Un momento delle prove de La boheme al Goldoni_con il regista Joao Aboim 3

“La Bohème” al Teatro Goldoni di Livorno il 19 e 20 gennaio (poi a Pisa e Lucca). In attesa dell’opera la prima presentazione-concerto (presentata da Franco Bocci). Le note del direttore artistico Alberto Paloscia

Concerti e Lirica, Livorno, Lucca, Pisa

E’ stata presentata nel foyer del Teatro Goldoni, la produzione ed il cast de “La bohème”, il capolavoro di Giacomo Puccini che debutterà sabato 19 gennaio 2019, alle ore 20.30 e domenica 20, alle ore 16.30 per la stagione lirica. Successivamente andrà insieme cena anche al Teatro Verdi di Pisa e al teatro del Giglio di Lucca. 

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Si tratta di una nuova produzione (di cui parleremo ampiamente nei giorni precedenti il debutto, nda) per L.T.L. OperaStudio, il laboratorio permanente di formazione, specializzazione e perfezionamento per le professioni del teatro musicale, operante dal 2001 nell’ambito delle attività dei Teatri di Livorno, Pisa, Lucca. 

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Questa nuova edizione di LTL (la 17^), vede il Goldoni di Livorno quale teatro capofila e per allestimento, scene e costumi si avvale della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino nell’ambito del Protocollo d’intesa “Opera nella Regione Toscana” (nella foto a destra il soprano Donata D’Annunzio Lombardi, insegnante masterclass di tecnica vocale e stile, che ha èpartyecipato alla presentazione livornese).

 

Alla presentazione sono intervenuti Marco Leone (nella foto sopra a sinistra è la persona in piedi con il microfono) direttore generale del Teatro Goldoni, Alberto Paloscia Direttore artistico stagione lirica, Lorenzo Maria Mucci Coordinatore LTL, Gianna Fratta Direttore d’orchestra e João Carvalho Aboim che riprende la regia realizzata da Bruno Ravella per il Maggio Fiorentino nel settembre 2017. Erano presenti tutti i componenti del cast la cui scelta è il risultato del Progetto LTL Opera Studio 2018. In mezzo al pubblico, anche il cantante, autore e musicista fiorentino Piero Pelù (foto sotto a destra).

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Nel frattempo di parlerà dell’opera pucciniana anche nel corso di due “Presentazioni-Concerto” ad ingresso libero, nel corso delle quali il pubblico potrà conoscere ed ascoltare in anteprima i protagonisti della nuova produzione targata LTL Opera Studio. 

Il primo appuntamento è per venerdì 11 gennaio 2019, alle ore 21.15 presso il circolo tennis di Villa Lloyd (via Pietri, 7); interverranno i soprani Maria Bagalà e Antonella Biondo, il tenore Francesco Fortes, il baritono Francesco Solinas ed il basso Alessandro Yague, con Bojie Jin, al pianoforte. In programma le arie  più celebri dell’opera: “Che gelida manina”, “Si, mi chiamano Mimì”, “Vecchia zimarra”, il  Valzer di Musetta il Duetto tra Rodolfo e Marcello ed il meraviglioso quartetto finale con cui si chiude il terzo atto. L’iniziativa, che sarà presentata da Franco Bocci, vedrà la partecipazione del direttore artistico Alberto Paloscia e del regista dell’opera João Carvalho Aboim.  A tutti gli intervenuti sarà rilasciata una speciale promozione riservata alla recita pomeridiana della domenica.

(A seguire una fotogallery delle prove in palcoscenico: le immagini sono di Augusto Brizzi, come la foto di gruppo dei protagonisti inserita nelle note del direttore artistico).

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***LA SCHEDA

Livorno, Teatro Goldoni

Sabato 19 gennaio, ore 20.30 – Domenica 20 gennaio, ore 16.30

Pisa, Teatro Verdi

Sabato 16 febbraio, ore 20.30 – Domenica 17 febbraio, ore 15.30

Lucca, Teatro del Giglio

Sabato 16 marzo, ore 20.30 – Domenica 17 marzo, ore 16

LTL OPERASTUDIO 2018

La bohème

Scene liriche in quattro quadri su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, 

dal romanzo Scènes de la vie de bohème di Henri Murger

musica di Giacomo Puccini

Editore Casa Ricordi, Milano

personaggi e interpreti (in o.a.)

Mimì Maria Bagalà / Martina Gresia  

Musetta Antonella Biondo / Dioklea Hoxha / Blerta Zhegu   

Rodolfo Francesco Fortes / Rosolino Claudio Cardile  

Marcello Jaime Eduardo Pialli / Francesco Solinas  

Schaunard Tommaso Caramia  / Gangsoon Kim / Matteo Loi   

Colline Michele Gianquinto / Alessandro Yague 

Parpignol Francesco Fortes / Rosolino Claudio Cardile / Massimo Froli  

Benoît e Alcindoro Alessandro Ceccarini 

Sergente dei doganieri Giorgio Marcello

Un doganiere Paolo Morelli

La scelta degli interpreti e dei Maestri collaboratori è il risultato del Progetto LTL Opera Studio 2018

Direttore Gianna Fratta

Regia di Bruno Ravella ripresa da João Carvalho Aboim

Assistente alla regia Tecla Gucci 

Scene Tiziano Santi

Costumi Angela Giulia Toso 

Luci Bruno Ciulli

OGI Orchestra Giovanile Italiana

CLT Coro Lirico Toscano

Maestro del coro Flavio Fiorini

Coro Voci Bianche della Fondazione Teatro Goldoni

Maestro del coro Laura Brioli

Allestimento, scene e costumi sono della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino 

nell’ambito del Protocollo d’intesa “Opera nella Regione Toscana”

Scene adattate dalla produzione 2017 de La bohème della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Coproduzione Teatro Goldoni Livorno, Teatro del Giglio Lucca e Teatro Verdi di Pisa 

in collaborazione con Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

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***L’ECLETTICO E FASCINOSO ITER DEL TEATRO MUSICALE PUCCINIANO

di ALBERTO PALOSCIA (*)

“La jeunesse n’a qu’un temps”, questo il titolo di una poesia di Henri Murger, l’autore del romanzo e della pièce teatrale da cui Puccini, Illica e Giacosa trassero quello che è considerato il primo autentico capolavoro dell’eclettico e fascinoso iter del teatro musicale pucciniano e che il grande musicologo Fedele D’Amico, uno dei primi pionieri italiani della Puccini Renaissance, pose come titolo a un suo storico saggio sulla Bohème pucciniana. Ho voluto esordire con questa citazione per sottolineare che il nucleo poetico di quest’opera che ancora oggi non cessa di coinvolgerci e di commuoverci, è proprio il trascorrere della giovinezza con le sue gioie, speranze e dolori, che l’Autore fa vivere sulla pelle di un gruppo di artistoidi squattrinati, che oggi si definirebbero borderline, miscelando motivi ricorrenti di matrice wagneriana e facendoci toccare con mano quella “vita gaia e terribile” narrata da Murger.

È chiaro che Bohème è campo d’azione e palestra ideale per giovani artisti. E per molti cantanti è stato un autentico trampolino di lancio per una grande carriera; basti pensare alla storica edizione firmata alla Scala nel 1963 dal duo Herbert von Karajan-Franco Zeffirelli, passata alla storia come “la Bohème dei giovani” che aprì la carriera a quella che viene giustamente considerata la Mimì per antonomasia, Mirella Freni, e ad altri celebri cantanti quali Gianni Raimondi, Rolando Panerai, Adriana Martino e Ivo Vinco. 

Di qui la scelta del Progetto LTL Opera Studio, che riprende il suo corso  e giunge al diciassettesimo anno di vita, dopo alti traguardi artistici insigniti tra l’altro del prestigioso Premio Franco Abbiati della Critica Musicale Italiana, di puntare sul capolavoro di Puccini, avvalendosi di un altro punto di forza dei nostri teatri: il  protocollo stilato con la Regione Toscana e con il Maggio Musicale Fiorentino, che ci consente di utilizzare le migliori produzioni allestite negli ultimi anni dal Teatro dell’Opera di Firenze. Tra queste la produzione di Bohème realizzata nell’autunno del 2017 dal Teatro del Maggio sotto l’egida di “Passione Puccini”, firmata da Bruno Ravella, un giovane regista italiano ormai radicato in Gran Bretagna, formatosi alla scuola di grandi uomini di teatro quali David Mc Vicar e John Cox. Al suo fianco uno dei più affermati e geniali scenografi italiani, Tiziano Santi, e la giovane costumista Angela Giulia Toso. Una Bohème fedelissima al dettato musicale e drammaturgico pucciniano, immersa in una sorta di realismo cinematografico ma per certi versi anche onirico.

Il cast de La Boheme al Teatro Goldoni 10gen2019

Lo spettacolo viene ripreso a Livorno e nei teatri del circuito toscano da un giovane collaboratore di Ravella, il portoghese João Carvalho Aboim, uomo di teatro di solida formazione musicale formatosi come regista lirico proprio in Italia, tra Verona, Firenze e Macerata, spesso al fianco di illustri registi quali Lorenzo Mariani, Marco Gandini, Francesco Micheli e Valerio Binasco. E la giovane età di Aboim saprà senz’altro trasmettere ai freschi ed entusiasti elementi del nutrito cast la joie de vivre, il ripiegamento interiore, la malinconia e la disperazione, che accomuna tutti i personaggi di un’opera prettamente “corale” e collettiva come la Bohème pucciniana. Agli stessi criteri di fedeltà al testo musicale ed al suo messaggio poetico risponde la scelta di un direttore donna, Gianna Fratta, alle prese con un titolo dove l’elemento femminile è preponderante. Fratta, già allieva di celebri direttori quali Bellugi, Renzetti e Ahronovitch, vede come suo maestro di riferimento per l’opera un grande pucciniano di stretta osservanza, quale il compianto Bruno Bartoletti: il rigore delle sue prove musicali al pianoforte, la sua fedeltà alle indicazioni musicali ed espressive, la sua attenzione alla parola è stata fondamentale per i nostri giovani interpreti sia nella fase formativa che in quella della preparazione dello spettacolo. Al vero e proprio work in progress che è tutto il percorso di LTL, fondamentale è stato il contributo di tutti i docenti, tra i quali vorrei ricordare il soprano Donata D’Annunzio Lombardi, ovvero una delle maggiori interpreti pucciniane di oggi, che ha cesellato da par suo i nostri giovani interpreti, avvalendosi della lunga consuetudine con quest’opera, dove si è imposta tanto nel ruolo di Musetta che in quello di Mimì.

Un’ultima considerazione: La bohème fa parte dell’esplorazione del teatro musicale di Puccini che è uno dei fili conduttori della programmazione lirica del nostro teatro, ovvero l’attenzione a Mascagni e ai suoi compagni di cordata della “Giovine Scuola Italiana”; tra l’altro, La bohème fu uno delle opere predilette del Mascagni direttore d’orchestra – memorabile l’esecuzione da lui diretta nel 1930 che diede il via a quello che oggi si chiama “Festival Puccini” – e nell’agosto 1897 vide l’esordio proprio al Teatro Goldoni con questo titolo un giovane astro nascente della lirica mondiale: Enrico Caruso. 

Quale miglior segno augurale per i nostri giovani interpreti?

(*) Alberto Paloscia è direttore artistico della stagione e lirica del Teatro Goldoni di Livorno

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