Indossiamo la cultura: la moda su Google Arts & Culture, compresi lo stiletto rosso di Ferragamo per Marilyn e i tessuti di Prato

Arte, Firenze, Prato

Tremila anni di storia della moda e del costume riuniti nella più grande sfilata di stili diversi debuttano online (dall’8 giugno 2017) nel nuovo progetto di Google “We wear culture” disponibile sulla piattaforma Google Arts & Culture. L’iniziativa è frutto di una collaborazione con il Museo Salvatore Ferragamo e oltre 180 istituzioni culturali di fama mondiale di ogni parte del mondo, da New York a Londra, da Parigi a Tokyo, da San Paolo a Firenze e Prato. Infatti una selezione di tessuti dalle collezioni antiche del Museo del Tessuto della città tessile toscana è ora disponibile online come parte dell’esposizione internazionale che che è stata presentata a Parigi (compresa una visita – nella foto – attraverso lo street view del museo pratese che permette di visualizzare alcuni tessuti antichi con immagini ad alta risoluzione accompagnate da dati tecnici).museotessuto

Utilizzando tecnologie all’avanguardia, il progetto consente di esplorare stili e look di epoche diverse, a partire dall’antica Via della seta, passando per le mode sofisticate di Versailles, fino al punk britannico o alle storie che sono alla base degli abiti che indossiamo oggi. Pezzi iconici che hanno cambiato il modo di vestire di intere generazioni, come i tacchi alti di Marilyn Monroe (nella foto particolare di un’installazione durante una mostra dedicata a Marilyn al Museo Ferragamo di Firenze) o l’abito nero di Chanel, vengono riportati in vita grazie ad alla tecnologia VR (realtà virtuale). Otto esposizioni virtuali, che includono, la storia del famoso stiletto di Marilyn Monroe e Il racconto delle creazioni che Salvatore Ferragamo ha pensato per le più famose icone di Hollywood.

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Le diverse mostre digitali presentano icone, movimenti, pionieri e trendsetter fra cui Alexander McQueen, Marilyn Monroe, Cristóbal Balenciaga, Coco Chanel, Salvatore Ferragamo, Audrey Hepburn, Christian Dior, Helmut Newton, Irving Penn, Yves Saint Laurent, Manolo Blahnik, Gianni Versace, Oscar de la Renta, Pierre Balmain, Vivienne Westwood, Miyake Issey e tanti altri.

Esperti di moda, curatori e stilisti nonché università, musei e ONG da ogni parte del mondo hanno collaborato al progetto per dimostrare che la moda fa parte della nostra cultura, costituisce una forma d’arte ed è il frutto di una vera e propria artigianalità. Le tecnologie all’avanguardia di Google, inclusi la realtà virtuale, i video a 360°, i tour con Street View e le immagini “gigapixel” ad altissima risoluzione, sono state usate per preservare le collezioni e renderle disponibili a tutti.

Le storie di quattro pezzi iconici che hanno cambiato la storia della moda vengono portate in vita attraverso video in VR disponibili su YouTube o con un visore per la realtà virtuale:chanelcoco

L’abito nero di Chanel da Parigi, in Francia (1925), che ha cambiato radicalmente il codice di abbigliamento dell’indumento nero, rendendolo un pezzo esclusivo nell’armadio di ogni donna (nella foto a destra Coco Chanel negli anni Venti in tubino nero).
Lo stiletto di Marilyn Monroe di Salvatore Ferragamo da Firenze, in Italia (1950-60), i tacchi a spillo rosso scarlatto che sono divenuti espressione di legittimazione, successo e sensualità per le donne (nella foto a sinistra Marilyn Monroe in una scena del film “Gli uomini preferiscono le bionde”). monroe
Maglia e gonna che si ispirano al kimono di Comme des Garçons da Kyoto, in Giappone (1983), che mostra come Rei Kawakubo abbia portato l’estetica e l’artigianato dei kimono giapponesi tradizionali e contemporanei sul palcoscenico mondiale attraverso modelli radicali.
Il corsetto di Vivienne Westwood da Londra, nel Regno Unito (1990), che celebra l’interpretazione unica della stilista di uno degli abiti più controversi della storia, facendo incontrare il mondo dell’arte e quello della moda.

Amit Sood, direttore di Google Arts & Culture, ha dichiarato: “Invitiamo tutti a scoprire le storie che sono alla base degli abiti che oggi indossiamo abitualmente con il progetto We Wear Culture, su Google Arts & Culture. Potreste rimanere sorpresi nello scoprire che i jeans o l’abito nero nel vostro guardaroba hanno cento anni di storia. Quello che indossiamo è autentica cultura e, molto spesso, un’opera d’arte.”

We wear Culture è disponibile online su g.co/wewearculture e attraverso l’app Google Arts & Culture su iOS e Android.

Il Museo Salvatore Ferragamo

Il Museo Salvatore Ferragamo è un museo aziendale, dedicato alla storia dell’azienda Ferragamo, alla vita del suo fondatore e alle sue creazioni: le calzature, sintesi straordinaria di ricerca estetica e tecniche artigianali innovative. Inaugurato nel maggio 1995 il Museo a Palazzo Spini Feroni, nel cuore di Firenze, è stato fondato dalla famiglia Ferragamo con la volontà di far conoscere al pubblico di tutto il mondo le qualità artistiche di Salvatore Ferragamo e il ruolo che egli ha ricoperto nella storia non solo della calzatura, ma anche della moda internazionale.museoferrag

 A partire dalla metà degli anni ’90 il museo ha realizzato molteplici progetti di mostra il cui obiettivo è quello di raccontare la storia di un uomo e di esprimere l’apertura e l’interesse di un’azienda attraverso l’utilizzo di molteplici linguaggi artistici, passando dal design fino ad arrivare alla moda come mezzo di comunicazione per la diffusione di uno stile di vivere e di vestire. A conferma del valore culturale dell’istituzione, nel 1999 la Salvatore Ferragamo ha ricevuto il Premio Guggenheim Impresa e Cultura, conferito alle aziende che ogni anno si contraddistinguono per importanti investimenti nell’ambito culturale..
www.ferragamo.com/museo/it/ita Piazza Santa Trinita 5r, Firenze Tel. +39 055 3562846

Google Arts & Culture

Google Arts & Culture è un nuovo spazio online che permette agli utenti di esplorare le opere d’arte, i manufatti e molto altro di oltre mille musei, archivi e organizzazioni che hanno lavorato con il Google Cultural Institute per trasferire online le loro collezioni e le loro storie. Disponibile sul web da laptop e dispositivi mobili, o tramite l’app per iOS e Android, il sito è pensato come un luogo in cui esplorare e assaporare l’arte e la cultura online. Google Arts and Culture è una creazione del Google Cultural Institute.

L’esposizione virtuale “We wear culture” è disponibile online su g.co/wewearculture e attraverso l’app Google Arts & Culture su iOS e Android.

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