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Una mostra dedicata a Suor Plautilla Nelli, un profumo di AquaFlor e la ricerca di capolavori da restaurare da parte di Jane Fortune

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Jane Fortune è la presidente della The Advancing Women Artists Foundation e si è innamorata di AquaFlor – sede a Firenze in Borgo Santa Croce –  al punto da voler creare un profumo tailor-made nella cui essenza riconoscere le donne artiste che sono state per secoli invisibili. Il profumo si chiamerà “Invisible”, con fragranze floreali, note di testa di foglie di limone e violette, un accordo di gelsomino ed osmanto, per terminare con una concreta di iris ed una preziosa assoluta di rosa.

Un progetto che verrà presentato ufficialmente il 2 marzo 2017 in occasione della presentazione del restauro e la campagna di raccolta dei fondi per l’Ultima Cena di Plautilla Nelli, all’Antico Refettorio di Santa Maria Novella, dove il quadro sarà collocato nel 2018. E pochi giorni prima del taglio del nastro di una mostra (dall’8 marzo, giornata della festa della donna) dedicata, presso gli Uffizi, proprio all’arte diSuor Plautilla Nelli. Il profumo debutterà durante l’edizione di Pitti Uomo di giugno 2017 nel corso di un evento presso AquaFlor. Le vendite saranno strumento di crowdfunding per finanziare il restauro dell’Ultima Cena.

CHI ERA SUOR PLAUTILLA NELLI

Suor Plautilla Nelli è una delle tante donne dimenticate dalla storia dell’arte, il cui recupero è stato reso possibile grazie proprio all’organizzazione statunitense, The Advancing Women Artists Foundation di cui Jane Fortune è presidente (nella foto davanti a un’opera di Plautilla Nelli nel cenacolo di San Salvi, scatto di Leo Cardini). Tutto è iniziato una decina d’anni fa durante un soggiorno fiorentino di  Fortune, presidente nonché fondatrice di AWA, che entrò in contatto con un libro sulla monaca cinquecentesca Suor Plautilla Nelli ed ebbe la possibilità di osservare le sue opere, rimanendone affascinata e constatando al tempo stesso il loro urgente bisogno di restauro. Questa scoperta innescò una riflessione su quante altre “donne invisibili” giacessero nelle chiese e nei musei fiorentini in attesa di essere salvate dall’oblio.

ALLA RICERCA DEI TESORI ARTISTICI DIMENTICATI

Da quel momento la missione di Jane Fortune è stata ed è tuttora quella di andare alla ricerca di questi tesori artistici nascosti e di provvedere al loro restauro per riportarli all’antico splendore (nell’immagine a destra operazione di pulitura di “Santa Caterina con il giglio” di Suor Plautilla Nelli, immagine di Francesco Cacchiani). AWA ha restaurato opere della Nelli in numerosi luoghi della Toscana, come  il Museo di San Marco, il Museo del Cenacolo di San Salvi e il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi, mentre altri suoi lavori presenti a Palazzo Vecchio e nel Convento di San Domenico a Siena sono ora oggetto di restauro. Alcune di queste opere, ancora inedite, saranno esposte alla mostra a lei dedicata presso gli Uffizi  dove verrà inaugurata l’8 marzo 2017 (resterà aperta fino al 4 giugno, nell’ambito delle mostre temporanee per l’anno 2017). Le donne entrano gratuitamente nel giorno dell’inaugurazione. La rassegna appartiene all’iniziativa annuale promossa da Eike Schmidt, direttore degli Uffizi, per riscoprire le donne artiste nei secoli.

FIRENZE E L’ARTE AL FEMMINILE

Perché proprio Firenze? La città toscana è stata un importante centro per l’arte femminile grazie alla presenza dei Medici. Granduchi e granduchesse furono promotori della vita artistica e culturale cittadina, commissionando opere a una miriade di autori, tra i quali si contavano anche numerose donne. Ma gli ostacoli riservati alle donne che desideravano occuparsi d’arte erano molteplici e nel Cinquecento la via privilegiata per accedere alla pittura era per loro la vita monacale, senza contare i moniti del riformatore moralista Girolamo Savonarola, che promuoveva la pratica artistica tra le religiose come un modo per sfuggire all’indolenza.

Ed è per questo che molte loro opere oggi giacciono dimenticate nei conventi e nei monasteri. Suor Plautilla Nelli è un illustre esempio di questa tendenza (nella foto “Santa Caterina e il giglio” dopo il restauro, immagine di Dominigue Erabatti). Fece il suo ingresso nel convento domenicano di Santa Caterina da Siena, considerato uno dei più prestigiosi d’Italia per le virtù delle consorelle-artiste. È la capostipite dell’arte femminile a Firenze nel Cinquecento, citata dal Vasari, il quale scrive che “avrebbe fatto cose meravigliose se, come fanno gl’uomini, avesse avuto commodo di studiare ed attendere al disegno e ritrarre cose vive e naturali”. Non potendo usufruire di alcun tipo di educazione artistica, fu soltanto copiando disegni e dipinti e usando corpi femminili come modello che raggiunse la sua maturità artistica, riuscendo a dar vita a una fiorente bottega che coinvolgeva numerose allieve.

L’ULTIMA CENA

La mostra agli Uffizi, curata da Fausta Navarro, studiosa della Nelli, vuole dimostrare tramite l’esposizione dei suoi dipinti e dei codici miniati la straordinaria vitalità culturale del monastero femminile. Il convento assume le sembianze di una scuola d’arte dove non si pratica solo la pittura, ma anche la miniatura. I due codici manoscritti con all’interno le graziose miniature della suora pittrice sono gli ultimi lavori restaurati da AWA (nella foto a destra, di Kirsten Hills, il direttore di Awa Linda Falcone mentre esamina il codice manoscritto). Benché oggi il suo nome rimanga sconosciuto alla maggioranza del pubblico appassionato d’arte, la Nelli godette di grande stima fra i suoi contemporanei. Realizzò soprattutto dipinti dai soggetti religiosi e quadretti votivi. Le opere di una suora non avevano soltanto un valore spirituale, ma anche una valenza quasi magica, mistica, e possederne una era considerato un simbolo di prestigio. Uno dei quadri più importanti da lei realizzati è l’Ultima Cena. Dipingendo questa tela, la Nelli si confronta con i grandi protagonisti della pittura come Leonardo da Vinci, Domenico Ghirlandaio e Andrea del Sarto, solo per citarne alcuni. Il grande quadro è l’unico al mondo con questo soggetto che sia stato dipinto da una mano femminile e AWA ha lanciato una campagna di crowdfunding di portata internazionale per finanziarne il suo restauro. Nel 2018 l’opera verrà esposta nel complesso di Santa Maria Novella, in concomitanza con l’ampliamento del museo che ripristinerà l’unità dell’antica comunità domenicana.

IL FIORINO D’ORO A JANE FORTUNE

La dedizione di Jane Fortune a Firenze e il salvataggio di oltre quaranta opere di pittrici sono stati premiati con la consegna, nel 2016, del Fiorino d’oro, il premio più importante per il capoluogo toscano, donato a chi abbia contribuito a dar lustro alla città. Perché per le donne artiste ci sia un futuro, è necessario recuperare il loro passato. E chi meglio di Suor Plautilla Nelli può essere considerata il simbolo di questa altra metà della Storia?

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