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Le donne che hanno cambiato il mondo e gli allievi dell’Accademia di Belle Arti: a Venturina successo dei ritratti dipinti in via della Fiera

Focus, Livorno

“Fiera! Donne che hanno cambiato il mondo”, ovvero 54 ritratti di donne dipinti da studenti ed ex studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze che hanno letteralmente trasformato l’aspetto di via della Fiera a Venturina Terme. L’inaugurazione di una nuova opera è sempre un momento positivo, lo è ancora di più quando si tratta della conclusione di un percorso al quale hanno lavorato tante persone e in particolare giovani, il valore è ancora maggiore. Presenti alla cerimonia tutti gli artisti, tanti cittadini e autorità. A fare gli onori di casa nella Sala Sefi dove si sono tenuti i discorsi augurali  il presidente Sefi Leonardo Carolini che ha sottolineato il ruolo e le iniziative della società di servizi comunale, con la sindaca Rossana Soffritti, il vicesindaco e assessore alla cultura Jacopo Bertocchi e naturalmente il professor Saverio Calogero Vinciguerra.  Arrivati per l’occasione anche Luciano Modica, ex presidente dell’Accademia che è stato incaricato di portare il saluto anche da parte degli attuali vertici e Dora Liguori, una delle donne ritratte indicata proprio dall’Accademia, attivista, musicista e scrittrice che ha lavorato, come ha affermato lei stessa, affinché fosse approvata la legge per equiparare i titoli di accademia e di conservatorio musicale alla laurea.

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In un discorso che ha riassunto l’esperienza di collaborazione tra il comune di Campiglia e l’Accademia la sindaca Soffritti ha sottolineato che Venturina “con una lunga storia legata alla presenza di acque termali, aveva bisogno di essere trattata con una cura particolare per abbellire, dopo il recupero del mausoleo romano di Caio Trebazio, altri luoghi come i crocevia, le strade, le scuole e i parchi e per questo l’amministrazione comunale ha investito in questo”.  Il muro che separa il centro urbano dall’area fieristica ha una sua funzionalità che esteticamente non valorizza  la città e allora “è arrivata l’idea di usarlo come supporto per l’arte, come finestra sul mondo anziché come strumento di separazione”. Il tema dell’omaggio alle donne era stato lanciato nel 2018 per le iniziative culturali e da lì è partito lo studio per vedere cosa fosse possibile fare  “Non c’è posto per l’improvvisazione e la superficialità se si vuole fare bene – afferma Soffritti – la grande illusione molto in auge da qualche tempo che l’improvvisazione possa essere un metodo vincente , direi che è proprio solo un’illusione”.

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Un apprezzamento deciso è arrivato dal prof. Modica sia per il percorso condiviso con il Comune di Campiglia sia per il programma di eventi culturali che per un mese sarà l’adeguata cornice entro la quale si inscrive l’inaugurazione della mostra permanente: “Sono rimasto ammirato per la profondità per il livello culturale di questo programma  che farebbe invidia a una grande città per il numero e la scelta dei temi. E’ la dimostrazione che la provincia italiana nella sua accezione più positiva è un patrimonio inestimabile che credo non ci sia in altri paesi”.

Informale e appassionato il professor Vinciguerra che ha detto di sentirsi a casa, tra amici, e di voler sottolineare l’importanza dei cardini che stanno alla base dei lavori dell’accademia: formazione e ricerca, innovazione e valorizzazione che vengono messi in pratica con i progetti che negli anni sono stati portati avanti. “I nostri ragazzi sono artisti che vivono nella contemporaneità e quindi non solo fanno arte ma sanno anche trovare soluzioni che sfruttano le nuove scoperte dell’industria e dei materiali”.

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L’assessore Bertocchi ha ringraziato i ragazzi e il professore che anche nei momenti di difficoltà, che sono stati numerosi data la complessità dei progetti e la loro consistenza nel tempo, ha sempre cercato con responsabilità e passione le soluzioni possibili. “Il professore è sempre stato in prima linea conquistando la fiducia e la stima dei suoi studenti e della nostra comunità” ha detto Bertocchi che ha rilevato come questo lavoro sia “la summa, sintetizzata anche dal video curato da Lorenzo Manzini, dei 10 anni di lavoro di questo assessorato – ha detto Bertocchi – caratterizzato dal dialogo tra istituzioni diverse, fatto non scontato perché ogni ente ha le sue modalità e i suoi percorsi, che qui siamo riusciti ad armonizzare con i risultati che oggi vediamo e che credo siano la carta vincente delle governance culturale intrapresa”.

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