni artistiche che sono alla base della nostra storia.

Biglietteria: per i due concerti al Cenacolo di San Salvi (21 ottobre e 10 novembre 2018): un’ora prima dello spettacolo; biglietto intero euro 12, ridotto euro 7; informazioni e prenotazioni: tel. 055 695000 informazioni@hommearme.it Gli altri sono a ingresso libero.

***DOMENICA 21 OTTOBRE, ORE 18
Cenacolo di Andrea del Sarto, Museo di San Salvi
Via di San Salvi 16, Firenze

Giulio Romano
400° anni dalla morte di Giulio Caccini

Riccardo Pisani, tenore
Ensemble Ricercare Antico
Paolo Perrone, violino
Flora Papadopoulos, arpa
Giovanni Bellini, tiorba e arciliuto
Matteo Coticoni, violone
Francesco Tomasi , tiorba, chitarra barocca e direzione

Musiche di G. Caccini, F. Nicoletti, G. Frescobaldi, e S. Landi

Il concerto inaugurale della rassegna «I Concerti al Cenacolo», domenica 21 ottobre alle 18 al Cenacolo di Andrea del Sarto al Museo di San Salvi (via San Salvi 16, Firenze; ingresso 12 / 7 euro; informazioni e prenotazioni 055 695000 informazioni@hommearme.it o direttamente dal sito hommearme.it) è dedicato a Giulio Caccini detto il Romano incarna il prototipo del cantante di nuova educatissima professionalità, che a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento contribuirà alla fioritura dell’Umanesimo in musica. Sul palco il tenore Riccardo Pisani accompagnato dall’Ensemble Ricercare Antico.

Sebbene Caccini fosse di Roma o dei suoi dintorni, il luogo esatto non ci è dato saperlo con certezza, sarà Firenze la città dove si svilupperà il suo genio musicale. Qui esordisce come cantante nel 1579, in occasione delle nozze di Francesco I de’ Medici e Bianca Cappello. Dal 1588 è stabilmente al servizio dei Granduchi di Toscana, ma la sua fama di cantante e compositore travalicherà ben presto i confini del Granducato per estendersi a Mantova, Roma, Ferrara, e anche oltralpe: Caccini sarà ambito e conteso persino dalla corte del Re di Francia, tuttavia dopo brevi soggiorni tornerà nella sua amata Firenze, dove vivrà fino alla fine dei suoi giorni. È qui che egli entra a far parte della cosiddetta Camerata de’ Bardi, un Cenacolo di umanisti che si forma intorno al conte G. Bardi del Vernio, con il comune desiderio di un rinnovamento della musica e delle arti nel segno degli scritti teorici dei classici.
Contro l’egemonia del contrappunto con le sue norme tecniche astratte, i Bardi prediligono il canto monodico, inteso a ristabilire il connubio greco tra parola e suono. Caccini incarna e mette in atto questi ideali: nelle sue arie e madrigali emerge in primo piano la melodia della voce sola, che inscena il testo poetico in maniera immediata e chiaramente intelligibile, mentre il basso continuo è un sostegno al divagare del canto.
Le sue sono arie strofiche o madrigali di fattura sciolta che chiamano affettuosa espressività, fantasia, lirismo Egli sollecita un’elastica sprezzatura del ritmo e della pronunzia, per meglio imitare i concetti delle parole.
Le Nuove Musiche, due volumi di arie a voce sola pubblicate a Firenze rispettivamente nel 1602 e 1614, rappresentano il manifesto nonché la prima normalizzazione grammaticale di questo stile, che comporterà conseguenze sostanziali nell’evoluzione del linguaggio musicale a venire.
Se il canto e la composizione sono gli attributi per i quali il Caccini fu più noto, egli suonava alla perfezione anche il chitarrone, il liuto e l’arpa doppia. Gli strumenti ideali per accompagnare la monodia, ma anche per concertare tra loro, come si può facilmente intendere dalle due rare perle musicali lasciateci da Stefano Landi, Romano anch’esso. Si tratta di La Pazza e l’Alessandrina, due canzoni strumentali che abbinano i tre strumenti con arguzia e fantasia, cogliendo alla perfezione le caratteristiche di ciascuno.
Il programma è arricchito da brani strumentali di altri autori, romani per nascita o per adozione, come la Sonata e la Canzona di Filippo Nicoletti in prima esecuzione Il risultato è un affascinante viaggio nella musica del primo Seicento italiano, che vede emergere, anche in musica, grandi ingegni e arditi sperimentatori di nuovi stili.

***SABATO 10 NOVEMBRE, ORE 18
Cenacolo di Andrea del Sarto, Museo di San Salvi
Via di San Salvi 16, Firenze

Chi desia di saper che cos’è Amore
Arie e madrigali di Francesca Caccini

Ensemble L’Homme Armé
Elena Cecchi Fedi, soprano solista
Alfonso Fedi, clavicembalo
Francesco Tomei, viola da gamba
Luigi Cozzolino, violino
Gian Luca Lastraioli, chitarra, tiorba e direzione

Musiche di Francesca Caccini

Sabato 10 novembre alle 18 al Cenacolo di Andrea del Sarto al Museo di San Salvi (via San Salvi 16, Firenze; ingresso 12 / 7 euro; informazioni e prenotazioni 055 695000 informazioni@hommearme.it o direttamente dal sito hommearme.it) è dedicato alla figlia di Giulio Caccini: il programma del concerto presenta difatti una selezione di brani composti da Francesca Caccini, vera protagonista al femminile della vita musicale fiorentina dei primi decenni del Seicento.
Cantante di straordinaria abilità (vera “diva” ante litteram, la sua voce veniva paragonata a quella di un usignolo) Francesca si distinse anche come raffinata, intelligente, appassionata e profonda compositrice. Nata a Firenze nel 1587, figlia d’arte (il padre, Giulio Caccini, fu una figura chiave nella nascita del “nuovo” stile musicale secentesco), Francesca si trovò sin da bambina immersa nella cultura musicale del proprio tempo e divenne, grazie agli insegnamenti del padre, esperta nelle arti del canto e della composizione nonché provetta suonatrice di liuto, chitarra, arpa e clavicembalo.

Bambina prodigio, nata col cognome – Caccini – della predestinata e forte di un talento musicale straordinario, Francesca sarebbe rimasta, salvo qualche breve interruzione, dal 1607 al 1641 al servizio della famiglia Medici in qualità di cantante, insegnante e compositrice: tali erano la stima e la reputazione delle quali godeva, che nel 1620 “la Cecchina” risultava essere il musicista con il salario più alto tra tutti quelli in sevizio presso la corte fiorentina. I compiti di musicista di corte prevedevano che Francesca cantasse in occasione degli Uffici della Settimana Santa e in occasione dei ricevimenti dati dal Granduca e dalla Granduchessa e che insegnasse canto alle principesse e alle altre dame di corte.

Come compositrice, Francesca Caccini è oggi ricordata per essere stata la prima donna nella storia a comporre un’opera, La liberazione di Ruggiero dall’isola di Alcina. Sul versante cameristico, floridi esempi dell’arte e dello stile della Caccini ci sono invece tramandati con le arie, le canzonette e i madrigali contenuti nel suo Primo libro delle Musiche che venne stampato a Firenze nel 1618. Il libro consta di un totale di 36 composizioni, suddivise in “spirituali” e “temporali”. Da questo libro sono tratti tutti brani eseguiti in questo concerto: essi sono dunque con certezza alcuni di quelli che Francesca eseguì durante le sue performances cameristiche, sia sacre che profane, offerte alla corte medicea. Nelle sue arie Francesca mette in mostra tutte le sue capacità di compositrice: spettacolari passaggi di virtuosismo canoro nei brani di ispirazione profana e meditative linee melodiche nelle arie spirituali. In vita, la Caccini si guadagnò una immensa reputazione. Come già detto, fu una vera “diva” e, come tale, suscitò nel pubblico ammirazione quasi fanatica. Nei suoi viaggi e soggiorni musicali lontano dalla natìa Firenze (Roma, Milano, Parigi…), Francesca venne sempre “artisticamente” corteggiata e “tentata” con l’offerta di contratti economicamente vantaggiosissimi, finendo tuttavia per tornare sempre al “suo” servizio fiorentino.

Scarse, e contrastanti, sono le notizie sulla sua personalità di donna: un contemporaneo ne parlava infatti come di “una donna fiera e irrequieta” mentre altri, come il poeta Michelangelo Buonarroti il Giovane, che ben la conobbe, la descrissero come “sempre graziosa e generosa”. Francesca doveva essere comunque una donna di grande avvenenza: si conserva oggi presso il palazzo Rospigliosi di Pistoia un medaglione marmoreo che ne ritrae il bel volto. Il medaglione è circondato da un’eloquente iscrizione didascalica – Cechine Pulchritudinis Immortalitati – che non lascia dubbi in merito alla bellezza della celebre “Cecchina”. Francesca Caccini morì nel 1641. In tempi recenti le è stato dedicato un cratere di 38 km di diametro sul pianeta Venere.

***A seguire una sintesi del programma di dicembre 2018 e degli eventi collaterali.

  • SABATO 8 DICEMBRE, ORE 18.30

Chiesa di Santa Maria di Primerana
Via Santa Maria, Fiesole (FI)

Flos Florum

Musiche sacre e spirituali all’alba del Rinascimento fiorentino

L’Homme Armé
Giulia Peri, soprano
Mya Fracassini, mezzosoprano
Giovanni Biswas, tenore
Paolo Fanciullacci, tenore
Fabio Lombardo, direzione

Musiche di G. Dufay, Gherardello, F. Landini, Gratiosus da Padova

  • DOMENICA 9 DICEMBRE, ORE 18.30

Pieve dei Santi Pietro e Paolo a Cascia
Via Casaromolo, 25 Reggello

Flos Florum

Musiche sacre e spirituali all’alba del Rinascimento fiorentino

L’Homme Armé
Giulia Peri, soprano
Mya Fracassini, mezzosoprano
Giovanni Biswas, tenore
Paolo Fanciullacci, tenore
Fabio Lombardo, direzione

Musiche di G. Dufay, Gherardello, F. Landini, Gratiosus da Padova

***APPENDICE
Altre attività fino a dicembre al di fuori della rassegna
Per «Musica in periferia» a cura dell’Opera del Duomo (direzione artistica: Gabriele Giacomelli)

SABATO 3 NOVEMBRE, ORE 21
Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Lorenzo a Signa
Piazza Cavour, 3

Spirti bellissimi
Il Laudario di Santa Maria del Fiore
e la musica spirituale del Seicento

L’Homme Armé
Elena Cecchi Fedi, soprano
Mya Fracassini, mezzosoprano
Paolo Fanciullacci, tenore
Gabriele Lombardi, baritono
Andrea Inghisciano, cornetto
Mauro Morini, trombone
Andrea Perugi, organo
Gian Luca Lastraioli, tiorba e chitarra barocca
Marta Graziolino, arpa

Fabio Lombardo, direttore

Musiche di E. de Cavalieri, G.M. Casini, P.P. Sabbatini, Marco da Gagliano, F. Anerio

MARTEDÌ 11 DICEMBRE, ore 21
Biblioteca delle Oblate, via dell’Oriuolo 24, Firenze

Insieme per la Pace
Incontri di spiritualità, meditazione e preghiera interreligiosa

L’Homme Armé
Giulia Peri, soprano
Mya Fracassini, mezzosoprano
Giovanni Biswas, tenore
Paolo Fanciullacci, tenore
Fabio Lombardo, direzione

Musiche di G. Dufay

In collaborazione con “Un Tempio per la Pace – Onlus”

 

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