La Val d’Orcia attraverso le foto, dal 1925 ad oggi. Digitalizzato il patrimonio di immagini grazie al progetto On My Mind promosso dal Parco

Da non perdere, Siena

Con le sue icone universalmente riconoscibili è tra i paesaggi più fotografati al mondo, patrimonio Unesco dal 2004, il legame tra uomo e paesaggio della Val d’Orcia immortalato nelle fotografie dal 1925 ad oggi, è stato completamente digitalizzato e reso per la prima volta fruibile online, grazie alla campagna fotografica Val d’Orcia On My Mind promossa dal Parco Artistico Naturale e Culturale (sopra il titolo e nella fotogallery alcune schermate dal sito del Parco). I cittadini, chiamati a partecipare attivamente alla produzione del materiale, sono stati i protagonisti della campagna che ha avuto l’obiettivo di rintracciare le testimonianze fotografiche più autentiche dell’evoluzione di un territorio, icona della Toscana nel mondo, nelle mente delle persone che lo abitano e renderlo un patrimonio digitalizzato disponibile. Disponibili e consultabili online oltre 250 scatti dal 1925 ai giorni nostri che ricostruiscono il legame tra uomo, paesaggio e tradizioni.

“L’archivio fotografico del Parco della Val d’Orcia – dichiara Alessio Bucciarelli, amministratore Unica Val d’Orcia srl – è uno strumento di fondamentale importanza in ottica di osservazione e verifica dello stato del sito UNESCO e di valorizzazione dell’elemento fondante del nostro “paesaggio culturale”: il legame con le persone, cittadini residenti ma anche i turisti, cittadini temporanei, che incidono fortemente sulla salvaguardia dello sviluppo in chiave sostenibile del territorio”. Di qui la valenza turistica del progetto, valorizzato da un restyling generale del sito web che valorizza l’archivio arricchendolo di contenuti sotto forma di storie, eventi, attrazioni, esperienze che raccontano il territorio a partire dalla sua vera identità.

“Il progetto – continua Bucciarelli – si inserisce nella più ampia strategia di sviluppo del Parco, espressione della visione strategica dei cinque Comuni (Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza, San Quirico d’Orcia e Radicofani), del progetto condiviso di territorio che parte dal 2004 con il riconoscimento UNESCO e continua oggi con la recente approvazione dell’Ambito Turistico Regionale da parte di Regione Toscana.
Il lavoro fotografico si è concentrato prima di tutto nel recuperare del materiale fotografico d’archivio utile alla comprensione della storia e dell’evoluzione del paesaggio culturale della Val d’Orcia grazie alla collaborazione con la Fondazione Tagliolini e il Gruppo fotografico piantino”. Questo lavoro è stato propedeutico per capire in linea generale gli aspetti storici colti dalla fotografia (il tema del lavoro, la natura, i luoghi, la società, gli eventi), una chiave di lettura utile ad analizzare l’iconografia contemporanea della Val d’Orcia rispetto al passato. E’ stato poi realizzato un reportage fotografico ex-novo sulle persone, sulle storie e sui paesaggi della Val d’Orcia nell’epoca successiva al riconoscimento Unesco. La digitalizzazione del materiale di archivio e l’attivazione del reportage fotografico disponibili sul sito istituzionale www.parcodellavaldorcia.com fanno emergere i segni evolutivi della storia recente della Val d’Orcia.

Il materiale digitalizzato è stato inserito in un’apposita sezione del portale: le tradizioni viaggiano così sulla linea del tempo, dalle fotografie d’epoca fino alle immagini dei giorni nostri; le immagini del passato e del presente possono scorrere in parallelo, una di fronte all’altra, oppure tutte le immagini possono essere visionate negli archivi storici fino al presente della Val d’Orcia. E’ una piattaforma aperta ai contributi dal territorio: cittadini, enti pubblici, operatori turistici possono contribuire allo sviluppo dell’archivio e dei contenuti del sito tramite una specifica call pubblicata sul sito stesso o mettendosi in contatto con lo staff del Parco (info@parcodellavaldorcia.com)

Il progetto è promosso da Val d’Orcia srl e realizzato da Ciclica, agenzia di comunicazione e marketing territoriale e Primamedia azioni di comunicazione, grazie al contributo del MIBACT, nell’ambito “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale”, posti sotto la tutela dell’UNESCO” – Legge 20 febbraio 2006, n.7

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