Il senso del ridicolo: a Livorno salta l’edizione 2020 del festival a causa delle incertezze legate all’emergenza Covid-19. La nota di Luciano Barsotti presidente di Fondazione Livorno e di Olimpia Vaccari presidente di Fondazione Livorno – Arte e Cultura

Da non perdere, Livorno

Il festival sull’Umorismo non ci sarà. L’edizione 2020 del Senso del ridicolo si doveva svolgere nell’ultimo week end di settembre, ma le incertezze legate all’emergenza COVID-19 impongono uno stop. 

Gli organi di Fondazione Livorno e Fondazione Livorno-Arte e Cultura hanno deciso di annullare l’edizione del Festival “Il senso del ridicolo” del 2020. “È stata una scelta assai sofferta, frutto di una lunga riflessione – spiegano Luciano Barsotti, presidente di Fondazione Livorno e Olimpia Vaccari, presidente di Fondazione Livorno-Arte e Cultura – questi anni sono stati per noi molto importanti, grazie anche all’ottimo lavoro svolto dal direttore artistico Stefano Bartezzaghi e dalla società di comunicazione Stilema diretta da Anna Gilardi. Abbiamo investito risorse e tempo in un’iniziativa di approfondimento culturale, inaugurata nel 2015, che riteniamo fondamentale per la nostra mission e che non vorremmo abbandonare. Ormai il pubblico e la città si sono affezionati a questa manifestazione e sappiamo che c’è molta attesa per l’evento che si sarebbe dovuto tenere nell’ultimo weekend del mese di settembre. Ma non possiamo non tener conto delle numerose difficoltà e delle incertezze che avremmo incontrato proprio in questo periodo”.  

Le normative in materia di sicurezza connesse al COVID-19, infatti, limitano la gestione delle presenze agli spettacoli. Senza contare che l’attuale recrudescenza dell’epidemia avrebbe potuto far saltare il festival quando era già tutto pronto ed erano state ormai sostenute quasi totalmente le spese. 

“È un rischio che non possiamo permetterci se consideriamo anche le difficoltà economiche legate alla pandemia. Tra l’altro, il nostro territorio, già fragile prima del COVID, si trova oggi ad affrontare una profonda crisi, la Fondazione sarà chiamata a sostenere interventi importanti, e dovremo fare i conti con un’inevitabile contrazione delle risorse”.

Ci auguriamo comunque di poter uscire al più presto da questa situazione e di garantire di nuovo al pubblico una manifestazione culturale di sempre maggiore spessore.

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