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Il ruolo dei musei nella cultura globale di oggi. A Firenze (per due giorni) il convegno internazionale “Museology and Values: Arte e Dignità Umana nel XXI secolo”

Firenze, Focus

A Firenze, nelle giornate del 28 e 29 settembre 2018, si terrà il convegno internazionale “Museology and Values: Arte e Dignità Umana nel XXI secolo”, organizzato dall’Opera di Santa Maria del Fiore e dal Museo dell’Opera del Duomo (sopra il titolo, ph. Claudio Giovannini). Il convegno, entrato a far parte dell’European Year of Cultural Heritage 2018, per la sua rilevanza culturale, ha ricevuto dal Capo dello Stato Italiano, Sergio Mattarella, la “Medaglia del Presidente della Repubblica” e i patrocini del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Council of Europe, Unesco, Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione Architetti Firenze, Icom Italia.

Museology and Values: Arte e Dignità Umana nel XXI secolo, che nasce dall’esperienza del recente rinnovamento del Museo dell’Opera del Duomo, diretto da Timothy Verdon, vuole stimolare un dibattito sul ruolo dei musei nell’odierna cultura globale, chiedendo se educhino ancora al senso della dignità della persona. Nel modo in cui espongono e spiegano le opere, colmano la distanza tra passato e presente? Offrono alternative a una contemporaneità senza radici? Che dicono ai giovani, ai portatori di handicap, agli immigranti desiderosi d’integrarsi nelle nostre società?

Il direttore dello State Hermitage Museum di St. Peterburgs, Mikhail Borisovič Piotrovskij, in visita al Museo dell’Opera del Duomo ha dichiarato: “Un museo mantiene la memoria storica ed estetica della nazione e del mondo intero. Questo ricordo non è tramandato geneticamente. Deve essere assimilato attraverso la cultura, e il museo svolge un ruolo chiave in quanto raccoglie, studia e presenta cose genuine contenenti l’energia del tempo. È la Memoria che distingue l’uomo dall’animale. Non c’è nazione, città, paese, popolo e uomo senza memoria culturale”.

Timothy Verdon, direttore del Museo dell’Opera del Duomo, ha affermato: “I musei che partecipano al convegno hanno in comune di rendere chiaro all’odierno pubblico globalizzato opere concepite in altri tempi ad illustrazione di credenze e idee oggi dimenticate o semplicemente ignorate. Questi musei condividono inoltre la sfida comunicativa del nostro tempo democratico, proponendo i loro reperti non solo a visitatori ‘preparati’, come in passato, ma a categorie del tutto inedite: ragazzi, persone con handicap, turisti mordi e fuggi. Per tali nuovi fruitori non funziona l’elitario estetismo di prima: occorre un modo di esporre opere d’ingegno umano che, pur fedele al loro senso originale, riesce a toccare l’umanità di chi guarda—una ‘regia’ in cui gli attori sono dipinti e statue, una ‘direzione orchestrale’ in cui gli strumenti sono capolavori”.

Il convegno, aperto al pubblico gratuitamente, fino ad esaurimento posti, previa registrazione sul sito Museology and Values (https://museology.operaduomo.firenze.it/), sarà trasmesso in diretta streaming sul canale youtube dell’Opera di Santa Maria del Fiore: https://www.youtube.com/watch?v=w2q6E76yXrI.

L’altissimo livello di adesione all’evento suggerisce l’attualità del tema e riconosce il ruolo storico di Firenze nell’invenzione del modello occidentale del museo. Tra i relatori e partecipanti alle tavole rotonde figurano direttori e curatori di famosi musei, accademici specializzati e architetti attivi nel settore, tra cui: i direttori del Louvre (Jean-Luc Martinez), dello State Hermitage Museum di St. Peterburgs (Mikhail Borisovič Piotrovskij ), del Bode-Museum di Berlino (Julien Chapuis), del Kunsthalle di Mannheim (Ulrike Lorenz), della Gallerie degli Uffizi (Eike Schmidt), della Pinacoteca di Brera (James Bradburne), del Museo Egizio di Torino (Christian Greco), della Galleria dell’Accademia di Firenze (Cecilie Hollberg), della Gallerie dell’Accademia di Venezia (Paola Marini) e del Museo dell’Opera del Duomo (Timothy Verdon). Intervengono anche i curatori della National Gallery di Londra (Susanna Avery Quash), del Museo delle Arti Islamiche di Doha in Quatar (Mounia Chekhab Abudaya) e dei Musei Vaticani, Maria Serlupi Crescenzi, oltre al Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno a Firenze Cristina Acidini e il Vice Presidente delle Relazioni Internazionali del Museo della Bibbia di Washington, DC, Allen Quine. Antonio Paolucci, già ministro della Cultura della Repubblica Italiana ed ex direttore dei Musei Vaticani, offrirà una breve riflessione sul ruolo storico di Firenze nell’evoluzione dell’idea del museo. I saluti istituzionali saranno a cura di Sergio Givone, vice presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore e Antonio Lapis, Direttore Generale dei Musei MIBAC.
Nella seconda giornata la tavola rotonda presieduta da Adolfo Natalini include un intervento di Marco Magni – ambedue autori, insieme a Piero Guicciardini – del nuovo Museo dell’Opera del Duomo, e di altri architetti specializzati in allestimenti museali (Rispal, Micka, Canali) e docenti di museologia (Biscottini e Di Natale).

Sedi del convegno
Auditorium Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze
Centro Arte e Cultura dell’Opera di Santa Maria del Fiore

Per informazioni
https://museology.operaduomo.firenze.it/

 

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