King Crimson in tour, doppia data a Firenze

Concerti e Lirica

di Marco Ferri

I miti non si trovano solo nei libri. Talvolta calcano le polverose assi dei palcoscenici. E suonano anche. I King Crimson, quelli “targati” Robert “Bob” Fripp, tornano in Italia con un nuovo tour. Otto date in quattro città italiane, due delle quali saranno a Firenze, l’8 e il 9 novembre prossimi, al Teatro Verdi (via Ghibellina, 99 – tel 055.212320, inizio ore 21, biglietti esauriti).

La band, che nei 47 anni di esistenza ha più volte cambiato formazione (in effetti fino a oggi Fripp ha suonato nella stessa band insieme ad altri 21 musicisti), è da sempre ritenuta una delle più innovative della scena internazionale, capace di creare un mix di rock e psichedelia, con venature jazz e perfino di musica classica. Nonostante i generi si siano evoluti e si siano perse tante piccole peculiarità (oggi tutto ciò che non è classificabile va sotto l’etichetta di rock progressivo, definizione che alimenta solo la confusione), i King Crimson hanno dimostrato di rimanere al passo coi tempi, pur percorrendo un sentiero autonomo, anche se perfettamente riconoscibile. Nella doppia data fiorentina i King Crimson si presenteranno con una formazione particolarmente ricca: insieme al leader Robert Fripp, saliranno il sassofonista Mel Collins, Tony Levin al basso, Jakko Jakszyk alla chitarra e i tre batteristi Gavin Harrison, Jeremy Stacey e Pat Mastelotto.

Soprattutto sarà interessante rivedere (e soprattutto riascoltare) insieme Fripp e Collins, quest’ultimo già membro dei King Crimson dal 1970 al 1972 (anni in cui furono incisi dischi come In the Wake of Poseidon, Lizard e Islands) per poi farvi ritorno nel 2013. Un altro musicista “osservato” speciale del tour dei King Crimson sarà indubbiamente Tony Levin, nella band sin dal 1981, riconosciuto a livello internazionale e costantemente richiesto per il suo talento come bassista. A lui si devono, tra l’altro, irripetibili performance allo stick bass e l’utilizzo disinvolto dei campionatori quando si ritrovava a fare il one-man-band se pur nell’ambito di live dei King Crimson.

La scaletta dei concerti – che viene decisa poco prima di ogni live – in un’inarrestabile altalena di suoni e emozioni, si rivelerà una sorta di “best of” della longeva band inglese, prevedendo comunque alcuni, irrinunciabili capolavori dei KC, da Larks’ Tongue in Aspic a The Court of the Crimson King, da Epitaph a Red, da Starless a Easy Money, fino al gran finale che non potrà non essere il brano-manifesto dove tutto ebbe inizio, quasi mezzo secolo fa, 21st century schizoid man.

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