Leonardo in vigna, storie di umana genialità. Al Museo del Tessuto di Prato prima tappa (il 9 maggio) di un percorso che proseguirà anche in altre città italiane. Fra conferenze, musica e degustazioni

Focus, Prato

Ai nastri di partenza “Leonardo in vigna: storie di umana genialità”, il circuito di eventi eno-musicali a firma Chiave di Vino dedicati a Leonardo per celebrarlo nelle sue vesti inedite di viticoltore, vignaiolo, chef, musicista. Volti e interessi in parte meno conosciuti – ma per questo certamente non meno importanti- rispetto alle ben più famose storie di arte, pittura, invenzioni tecnologiche alle quali ci ha abituato il genio toscano. Storie meno raccontate ma che hanno lasciato in eredità un patrimonio di conoscenze e competenze di altrettanto valore scientifico e culturale.

  • Prima tappa, Prato il prossimo 9 maggio presso il Museo del Tessuto, dove è in corso la mostra sulle invenzioni e innovazioni di Leonardo nel settore della tessitura (organizzata da Fondazione Museo del Tessuto in collaborazione con il Museo Nazionale di Scienza e Tecnologia di Milano e il Museo leonardiano di Vinci). La mostra, di alto profilo istituzionale, si avvale del patrocinio e del contributo del Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.

Una cosa è certa: Leonardo è stato un appassionato e lungimirante sudioso anche nei diversi ambiti enologico, alimentare, musicale, che lui ha osservato quali fenomeni e leggi naturali e traguardato con pari impegno intellettuale: dal mondo del vino alla passione per la cucina, il suo acume scientifico e il suo moderno pensare ci hanno lasciato in eredità un patrimonio di conoscenze che, a pieno titolo, meritano di essere celebrate. Non solo perché tante cose possono aggiungere sull’Uomo di Vinci nelle sue passioni, ambizioni, emozioni. Ma soprattutto perché ancora tante cose possono insegnare sulla storia e per la storia dell’Uomo di oggi.Non solo perché tante cose possono aggiungere sull’Uomo di Vinci nelle sue passioni, ambizioni, emozioni. Ma soprattutto perché ancora tante cose possono insegnare sulla storia e per la storia dell’Uomo di oggi.

Un’eredità che Chiave di Vino – l’originale format di eventi che fa del Vino e Musica uno strumento di comunicazione con cui narrare la cultura del nostro territorio – vuole raccontare con l’impegno sfidante di valorizzare, attraverso la forza aggregante e trasversale di Leonardo viticoltore, quella fitta trama di ricchezze naturali, risorse intellettuali e capacità innovative che hanno fatto del nostro territorio un patrimonio materiale e immateriale universalmente riconosciuto.

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“L’esistenza di un Leonardo viticoltore, chef, musicista – spiega Patrizia Parretti, ideatrice insieme alla sorella, di Chiave di Vino – è una realtà storica di grande interesse attuale. Basti pensare a cosa significa oggi parlare di vino e di alimentazione: risorse economiche ma, sempre di più, valori fondanti della nostra identità e veicoli di immagine con cui comunichiamo al mondo le eccellenze del nostro territorio. Per noi, dunque, parlare di Leonardo viticoltore in chiave di vino sarà il modo migliore per celebrare le tante storie di successo di cui la Toscana in primis ma poi l’Italia intera è ricca e ancora tutta da scoprire”.

Partner principale e culturale dell’iniziativa di Chiave di Vino è la Fondazione Leonardo 500, una delle prime e più rappresentative istituzioni dedicate alla multiforme personalità di Leonardo, la cui missione è creare valore attraverso un attento programma di investimenti e progetti sul proprio territorio di intervento: Vinci, la città metropolitana di Firenze e la Toscana. Per Fondazione Leonardo 500  le  storie  di  vino  che  saranno  raccontate  lungo il percorso eno-musicale “Leonardo in Vigna” attraverso i luoghi che più strettamente conservano le tracce di questo inedito Leonardo, saranno l’occasione per dare corso alla sua missione quale realtà attiva e propulsiva al servizio dello sviluppo sostenibile ed equilibrato del territorio.

Sarà Prato, città vicina a quel di Carmignano dove Leonardo ha trascorso molto dei suoi anni toscani, la prima tappa con cui «Leonardo in Vigna» darà il via al suo percorso. L’evento si svolgerà presso il Museo del Tessuto – una delle più rappresentative e innovative istituzioni culturali della città.  “L’eno-concerto proposto da Chiave di Vino ha incontrato subito il nostro interesse perché mette in luce l’esperienza di Leonardo viticoltore, chef, musicista, aspetti poco conosciuti della sua vita- afferma Filippo Guarini, direttore del Museo del Tessuto- Quest’attività va nella stessa direzione della programmazione culturale del Museo che con la mostra “Leonardo da Vinci, l’ingegno, il tessuto” e le attività collaterali ha voluto portare all’attenzione del pubblico gli aspetti meno noti delle sua grande capacità progettuale, come quelle applicata alla meccanica tessile.”. Una collocazione esclusiva per Chiave di Vino, che non poteva trovare luogo più emozionale, significativo e mediatico per dare corso al festival di vini e musica con cui celebrare il geniale toscano diVino.

 L’evento si svolgerà secondo una formula Chiave di Vino ormai collaudata e apprezzata.

Al professor Ciuffoletti, storico e profondo conoscitore del mondo e della storia del vino, e all’agronomo Grassi il compito di delineare la personalità multiforme e trasversale di Leonardo viticoltore, chef, agronomo. Nei suoi codici, Leonardo annotava il modo con cui si doveva appendere l’uva per conservarla in inverno e disegnava il “broncone”, cioè quel palo traverso che serviva per sostenere le viti. Leonardo era appassionato di cucina: “Del buon mangiare ha scritto ricette e indicato l’equilibrato consumo. Non era vegetariano! Più giusto definirlo un moderno precursore di ciò che oggi conosciamo, e celebriamo, come la sana «dieta mediterranea»” spiega Ciuffoletti.

La serata proseguirà sulla scia dell’eno-concerto Chiave di Vino, con l’ascolto-degustazione dei vini gentilmente offerti da Luigi Pocaterra, produttore di Bacchereto, orgoglioso così di celebrare quel mondo “dove Leonardo è cresciuto, dove si è cullato di quella natura. Era la zona dove i nonni di Leonardo avevano una casa, dove Leonardo ha passato la sua infanzia”.

Ad introdurre il momento musicale sarà il M° Battiston, fisarmonicista di fama internazionale, che ha voluto condividere l’esperienza in chiave di vino apprezzandone finalità e linguaggio. Per farne anche l’occasione di raccontare che Leonardo musicista è stato l’inventore di uno strumento che 300 anni dopo si è chiamato fisarmonica.

A chiudere la serata, il momento conviviale di degustazione dei vini e di assaggi delle gustose dolcezze gentilmente offerte dal Biscottificio Antonio Mattei, una preziosa eccellenza del territorio a cui dobbiamo tributare storia e tradizione.

  • Dopo Prato, “Leonardo in Vigna” proseguirà nel suo percorso, con le prossime tappe estive di Cerreto Guidi e Vinci, poi Firenze, per arrivare anche a Milano e Torino. Saranno storie di umana genialità a raccontare, tappa dopo tappa, le scoperte e le intuizioni lungimiranti del genio toscano, per rintracciarne, a 500 anni di distanza, quelle storie di eccellenze e di modernità della nostra attualità che dimostrano come il nostro Territorio ha saputo fare tesoro dell’immenso patrimonio di saperi che Leonardo ci ha lasciato in eredità.

Gli eventi vedranno il coinvolgimento di istituzioni e operatori dei territori coinvolti in questo percorso narrativo, contribuendo con le loro iniziative ad arricchire il messaggio culturale di Leonardo viticoltore, chef, musicista.

“Leonardo in Vigna” ha il Patrocinio del Consiglio Regionale della Toscana e la sua realizzazione è stata resa possibile anche grazie al prezioso contributo di Fondazione CR Firenze.

“Da anni lavoriamo per portare i nostri eventi eno-musicali sul territorio, dove ci sia una tradizione da valorizzare, un’eccellenza da celebrare – conclude Patrizia Parretti – Questo progetto è sicuramente una tappa importante del nostro più ampio progetto Chiave di Vino; avere la collaborazione di importanti istituzioni territoriali, quali Fondazione CR Firenze e Fondazione Leonardo 500 è la dimostrazione che stiamo lavorando nella direzione giusta.”

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