La città più medagliata d’Italia: Livorno, lo sport e i suoi campioni attraverso foto, letture e articoli di giornale

Da non perdere, Livorno

Al termine dell’anno olimpico, che ha portato a Livorno altri importanti risultati, apre i battenti alla Biblioteca Labronica di Villa Fabbricotti una mostra che rende omaggio alla storia sportiva della città più medagliata d’Italia e ai suoi protagonisti. Dal 17 dicembre 2016 e fino al 5 febbraio 2017 saranno infatti mostrate al pubblico le collezioni della biblioteca: foto, documenti e giornali dei campioni di tennis, ciclismo, nuoto, scherma e tanti altri sport.

L’esposizione nasce da un’accurata ricerca in tutti gli archivi presenti nella biblioteca, sono stati quindi  selezionati documenti fotografici, giornalistici e bibliografici che testimoniano e rendono visibili i momenti più entusiasmanti e memorabili di tanti sport. Si va dunque dalle fotografie del passato e dal gioco del “pallone elastico” fino agli articoli relativi ai successi di Rio 2016 (sul podio del nuoto Gabriele Detti), seguendo un percorso che attraversa epoche e discipline diverse, tenute insieme dal filo rosso della livornesi. Durante i quasi due mesi di esposizione sono previste varie iniziative, fra cui una speciale visita guidata (domenica 8 gennaio 2017 alle 16), letture e racconti, due tavole rotonde e il gran finale con lo spettacolo “Picchi” di Alessandro Brucioni e Michele Crestati. La tavola rotonda
“Vita da campioni” è in agenda per il 16 gennaio 2017 alle ore 17 mentre  il 20 gennaio, sempre alle 17, ci saranno le letture e i racconti con Rossano Vittori e Rodolfo Graziani. Il 24 gennaio si parlerà di “Sport e spettacolo” e domenica 5 febbraio via libera al gran finale con Brucioni e Crestacci.

Lo sport a Livorno. “Il motivo più plausibile che spiega la così grande concentrazione di campioni a Livorno sta nel fatto che in origine qui si sono mischiate genti provenienti da tutto il mondo…” Questo il pensiero di Rodolfo Graziani, dell’Associazione atleti Olimpici e Azzurri d’Italia, che pare romanticamente dareuna spiegazione del presente e del glorioso passato sportivo della città.

Olimpiadi e non solo. Nell’anno della medaglia di bronzo olimpica a Rio di Gabriele Detti nei 400 metri stile libero di nuoto, ecco ritrovare le vittorie e i piazzamenti di tanti altri atleti: l’oro del fiorettista Andrea Baldini a Londra (gara a squadre), l’oro di Giulia Quintavalle, judoka di Rosignano,  sul tatami di Pechino 2008 dove anche Luca Agamennone salì sul podio (argento) con la sua poderosa voga nel 4 senza. Sempre a Pechino si ricorda il bronzo dello sciabolatore Aldo Montano, oro ad Atene 2004, esponente di una famiglia di grandi campioni. Ed ecco allora apparire le foto, tante foto, comprese quelle di Nedo Nadi e di altri campioni scattate dal grade fotografo Bruno Miniati. Tanta grande scherma, ma anche il canottaggio e quindi i mitici Scarronzoni (foto grande sopra al titolo), otto vogatori che conquistarono l’argento alle Olimpiadi del 1932 e del 1936. Per arrivare agli ultimi alfieri del calcio, da Cristiano Lucarelli a Igor Protti, leader della squadra amaranto che negli anni Duemila tornò finalmente in serie A su quel campo intitolato ad un altro grande livornese, Armando Picchi, mitico libero dell’Inter degli anni d’oro di Moratti presidente e Helenio Herrera allenatore. Infine le foto in bianco e nero di Luciano Ciriello (il fotografo del Telegrafo e poi Tirreno, scomparso di recente) e Mario Seghetti, insieme a tanti articoli di giornale, continuano nel frattempo a raccontare mille storie di sport in salsa labronica.

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