Il PCI, una storia da raccontare. L’8 marzo (su Fb) incontro su Resistenza, svolta repubblicana, carta costituzionale. Con gli interventi di Maria Luisa Boccia ed Emanuele Rossi, modera Enrico Mannari

Si terrà lunedì 8 marzo 2021, alle ore 17.30, il terzo appuntamento del ciclo di iniziative “Il PCI, una storia da raccontare” dedicato al centenario della nascita del PCI, organizzato dal Caffè della Scienza “Nicola Badaloni” insieme all’Associazione Culturale “21” e in collaborazione con Istoreco e Comune di Livorno.

Protagonisti dell’incontro, che ha per argomento “Il PCI, la Resistenza, la svolta repubblicana, la Carta Costituzionale”, saranno Maria Luisa Boccia, presidente del Centro per la Riforma dello Stato, Davide Conti, storico e consulente dell’Archivio Storico del Senato della Repubblica, Emanuele Rossi, costituzionalista e docente alla Scuola Superiore Sant’Anna. Modera Enrico Mannari, del centro interuniversitario CCPS, introduce il prof. Paolo Nannipieri dell’Università di Firenze.

Vista l’attuale situazione di emergenza sanitaria, l’iniziativa sarà trasmessa in diretta facebook, sulla pagina dell’Associazione 21 all’indirizzo https://www.facebook.com/Associazione21Livorno/

Con la presenza di una figura di prestigio come quella di Maria Luisa Boccia, gli organizzatori hanno voluto anche celebrare l’8 Marzo e offrire un contributo al riconoscimento del ruolo e del protagonismo delle donne in una delle stagioni politiche determinanti della vita del Paese.

L’iniziativa intende mettere al centro del confronto la funzione storica che il Partito Comunista Italiano ebbe nella lotta di liberazione nazionale; l’atteggiamento da tenere di fronte a due distinte proposte di referendum: la prima riguardava la questione della monarchia e la seconda la natura e l’ampiezza dei poteri da assegnare all’Assemblea Costituente.

Togliatti, nel corso della seduta dell’Assemblea costituente dell’11 marzo 1947, invitò a evitare, ad ogni costo, di trascinare le ideologie all’interno della Costituzione, della sua scrittura e della sua lettura: “L‘ideologia non è dello Stato, l’ideologia è dei singoli o dei partiti” e “la Costituzione è di tutti i lavoratori italiani, di tutta la nazione”. Alla base della Costituzione doveva esserci un “accordo”, che aveva il compito di assicurare al paese – disse Togliatti – tre beni fondamentali: “la libertà e il rispetto della sovranità popolare, l’unità politica e morale della nazione, il progresso sociale, legato all’avvento di una nuova classe dirigente”.

Per Emanuele Rossida più di trent’anni il tema delle riforme della Costituzione è all’attenzione del dibattito pubblico. Commissioni bicamerali, comitati governativi, gruppi di lavoro hanno cercato di definire soluzioni diverse per il funzionamento delle nostre istituzioni repubblicane. E oggi fare il punto è l’occasione per ricordare che “I Governi passano, la Costituzione resta”.

Per Maria Luisa Boccia, “non siamo solo di fronte alla violazione di norme specifiche della Costituzione, ma a una politica basata sull’anticostituzionalità. È un concetto diverso: l’anticostituzionalità mette in questione l’idea stessa di Costituzione”.

Maria Luisa Boccia è stata docente di filosofia politica all’Università di Siena e senatrice, dal 2015 presiede il Centro per la Riforma dello Stato. Femminista storica, studiosa del rapporto tra donne e politica, del pensiero della differenza, dei temi sociali connessi alle tematiche femminili, con una militanza nel PCI a partire dal 1964.

Davide Conti, storico, consulente dell’Archivio Storico del Senato della Repubblica, della Procura di Bologna (inchiesta sulla strage del 2 agosto 1980) e della Procura di Brescia (inchiesta sulla strage del 28 maggio 1974). È inoltre autore della ricerca sulla “Guerra di Liberazione a Roma 1943-1944” che ha determinato il conferimento della Medaglia d’oro al Valor Militare alla città di Roma da parte del Presidente della Repubblica. Tra le ultime pubblicazioni ricordiamo: “Guerriglia partigiana a Roma. Gap comunisti, Gap socialisti e Sac azioniste nella Capitale 1943-1944” (Odradek 2016); “Gli uomini di Mussolini. Prefetti, questori e criminali di guerra dal fascismo alla Repubblica italiana” (Einaudi 2017 e 2018); “L’Italia di Piazza Fontana. Alle origini della crisi repubblicana” (Einaudi 2020).

Emanuele Rossi, ordinario di Diritto costituzionale, Prorettore all’Orientamento, Mobilità sociale e Coordinamento delle attività formative della Scuola superiore Sant’Anna, Istituto Dirpolis, Laboratorio WISS. È direttore del CISSC (Centro interuniversitario di studi sul servizio civile). Dal gennaio 2007 al febbraio 2012 è stato consigliere dell’Agenzia nazionale delle ONLUS (rinominata Agenzia per il Terzo settore a partire dal 2011) su nomina del Presidente del Consiglio dei ministri. L’attività scientifica di Emanuele Rossi ha riguardato vari ambiti del diritto costituzionale, con particolare riguardo alla tutela del principio pluralistico, della giustizia costituzionale, del diritto parlamentare dei diritti sociali, della regolamentazione giuridica dei partiti politici e del Terzo settore.

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