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Impazziscono i flash dei fotografi per “Gotine rosse” di Fattori: l’emozione della scoperta dell’opera alla fine del viaggio da Torino a Livorno. Resterà per quattro mesi al Museo Civico di Villa Mimbelli

Arte, Livorno

di ELISABETTA ARRIGHI

Alle 17.30, in questo tempo d’autunno inoltrato, fa buio. Il parco di Villa Mimbelli, l’antica dimora di una famiglia facoltosa insediatasi a Livorno un paio di secoli fa, è immerso nell’oscurità squarciata soltanto dall’alone dei lampioni. La villa – oggi di proprietà comunale – è in fase di ristrutturazione esterna, e quindi ingabbiata dai ponteggi. Ma davanti all’ingresso del Museo Civico Giovanni Fattori c’è una piccola folla che entra a piccoli passi, per raggiungere la Sala degli Specchi al primo piano dove “Gotine rosse” aspetta di essere svelata. Si tratta di una tela di Fattori che “torna a casa” per quattro mesi dalla Gam, la Galleria d’arte moderna di Torino dove è in corso (fino al 24 marzo 2019), la grande mostra”I Macchiaioli – Arte italiana verso la modernità” per la quale il Museo livornese ha prestato (avviando una collaborazione reciproca) tre opere della propria collezione civica (I novellieri del Decameron di Enrico Pollastrini, La Signora Martelli a Castiglioncello di Giovanni Fattori e Paesaggio con bovi di Serafino De Tivoli).

 

Per salire nel grande salone dove un tempo si muovevamo i componenti della famiglia Mimbelli (compreso Francesco Maria, che diventerà ammiraglio e comandante dell’Accademia Navale che si trova a meno di cento passi dalla dimora), una stanza per le feste, tutta stucchi, dorature, specchi e lampadari in vetro di Murano, si percorre una scalinata scenografica, la cui balaustra è sorretta da putti in ceramica. Si calpesta un tappeto rosso che rende i passi felpati e quindi appena percettibili. Un tappeto  lungo il quale, poco prima, è salita verso la Sala degli Specchi anche la teca rossa e tecnologica (con apparecchiature interne di monitoraggio e atmosfera controllata) che due addetti al trasporto da Torino a Livorno hanno aperto con lentezza. Via il coperchio, via il primo cartone, poi una lastra di materiale assorbente e infine l’involucro dal quale, lentamente, i due addetti – indossando guanti di lattice – hanno sollevato “Gotine rosse”.

Che emozione veder uscire dallo “scrigno” la tela di Fattori, pronta a “invadere” con la sua bellezza la sala gremita di pubblico (almeno 150 persone) che hanno applaudito. Un applauso alla bellezza, alla luce, al tratto del Maestro, ai colori… di questo piccolo grande capolavoro di Giovanni Fattori. Poi i flash dei fotografi solo pr lei, per un’opera che, “tornando a casa”, è diventata una star.

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L’assessore Francesco Belais

Emozionato l’assessore alla cultura Francesco Belais, presente con alcuni funzionari e con il responsabile dell’Ufficio Musei e Cultura del Comune di Livorno, Giovanni Cerini, quindi la nuova direttrice scientifica dei Musei livornesi Paola Tognon e il capo conservatore della Gam torinese, Virginia Bertone, che ha accompagnato il viaggio verso Livorno dell’opera di Fattori, un olio su tavola del 1880 circa. Resterà a Villa Mimbelli fino al 24 marzo 2019, posizionato accanto ad altri due ritratti dipinti dal grande artista livornese, Ritratto di contadina e Ritratto della terza moglie. E proprio su un cavalletto, tra la contadina e la terza moglie, è stato esposto “Gotine rosse” che fino a marzo sarà la grande attrazione del Museo Civico Fattori, mentre dialoga con le altre due tele per raccontare la grandezza dell’artista.

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