IL GIORNO DELLA MEMORIA / 1. Livorno, via Verdi 25: una nuova pietra d’inciampo per ricordare la piccola Gigliola Finzi uccisa ad Auschwitz. Aveva soltanto pochi mesi. La cerimonia martedì 26 gennaio dalle ore 11

Da non perdere, Livorno
Ricorda Gigliola Finzi, una piccola livornese di pochi mesi morta ad Auschwitz, la nuova pietra d’inciampo posta in via Verdi 25, in memoria della deportazione degli ebrei di Livorno avvenuta tra il dicembre 1943 e il gennaio 1944 per mano dei nazi-fascisti. 
Tra le iniziative per il Giorno della Memoria, martedì 26 gennaio 2021, un omaggio floreale sarà deposto in prossimità di questa nuova  stolpersteine, nel corso di una cerimonia organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio insieme al Comune di Livorno l’iniziativa, realizzata in collaborazione con la Diocesi di Livorno, la Comunità Ebraica e con Istoreco.
Le pietre d’inciampo o stolpersteine, create dall’artista tedesco  Gunther Demnig, sono piccoli blocchi di pietra, ricoperti da una lastra di ottone sulla quale è riportato il nome, l’anno di nascita, il giorno ed il luogo della deportazione, la data di morte. I blocchi sono “incastonati” nella pavimentazione dei marciapiedi per segnalare i luoghi in cui vivevano o lavoravano uomini e donne, arrestati, deportati e uccisi nei campi di concentramento e di sterminio creati dal regime nazista. Il loro scopo, infatti, è  quello di mantenere viva la memoria, una sorta di inciampo emotivo e mentale.
Parte del tessuto urbano di Livorno dal 2012, con quella impiantata quest’anno sono 18 le pietre collocate in città dalla Comunità di Sant’Egidio che ne ha promosso l’installazione quale omaggio ai concittadini di religione ebraica vittime della deportazione tra la fine del 1943 e l’inizio del 1944. 
Per Gigliola Finzi quella pietra indica l’ultima abitazione della sua famiglia prima della deportazione, ma anche il luogo che non poté essere la sua casa: nacque infatti il 19 febbraio 1944 nel campo di raccolta di Roccatederighi, vicino a Grosseto, da genitori livornesi e fu deportata e uccisa ad Auschwitz tre mesi dopo.    
IL PROGRAMMA DELLA CERIMONIA
ll programma per ricordare le vittime livornesi dell’Olocausto si apre martedì 26 gennaio 2021 alle ore 11  in largo Valdesi e si concluderanno in via Verdi 25 per l’omaggio alla pietra d’inciampo dedicata alla piccola Gigliola Finzi, con la deposizione di un mazzo di fiori.
Saranno presenti le autorità civili e religiose, la Comunità di Sant’Egidio, la Comunità Ebraica e due classi della scuola primaria “Benci”.
Per consentire lo svolgimento dell’iniziativa in condizioni di sicurezza sono in vigore una serie di modifiche alla viabilità.
Dalle ore 11 alle ore 12 di martedì 26 gennaio è istituito:
 il divieto di transito in via Verdi nel tratto compreso tra via degli Apostoli e via Adua, eccetto veicoli in servizio di soccorso e/o emergenza;
 l’istituzione della direzione obbligatoria a sinistra in via degli Apostoli all’altezza dell’intersezione con via Verdi;
 la conseguente autorizzazione per i veicoli che provengono da via Verdi (tratto via degli Apostoli – piazza Cavour) a percorrere piazza Cavour e itinerari adiacenti.
Inoltre sempre martedì 26 gennaio dalle ore 8 alle ore 13  è istituito il divieto di sosta con rimozione forzata in via Verdi nel tratto compreso tra i civici 21 – 27.
Ecco  seguire una scheda sulla tragedia della Shoah e Livorno
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LA DEPORTAZIONE DEGLI EBREI DI LIVORNO

Tra la fine del dicembre ’43 e il gennaio del ’44 si consuma la deportazione degli ebrei livornesi. Tra loro anche un folto gruppo di famiglie, di origine italiana, che erano state rimpatriate dopo l’occupazione della Grecia nel 1941 e che si erano stanziate a Livorno, probabilmente per antichi legami familiari o materiali con la nostra città. Privi di conoscenza e di radicamento, con pochi mezzi, costoro furono facili prede sia delle leggi razziali che, poi, dei rastrellamenti.

Gli ebrei furono arrestati nelle loro case, per lo più del centro storico, oppure nei luoghi di sfollamento in cui avevano trovato rifugio dopo i bombardamenti disastrosi del maggio e del giugno ’43, tra gli altri Gabbro, Guasticce, la montagna pistoiese.
Gli arresti furono tutti opera di fascisti italiani e solo in alcuni casi in collaborazione con i tedeschi. Infatti, dopo il censimento del ’38 e per lo stretto controllo di polizia cui erano sottoposti, gli ebrei erano tutti conosciuti ed erano altrettanto note la loro residenza o il loro domicilio.

LE “STOLPERSTEINE” sulle strade di Livorno

Le stolpersteine sono parte del tessuto urbano di Livorno dal 2012; la Comunità di Sant’Egidio ne ha promosso l’installazione quale omaggio ai concittadini di religione ebraica, deportati nel ’43-’44, nell’ambito delle attivitàabitualmente svolte per la cultura della memoria, l’educazione alla pace ed alla solidarietà.

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La manifestazione coinvolge le scuole di ogni ordine e grado e i cittadini immigrati; lezioni di approfondimento e incontri con gli anziani ebrei livornesi, visite alla sinagoga ed altre iniziative, precedono in genere l’impianto delle stolpersteine.

La Comunità, con questa iniziativa, ha voluto inserire
Livorno nel numero delle città che hanno valorizzato il
proprio contesto urbano, sia dal punto di vista
culturale che artistico. Alla stregua di Berlino, Praga,
Roma, Livorno ha avuto così una risonanza nazionale e internazionale.

Attualmente sono 11 le pietre di inciampo installate: le prime quattro sono state impiantate nel 2013 e dedicate a due bambine ebree Franca Baruch e Perla Beniacar, un ragazzo, Enrico Menasci, e suo padre Raffaello. Altre due sono state impiantate nel 2014 e dedicate a Isacco Bayona e Frida Misul, quale atto di omaggio sentito e dovuto, per questi testimoni coraggiosi dell’orrore della Shoah per almeno due generazioni di studenti livornesi. Le stolpersteine del 2015 sono state dedicate a Dina e Dino Bueno, quelle del 2017 a Ivo Rabà e Levi Nissim, quella del 2018 è stata dedicata a Matilde Beniacar. Matilde, scomparsa nel dicembre del 2016, è stata l’ultima testimone della Comunità Ebraica livornese, sopravvissuta alla deportazione nazifascista nei campi di sterminio.

Le pietre di inciampo del 2020 sono state dedicate a: Piera Galletti Genazzani e sua figlia Lia, a Rosa Adut ed Abramo Levi ed ai figli Mario e Selma.
Nel 2021 le pietre d’inciampo saranno dedicate a: Benino e Ada Atta (P.zza Sforzini, 18), Gigliola Finzi (Via Verdi, 25)

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