La compagnia Leviedelfool a Lucca. “Mio eroe” a Calenzano, Ibsen a Monsummano e tanta ironia a Bientina

È un lavoro drammaturgico e formativo che da Van Gogh parte e a Van Gogh ritorna quello realizzato dalla compagnia Leviedelfool, impegnata a Lucca dal 24 al 26 febbraio 2017, al teatro San Girolamo, con la nuova proposta di GiglioLab, il laboratorio di drammaturgia applicata alla scena dal titolo “La sedia vuota”, e mercoledì 1 marzo alle ore 21 (ancora al San Girolamo) con lo spettacolo “Made in China – Postcards from Van Gogh”.

“La sedia vuota” affronta il tema dell’assenza attraverso la drammaturgia e la pratica attoriale a partire dalle suggestioni suscitate dal famoso dipinto di Vincent Van Gogh. «Sono tornato a casa – scriveva Van Gogh – e ho visto la sedia di Paul accanto al tavolo, dov’erano rimasti, ancora dal giorno prima, i suoi libri e i suoi quaderni… Ho cercato di dipingere il suo posto vuoto.» Nel corso del laboratorio si lavorerà su ciò che ci parla dell’assenza rendendola presenza, attraverso un percorso capace di portare il “Teatro” all’interno del “Quadro”, e viceversa.

“Made in China – Postcards from Van Gogh” (foto grande sopra il titolo di Nico Buchi) si sviluppa attraverso quadri il cui flusso – afferma il drammaturgo e regista dello spettacolo, Simone Perinelli – è interrotto da episodi a sé stanti che si esauriscono nel loro stesso compiersi. La ricerca scenica punta a trovare delle note nuove circa il lavoro attoriale a due, cercando di contrastare quelle che sono le garanzie, ma anche i cliché, del rapporto uomo-donna sulla scena. Lo stile richiama quell’universo kitsch ed effimero proprio dell’oggetto cinese a basso costo. Un lavoro attoriale a due su una drammaturgia originale fortemente condizionata dall’opera del pittore olandese. La produzione pittorica, quella letteraria: le lettere a Theo, ma soprattutto quelle a Emile Bernard e alla sorella Wilhelmina. Il lavoro nasce da un’attenzione meticolosa ai dettagli degli ultimi quadri, quelli dipinti durante il periodo di maggiore agitazione psicotica. Proprio da quei dettagli il testo prende vita e scorre attraverso suggestioni e richiami a quattro dipinti scelti: autoritratto con orecchio bendato, la sedia vuota, la notte stellata, la camera di Vincent ad Arles.

Nata ufficialmente a Roma nel 2010, la compagnia Leviedelfool vive dei progetti artistici di Simone Perinelli e della collaborazione a 360 gradi di Isabella Rotolo e ha sede nel Teatro Comunale di Calcata. La compagnia, che rappresenta i propri spettacoli sia in Italia che all’estero, lavora su drammaturgie originali ponendosi l’obiettivo di dar vita ad un teatro contemporaneo in grado di collegare l’arcaico con il moderno. “Made in China – Postcards from Van Gogh” è sostenuto e prodotto dalla Fondazione Teatro della Toscana.

I biglietti per Made in China – Postcards from Van Gogh costano 5 euro (già disponibili alla biglietteria del teatro del Giglio).

“GOBBO E MATTONI” AL TEATRO DELLE SFIDE DI BIENTINA

Tra comicità e ironia tagliente, in scena una galleria di personaggi da bar per la rassegna “Teatro Liquido” di Guascone. Sabato 25 febbraio 2017, al Teatro delle Sfide di Bientina, l’attore toscano Riccardo Goretti mette in scena il suo nuovo spettacolo “Gobbo a Mattoni. Ovvero, Soliloquio a 2 voci per cinquant’anni di cultura popolare” (in basso una foto di scena) che interpreta insieme a Massimo Bonechi che ne cura la regia. Cinquanta anni di storia di un circolo di provincia che sta per chiudere. Riccardo Goretti è “Arci-noto” al pubblico di Guascone Teatro per le collaborazioni con Andrea Kaemmerle ma lo si è conosciuto anche nei suoi lavori, come “Annunziata detta Nancy”, caratterizzati da una vena di poesia e ironia corrosiva. Questo nuovo lavoro va nella stessa direzione e presenta una galleria di personaggi da bar restituendo un po’ di quel folklore di paese ormai in estinzione, di cui molti sentono nostalgia.

Goretti, detto in paese “Sindachino”, è fermo al suo tavolo da briscola, al circolino, ad aspettare i suoi compagni di sempre: “Krusciovve”, il suo compare storico, due volte sindaco del paese, passato da Pci a Pds a Ds a Pd a non votante. “Dumenuti”, che da ragazzo faceva l’attore nel teatro e da vecchio s’è rovinato col videopoker. “La Madonnina”, Marigia Martinelli, che pare una madonnina in effetti, ma bestemmia come un camionista. Ma stasera nella sala delle carte non viene nessuno. Perché domani il circolino, dopo 50 anni esatti d’onorata carriera, chiuderà per sempre. Son tutti di là, a festeggiare, a dare l’addio a quelle sale ingiallite dal tempo e dalle sigarette. Il Sindachino non s’arrende, aspetta e racconta. Racconta di sé (poco) e degli altri (tanto) e di cosa è accaduto in 50 anni dentro al circolino.

Per informazioni: 3280625881 – 3203667354 – info@guasconeteatro.it – www.guasconeteatro.it Biglietti: intero euro 10, ridotto euro 8.

“MIO EROE”, GIULIANA MUSSO IN SCENA AL TEATRO DELLE DONNE DI CADENZANO

Una straordinaria Giuliana Musso (nella foto a destra) va in scena sabato 25 febbraio 2017 al Teatro delle Donne di Calenzano (ore 21,15, biglietti 13/10/5 euro, via Mascagni 18, Calenzano, Firenze) per la prima toscana di “Mio eroe”, spettacolo ispirato alle storie di alcuni militari italiani caduti in Afghanistan durante la missione ISAF (2001-2014).

Storie raccolte dalla voce delle loro madri, che testimoniano con devozione la vita di figli che non ci sono più, ne disegnano il carattere, il comportamento, gli ideali. Costruiscono un altare di memorie personali che trabocca di un naturale amore per la vita. Cercano parole e gesti per dare un senso al loro inconsolabile lutto ma anche all’esperienza della morte in guerra, in tempo di pace. Nell’alveo di questi racconti intimi, a tratti lievi a tratti drammatici, prende però forza e si fa spazio un discorso etico e politico. In “Mio Eroe”, la voce stigmatizzata della madre dolorosa, da sempre sequestrata nello spazio dei sentimenti, si apre un varco, esce dagli stereotipi e si pone interrogativi puntuali sulla logica della guerra, sull’origine della violenza come sistema di soluzione dei conflitti, sul mito dell’eroe e sulla sacralità della vita umana. Il dolore delle madri può superare la retorica militarista che ci impedisce di ragionare sulla guerra, quando siamo di fronte al feretro coperto dal tricolore, e affonda con la forza dei sentimenti in una più autentica ricerca di verità. In queste testimonianze femminili il tema della pace e il tema della maternità risuonano per quello che ancora sono: miti pubblicamente venerati e segretamente dileggiati.

Solo alla fine del monologo sarà forse visibile, come una filigrana in controluce, che la voce delle madri piangenti è la voce della razionalità umana.

BIGLIETTI: 13 euro, previste riduzioni. Prevendite: circuito www.boxofficetoscana.it e online www.boxol.it — Biglietteria del teatro dalle ore 18. Teatro Manzoni – via Mascagni 18 – Calenzano
teatro.donne@libero.it – www.teatrodelledonne.com
Tel 055 8877213 / teatro.donne@libero.it

“CASA DI BAMBOLA” AL TEATRO YVES MONTAND DI MONSUMMANO TERME

Domenica 26 febbraio 2017 (ore 21), al Teatro Yves Montand di Monsummano Terme va in scena un grande classico di fine Ottocento, “Casa di bambola” di Henrik Ibsen, diretto da Roberto Valerio e prodotto dall’Associazione Teatrale Pistoiese che vede nel cast un gruppo di artisti che hanno realizzato negli ultimi anni spettacoli di valore, molto apprezzati da pubblico e critica. Lo spettacolo arriva al Montand nel corso della tournée 2016/2017 che lo ha visto ospite, con grande successo, in importanti teatri: tra gli altri, il Comunale di Ferrara, il Vascello di Roma e il Metastasio di Prato.

La degustazione:  prima dello spettacolo, nuovo appuntamento con la degustazione a cura di Slow Food Valdinievole e Mercato della Terra con i salumi di cinta senese della Azienda Agricola Il Ruscello, di Guido Nenna, di Chianni, accompagnati da Vino bianco Igt Toscana Savium della Azienda Agricola Marini Giuseppe di Pistoia.

Quando nel 1879 “Casa di bambola” fu rappresentato per la prima volta, il dramma suscitò scandalo e polemica ovunque per la sua lettura come esempio di un femminismo estremo; tanto che in Germania Ibsen fu addirittura costretto a trovargli un nuovo finale, perché la protagonista si rifiutava di impersonare una madre da lei ritenuta snaturata. Ma, al di là di ogni contenuto polemico, il dramma resta opera di una grande e complessa modernità, abitata da personaggi capaci di parlare ancora ai nostri contemporanei. Una nuova e attenta rilettura di questo grande classico di fine ‘800 che, attraverso la riscrittura e rielaborazione scenica del testo, dà vita ad uno spettacolo dove il centro è “il dramma nudo”, spogliato di bellurie ottocentesche e convenzioni borghesi. “Casa di bambola è un testo complesso e seducente – spiega Roberto Valerio – e restituisce molteplici e potenti suggestioni. È l’intreccio dialettico di una crisi, di una transizione, di un percorso evolutivo; è il ritratto espressionista (L’urlo di Munch è del 1893) di un disperato anelito alla libertà che crea però angoscia e smarrimento”.

Prevendita in corso: Biglietteria Teatro Manzoni / Pistoia 0573 991609 – 27112. Nei giorni 25 e 26 febbraio anche alla Biglietteria del Teatro Montand Monsummano Terme 0572 954474 (dalle 16.30 alle 19.30)

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