Le “7 Voci” al Goldoni: il baritono Alberto Mastromarino torna sul palcoscenico livornese quasi 17 anni dopo la “Cavalleria” (presente il presidente Ciampi) che riaprì lo storico teatro dopo anni di restauro. Un recital con molte emozioni. Gli intermezzi del pianista Flavio Fiorini. La recensione di Fulvio Venturi

di FULVIO VENTURI

A quasi diciassette anni di distanza da quella produzione di “Cavalleria rusticana” che il 24 gennaio 2004, alla presenza di Carlo Azeglio Ciampi e sotto l’egida musicale di Massimo de Bernart, segnò la riapertura del teatro, Alberto Mastromarino torna al Goldoni per un récital nell’ambito della rassegna 7voci “Chi fermerà la lirica?”.

Nel silenzio irreale, negli ampi spazi vuoti della càvea livornese, Mastromarino ha scelto come incipit della serata tre romanze di Francesco Paolo Tosti delle più conosciute e trascinanti: “Ideale”, su testo di Carmelo Errico, “Malia”, su testo di Rocco Pagliara e “L’alba separa dalla luce l’ombra”, sui fiammeggianti versi che Gabriele d’Annunzio scrisse per Giuseppina Mancini nel progettato poema d’Amaranta. Sempre dal repertorio dei brani da salotto Mastromarino ha eseguito la Serenata che Pietro Mascagni musicò nel 1894 sulle omonime stanze facenti parte di Postuma, raccolta un tempo popolarissima, uscita dalla fantasia di Olinto Guerrini sotto l’avatar letterario di Lorenzo Stecchetti.

Dopo che Flavio Fiorini, maestro accompagnatore al pianoforte, ha eseguito un’altra intensa pagina mascagnana, il “Sogno” da “Guglielmo Ratcliff”, Alberto Mastromarino è entrato nella parte operistica del programma cantando non senza emozione la “romanza della stella”, “O, du, mein holder Abendstern” dal “Tannhäuser”. Dopo il celebre brano wagneriano, Flavio Fiorini ha eseguito l’intermezzo da “Suor Angelica” e Mastromarino ha concluso il récital con due brani verdiani di grande impegno quali “Credo in un Dio crudel” da Otello ed “Ehi! Taverniere” da Falstaff. Quindi, a suggello della serata, l’Interludio dal secondo atto della Fedora di Umberto Giordano per l’esecuzione pianistica di Flavio Fiorini.

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