Il primo virtual show della Galleria Il Ponte di Firenze: protagonista online l’artista Ben Vautier (dal 25 giugno al 17 luglio)

Arte, Firenze

Al via il 25 giugno 2020 la mostra virtuale Ben Vautier Virtual Show / selected works – opere scelte a cura di Andrea Alibrandi presso la Galleria Il Ponte – Firenze (www.galleriailponte.com) dove resterà visibile fino al 17 luglio 2020. La mostra è solo online sul sito della galleria.

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La Galleria Il Ponte presenta il suo primo Virtual Show. E’ una personale dedicata a Ben Vautier, uno dei personaggi di maggior rilievo nella diffusione delle teorie trasgressive di Fluxus. Maestro «[…] nel gioco sistematico delle annessioni all’universo dell’arte di tutto ciò che sembrerebbe esserne fuori […]», Ben usa la sua scrittura dal tratto infantile per indicare tutto ciò che è arte, e allo stesso tempo per togliere ad ogni oggetto indicato la propria fisicità, per farlo assurgere a concetto astratto.
La mostra sviluppa appunto l’idea de Il limite dell’arte per cui, seguendo la tradizione duchampiana, l’artista mette in discussione ogni confine riguardo a cosa si possa intendere per manufatto d’artista. In un gioco sempre più spericolato, dove quanto viene toccato dalla mano e dal suo segno-scrittura diviene arte, Ben ne rischia l’annullamento stesso del senso. La sua diventa così anche L’arte del limite, realizzata con feroce azzardo sul margine del completo azzeramento dei valori.

Virtual Show è una nuova modalità per presentare in questo periodo, prima di ritornare a quelle ufficiali nello spazio, le mostre della galleria. Lo spazio che abbiamo concepito è la riproduzione fedele di una delle stanze della galleria Il Ponte. Attraverso questo strumento, organizzeremo mostre personali di artisti con cui la galleria ha lavorato in passato, presentando piccole selezioni curate di opere. 

Ben Vautier. Selected works – Opere scelte conta un piccolo nucleo di opere (del 1970 e primi anni 2000) raccolte dalla Galleria Il Ponte durante gli anni di collaborazione con l’artista.

Biografia / Ben Vautier nasce nel 1935 a Napoli da madre occitano-irlandese e padre svizzero-francese e, dopo aver vissuto in diversi paesi: Turchia, Egitto, Grecia e Svizzera, nel 1949 si trasferisce a Nizza. Due anni dopo lascia la scuola e lavora in una libreria per quattro anni. Negli anni ’50 prende corpo il suo lavoro d’artista, legato alla tradizione dell’astrattismo, esercitato inizialmente nella mansarda de Le Nain Bleu, la libreria nizzarda dove è commesso. Nel 1954 apre un negozio di dischi usati Magazin che nel 1959 – anno in cui fonda anche la rivista Ben Dieu – rinominandolo Ben Doute de Tout Gallery, trasforma in un luogo di incontro per coloro che desiderano esporre e indagare nuovi aspetti dell’arte contemporanea. Ispirato da Yves Klein, Marcel Duchamp e i Nouveaux Rèalistes, Vautier sviluppa un personale stile distintivo con declinazioni Dada. Durante l’ultima metà degli anni ’50, l’artista lavora a composizioni che richiamano le macchine celibatarie di Jean Tinguely. Nei primi anni ’60 entra a far parte del Nouveau-Rèalisme dell’ambiente nizzardo, stabilendo stretti rapporti con Arman e Spoerri.
Partendo dai ready-mades di Duchamp, giunge alla conclusione che è solo la firma dell’artista a rendere tale l’opera d’arte e così Ben arriva a firmare ogni cosa capiti fra le sue mani, comprese le opere di altri artisti ed il suo proprio corpo. Ben ha ormai trovato quello che sarebbe diventato il suo “marchio di fabbrica”: istruzioni e commenti scritte in una semplice grafia corsiva, quasi ingenua, sugli oggetti più diversi o sulle tele, combinando scrittura ed elementi fumettistici. Nel 1960 tiene la sua prima personale Ben espose rien et tout in Laboratoire 32 al primo piano del suo negozio, spazio usato per esporre gli artisti di Fluxus e di altri movimenti contemporanei ad esso correlati.
Nel 1962 aveva conosciuto e iniziato a frequentare George Maciunas, fondatore di Fluxus, movimento radicale nell’arte di ispirazione Neo-Dada, di cui condivide filosofia e poetica che si identificano con l’equazione: arte uguale vita. Diviene in breve, tra il 1962 e il 1970, parte attiva del movimento, partecipa ai Fluxus Festivals nel mondo e alle performances pubbliche, sviluppando un ruolo importante nella diffusione delle idee dell’Arte radicale.
Gli anni Settanta ed il decennio successivo vedono Ben protagonista di innumerevoli mostre personali in gallerie pubbliche e private, non solo in Francia. Negli anni ’80, passato il momento concettuale, inventa per la nuova tendenza pittorica emergente in Francia il termine Figuration Libre e inserisce nei suoi lavori una nota figurativa ironico-grottesca. L’ininterrotto successo di Ben dagli anni novanta ad oggi è confermato dalle molteplici esposizioni e retrospettive in spazi pubblici e privati in Francia.

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