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Il Giornalino di Gian Burrasca, irripetibile e unico. Conferenza di Antonio Faeti (promossa dal Premio Laura Orvieto) al Gabinetto Vieusseux di Firenze. Il 15 maggio alle 17.30

Firenze, Libri & Fumetti
Cosa rende irripetibile e unico il Giornalino di Gian Burrasca? Inizia con questa semplice domanda rivolta ad Antonio Faeti, uno dei massimi studiosi della Letteratura per l’Infanzia, l’invito ad accompagnarci alla riscoperta di un classico che cambiò radicalmente le bambinate.
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Mercoledì 15 maggio alle ore 17.30, nella Sala Ferri del Gabinetto Vieusseux, Antonio Faeti interverrà proprio su Il Giornalino di Gian Burrasca di Vamba (al secolo Luigi Bertelli, giornalista e scrittore, fiorentino).
L’appuntamento è promosso dalla Fondazione Premio Laura Orvieto, che rinnova il suo compito istituzionale di onorare la memoria della scrittrice Laura Orvieto attraverso la valorizzazione della letteratura per ragazzi, unitamente al Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux di Firenze, con l’obiettivo di avviare una riflessione sulla letteratura per l’Infanzia con il sostegno di coloro che hanno approfondito con i lorostudi quest’ ambito della nostra storia letteraria.

Antonio Faeti, nato a Bologna nel 1939, scrittore, saggista, accademico, pedagogista, pittore e illustratore italiano, è stato titolare della prima cattedra di Letteratura per l’infanzia in Italia. Ha prima insegnato nella scuola elementare poi all’università, dove è stato titolare fino al pensionamento, dell’unica cattedra di Storia della Letteratura per l’Infanzia attiva negli atenei italiani. Da Guardare le figure, edito da Einaudi nel 1972, a La prateria degli asfodeli, ha scritto opere legate alla sua disciplina. E’ stato molto attivo in ambito giornalistico, scrivendo per varie testate. Da diversi anni tiene a Bologna un ciclo di incontri dedicato alla Pedagogia della Lettura.

Antonio Faeti / Conferenza su Il giornalino di Gian Burrasca 

Saluto di Gloria Manghetti

Introduce Agata Diakoviez

Mercoledì 15 maggio 2019, ore 17.30

Firenze, Palazzo Strozzi, Sala Ferri

 

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