Incontri ravvicinati con la musica e gli strumenti musicali: al Conservatorio Mascagni di Livorno presentazione dei corsi di formazione musicale per bambini

Livorno, Musica

Sosteneva Sergio Liberovici, compositore e didatta torinese, che la convenzione alfabetica e la sua notazione – fatta di infinite combinazioni di segni complessi, quelli alfabetici, appunto, e niente affatto semplici da riprodurre – sono assai più complesse della convenzione musicale e della sua scrittura, che consiste, quest’ultima, nel far segni più o meno grandi in una griglia che definisce cinque righi e quattro spazi. Nella griglia, che chiamiamo pentagramma, la grandezza dei segni indica la durata dei suoni e la posizione verticale ne indica l’altezza, la frequenza: dunque un codice semplice, intuitivo, d’immediata comprensione. E perciò concludeva che per i bambini è più facile imparare e leggere e scrivere la musica piuttosto che a leggere e a scrivere la lingua. (Sopra il titolo: un concerto dell’orchestra del Mascagni composta da giovani studenti).

Ed è ormai dimostrato scientificamente che lo studio della musica mette in moto aree cerebrali che, altrimenti, restano dormienti: come dire che chi studia musica ha una marcia in più.

La nostra scuola, però, riserva alla musica uno spazio ancora marginale e, soprattutto, poco praticato nella primissima età scolare.

I Corsi di Formazione Musicale per i Bambini del Conservatorio Pietro Mascagni, a Livorno, vogliono, da un lato, ovviare questa lacuna della scuola primaria; ma possono essere anche strumento di rivelazione precoce di disposizioni, vocazioni o addirittura di veri e propri talenti.

Lunedì 23 settembre 2019 alle 17, nella sede del Conservatorio Mascagni, in via Galilei 40, Edy Bodecchi, che cura i Corsi di Formazione Musicale per i bambini, presenta alle famiglie e ai bambini i corsi del nuovo anno.

“C’è un aspetto del fare musica in età precoce, cui forse si fa poco caso e che desidero rilevare”, afferma Edy Bodecchi. “Fare musica e fare musica insieme, sviluppa, da un lato, la socializzazione e, dall’altro, stimola la creatività individuale”; e precisa che in questo percorso dentro il mondo della musica i bambini non procedono per imitazione ma, al contrario, per processi creativi autonomi. “Lavorando sulla creazione di storie, che poi vengono da loro stessi musicate, i bambini si cimentano con l’invenzione, a creare, cioè, qualcosa che esiste solo perché loro l’hanno pensata”.

Bodecchi descrive l’itinerario che compie con i piccoli e ricorda che la musica è anch’essa un linguaggio, uno strumento di comunicazione. “Spesso un bambino timido trova proprio nell’espressione musicale la possibilità di far emergere la sua personalità, di entrare dunque in relazione con gli altri, di comunicare con loro in una lingua nuova, liberatoria”.

Uno spazio rilevante in questo percorso assume l’attività corale. “Cantare in coro abitua all’ascolto degli altri, per capire cosa stanno facendo e fare quando la medesima musica, quando, invece, una musica complementare. E quindi il canto corale – continua Bodecchi – non ha solo un ‘importante valenza nella pratica della musica ma ha anche un ruolo molto incisivo dal punto di vista strettamente pedagogico”.

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