La memoria musicale di Dante con il Quintetto Polifonico Italiano “Clemente Terni”. Appuntamento nel Monastero delle Clarisse di San Casciano

Firenze, Musica

Nel Monastero delle Sorelle Clarisse di San Casciano (giardini Santa Chiara D’Assisi; ingresso libero) domenica 21 ottobre 2018 alle 18, nel centenario della nascita di Clemente Terni, il Quintetto Polifonico Italiano “Clemente Terni” presenta «La memoria musicale di Dante nel De Vulgari Eloquentia e nella Commedia», uno spettacolo che prende spunto dalle citazioni musicale dirette e indirette presenti nell’opera di Dante.

Il programma comprende musiche di Notker Balbulus, Peire Cardenal, Berenguer de Palou, Thibaut de Champagne, Gace Brulé, Arnaut Daniel e di vari anonimi, nella trascrizione di Clemente Terni. Introduce la musicologa Donatella Righini. Il quintetto è composto da Lorena Giacomini (soprano), Costanza Redini (contralto), Gualtiero Spini (tenore), Oronzo Parlangéli (baritono), Guglielmo Visibelli (basso).

Nel convento delle Clarisse di San Casciano il Maestro Terni ha composto un retablo dal titolo “Le Clarisse di San Casciano” e in questa chiesa sono state eseguite dal vivo e registrate su cd varie sue composizioni (“Frate Elia”, “Donna Chiara”, “I racconti del Figlio dell’Uomo”).
Nel concerto del 21 ottobre viene sviluppato il tema, affascinante e raramente indagato, del retroterra musicale che fece da sfondo alla vita di Dante, la cui eco si riverbera sovente nelle sue opere, sia in citazioni dirette che in influenze ipotizzabili. Giova ricordare che la poesia medievale era di fatto musica, non solo perché veniva quasi sempre intonata, ma anche per la natura delle sue strutture formali, fondate sul numerus (“numero delle parti”, scrive Dante nel Convivio) , che era di competenza della Musica come scienza del Quadrivio.

Il progetto esecutivo de La memoria musicale di Dante nasce da uno studio commissionato negli anni Ottanta al maestro Clemente Terni dalla Società Dantesca Italiana; da questo scaturì la versione da concerto. Vi si trovano luoghi cruciali della Commedia e del De Vulgari Eloquentia associati a canti del repertorio liturgico e paraliturgico, ad alcune laude cortonesi, a melodie attinte dal repertorio dei trovatori. In alcuni casi il riferimento di Dante a composizioni ben precise è diretto; in altri invece è il Maestro Terni ad individuare la relazione fra il contenuto e la forma della poesia dantesca e le musiche alle quali il poeta avrebbe attinto o fatto più o meno esplicito richiamo; in altri casi ancora le citazioni poetico-musicali introdotte da Dante vengono associate a intonazioni coeve, secondo un uso ampiamente documentato dalle fonti. L’incipit stesso della Commedia sembra tener conto del canto Media vita in morte sumus, il cui testo è così riconoscibile nelle prime tre terzine. Ad Amor che nella mente mi ragiona, nella Commedia intonata da Casella, si è adattata una melodia di Peire Cardenal, l’ultimo grande trovatore provenzale (sec. XIII). Per quanto riguarda il Padre nostro è ipotizzabile che Terni abbia voluto liberamente «comporre» una salmodia fatta di semplicità formale (il canto si sviluppa su una sola nota) e di grande efficacia declamatoria. Sembra in conclusione che Terni, alla luce della sua grande conoscenza filologica e musicale, abbia da un lato individuato quei riferimenti musicali per amor di studio, ma si sia poi abbandonato, da vero artista qual era, ad una «ri-composizione» di un percorso di atmosfere evocative musicali, quasi a dar «immagine sonora» alle diverse ambientazioni dantesche.

Il Quintetto Polifonico Italiano “Clemente Terni”, formato nel 2004 da Guglielmo Visibelli, si pone nel solco tracciato dall’esperienza concertistico-vocale del “Quintetto Polifonico Italiano” fondato da Clemente Terni, compositore, musicologo, organista e cantante (1918-2004). Il Quintetto Polifonico Italiano “Clemente Terni”, costituito da cantanti di varia estrazione e formazione musicale, si dedica principalmente al repertorio polifonico puro, a cappella, dai primi organa medievali al repertorio tardo-rinascimentale, passando attraverso la grande produzione sacra e profana dell’età d’oro del Rinascimento musicale italiano e spagnolo.

QuintettoTerni_2015webCaratteristica peculiare di questa formazione è una ricerca approfondita sul canto che, pur nella più rigorosa filologia, si distacca molto dall’ ideale di una “voce strumentale”. Si indaga, viceversa, una vocalità complessa, piena e completa, ricca di vitalità espressiva. Particolare cura viene messa nel definire la fusione e l’impasto tra le voci, affrontando gli stessi affascinanti enigmi sonori con cui si sono misurati i compositori antichi, che ben sapevano organizzare il suono secondo un’ampia prospettiva acustica e in una continua corrispondenza tra gli armonici delle voci e quelli sollecitati nell’ambiente. Parallelamente vi è una grande attenzione nel curare l’articolazione fonetico-vocale dei testi, in una realtà sonora in cui la musicalità metrica della parola è determinante. Tale ricerca di umanità e coerenza espressiva non manca mai di restituire la profonda poesia di questi tesori musicali, troppo facilmente connotati come lontani e complessi, e che possono invece stupire e commuovere per la capacità immediata di comunicare emozioni, pensieri ed immagini.

L’Istituto Clemente Terni – Associazione di cultura e prassi musicale è nato, con il beneplacito di Elisa Aragone Terni, nel giugno 2011 per iniziativa di un gruppo di musicisti e persone di cultura che si riconoscono nella figura di Clemente Terni, musicista, storico, compositore, didatta; in particolare condividono e fanno propria l’idea di musica come fenomeno espressivo non circoscrivibile al solo ambito estetico, ma come categoria sottesa a tanti aspetti del sapere e della cultura del passato e della contemporaneità. Per promuovere questo doppio itinerario opportunamente integrato, l’Associazione ha l’intento di dar vita, da un lato, a una serie di iniziative, concerti, seminari, incontri, conferenze, attività didattiche, e dall’altro di incrementare e promuovere le forze musicali nate per impulso del Maestro Terni e già attive: il Quintetto Polifonico Italiano “Clemente Terni” ed il Complesso Musica Instrumentalis.

La storia dell’insediamento delle Clarisse a San Casciano Val di Pesa (Firene) ha radici remote e sotto certi aspetti suggestivi. In questo ridente paese del Chianti fiorentino le sorelle occupano oggi un antico convento francescano il cui inizio risale alla fine del Quattrocento. E’ il 15 agosto 1492 la data ricordata dalle Cronache dei Frati Minori per la solenne inaugurazione dell’intero complesso, costituito da un edificio rinascimentale di proporzioni impegnative e da una chiesa corredata da alcune cappelle, con un campanile che ancora oggi svetta sulle case del paese. Il complesso, intitolato originariamente a san Francesco, ma di fatto poi denominato La Croce “per rispetto d’una gran croce – dicono le cronache del tempo – che i frati, quando lo si prese, piantarono sulla strada che va a San Casciano”, è sempre stato oggetto di cura sia da parte dei francescani che della popolazione, rimasta legata al convento nel corso delle vicissitudini del tempo. Senza dubbio, per la disponibilità dei frati e per la fede semplice e genuina della gente, il luogo veniva a costituire fin dalle origini un valido punto di riferimento spirituale e culturale per la comunità locale.
Proprio in questo convento nato dal cuore dei Sancascianesi, è giunta nel 1978 una comunità di Clarisse provenienti da Volterra, costretta a trasferirsi dall’antica cittadina etrusca a causa dell’inagibilità del loro monastero.

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