Il Dpcm ha chiuso i teatri… ma il Teatro della Toscana vive. Pergola, Teatro Studio e Teatro Era non si fermano, tra prove e nuovi percorsi. L’assessore fiorentino Sacchi annuncia: “Subito 300mila euro per le associazioni e i teatri in sofferenza”

Firenze, Pisa, Teatro e Danza

La Fondazione Teatro della Toscana si è posta per il triennio 2021-2023 l’obiettivo del compimento di alcuni cicli artistici incentrati sulla pratica di un Teatro che sia punto di sintesi fra tutte le arti, ponendo le basi della visione futura.

Venerdì scorso 23 ottobre 2020 il Consiglio di Amministrazione aveva varato i cartelloni definitivi delle stagioni. Poi, è sopraggiunto il Dpcm del 24 ottobre che ha imposto la chiusura di teatri e cinema. Il Teatro della Toscana e i suoi spazi, il Teatro della Pergola, il Teatro Studio, il Teatro Era, però non si fermano, ispirati dal manifesto del Théatre de la Ville di Parigi “mantengono la parola” tramite il rapporto con teatri, istituzioni culturali e di formazione nazionali e interazionali, e gli artisti che condivido i progetti e ad essi si associano, come Fabrizio Gifuni, Pierfrancesco Favino, Stefano Massini, Elio Germano, Monica Guerritore, Elena Sofia Ricci, Alessio Boni, Bob Wilson, Charles Chemin, Euripides Laskaridis, Virgilio Sieni, Andreé Ruth Shammah, Glauco Mauri e Roberto Sturno, Piero Maccarinelli, Gabriele Lavia, Roberto Andò, Paolo Valerio, Vinicio Marchioni, Lino Musella, Giulio Scarpati, in relazione creativa e produttiva con i partner italiani: Teatro Franco Parenti, Teatro Ambra Jovinelli, Teatro La Comunità, Teatro Stabile di Napoli, Teatro Nuovo di Verona, Teatro Goldoni di Livorno; con i partner europei a Parigi, Atene, Siviglia, Madrid, Amsterdam, Oslo, New York, rete, nata grazie al lavoro svolto insieme a Elisabetta di Mambro, che ha come principi ispiratori i temi che stanno alla base della Carta 18–XXI ideata da Emmanuel Demarcy-Mota e condivisa con il Théatre de la Ville: Arte, Scienza, Educazione/Formazione, Ambiente.

Da sinistra: Giorgetti, Accorsi, Sacchi, Sereni, Chelli, Fossi (Ph. di Filippo Manzini, anche quella sopra il titolo)

Argomenti questi che costituiscono le linee portanti di ogni slancio del Teatro della Toscana in direzione di un attore artigiano di una tradizione vivente attraverso l’avviamento al lavoro, che ha la sua base di riferimento nel gruppo dei giovani de l’Oltrarno di Favino e degli ultimi allievi del Centro di Avviamento all’Espressione.

Per la Fondazione il momento attuale invita a impegnarsi insieme in un approccio solidale, al fine di rimanere uniti e di favorire le condizioni affinché tutti gli artisti possano continuare a creare. In questo periodo così particolare il potere dell’immaginazione deve poter rimanere in vita per contribuire a costruire un futuro vivibile.

Ha affermato il presidente Tommaso Sacchi: “Nessun lavoratore della Fondazione Teatro della Toscana sarà più in cassa integrazione, tutti riceveranno regolare stipendio. Le attività del teatro non si fermeranno, continueranno le prove degli spettacoli, le scuole come l’Oltrarno di Favino e l’attività legata al nostro Laboratorio d’Arte della Pergola, un’eccellenza nazionale”.

Ha affermato il direttore artistico Stefano Accorsi: “I teatri sono stati i primi a chiudere e come vediamo saranno gli ultimi a riaprire, difficile dire quando. Chiudere un teatro dal punto di vista etico è una cosa forte: adesso, in un momento di grande crisi come questo, la priorità sono i lavoratori e l’apertura di un dialogo istituzionale”.

Così, il Teatro della Pergola vivrà delle prove degli spettacoli The Dubliners, che avrebbe dovuto inaugurare la nuova stagione 2020/2021, e Civil War, entrambi diretti da Giancarlo Sepe per la sua officina di lavoro, in sinergia con il Teatro La Comunità, e che debutteranno al momento della riapertura.

Il Teatro Studio di Scandicci vede i Nuovi in un nuovo percorso di lavoro dopo l’esperienza al Teatro Niccolini di Firenze.

Il Teatro Era conferma al centro del suo fare i laboratori del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards e le creazioni del Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale (CSRT).

Proprio al Teatro Era Stefano Accorsi lavorerà al suo nuovo spettacolo, Storia di uno scritto da Lucia Calamaro, seguendo una rinnovata e rafforzata linea di teatro civile, nuova drammaturgia rappresentata, oltre che da Lucia Calamaro, da Michele Santeramo, Fabio Pisano, Sara Bosi, Filippo Gentili, e incontro con e sul presente insieme anche a Giovanni Minoli, Federica De Angelis, Cecilia Sala e Chiara Lalli.

Mantenere attivi tutti i rapporti aperti è la ricchezza più grande per ogni ripartenza.

Da subito riprenderanno le Consultazioni Poetiche al telefono, realizzate in partnership con il Théâtre de la Ville dalla Grande Troupe de l’Imaginaire ensemble diretto da Emmanuel Demarcy-Mota e nato durante il lockdown, che coinvolge 7 nostri attori, con un corpo artistico di 97 persone, tra attori, scienziati, musicisti e danzatori e che si allargheranno anche a una versione musicale.

In tutti gli spazi trasversalmente e costantemente continua l’attività dedicata al mondo della scuola, con i laboratori di Venti Lucenti e con l’accoglienza delle lezioni dell’Istituto Centro Storico Pestalozzi alla Pergola.

Quindi, lavoro con e per i giovani, con e per gli artisti, in Italia e in Europa. La Fondazione si propone fin d’ora come punto di riferimento e come luogo di riflessione, di confronto, di dialogo e di contributo al dibattito intorno alla necessità di riformare un sistema e un settore che si è dimostrato troppo fragile di fronte alle sfide del tempo presente. L’obiettivo che persegue il Teatro della Toscana è dare dignità e futuro a coloro senza i quali il teatro non esiste: gli attori e gli autori, i tecnici e gli organizzatori, gli uomini e le donne di teatro.

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Cultura, Sacchi: “Subito 300 mila euro per le associazioni e i teatri in sofferenza” 

L’assessore alla presentazione della mancata stagione della Pergola 

 

“I fondi che sarebbero stati destinati a un cartellone di eventi e spettacoli invernali, che per le nuove disposizioni legate al contenimento della pandemia non possono essere realizzati, saranno confermati per aiutare associazioni, teatri e sale di cinema e spettacoli in grave sofferenza”. Lo ha annunciato l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi. 

Sacchi, in qualità di presidente della Fondazione del Teatro della Toscana, ha partecipato all’incontro stampa di presentazione della mancata stagione del teatro della Pergola, alla presenza tra gli altri del direttore generale Marco Giorgetti e del direttore artistico Stefano Accorsi. 

“Abbiamo deciso insieme al sindaco che i 300mila euro destinati al’Inverno Fiorentino, ovvero una serie di eventi da realizzarsi a novembre e dicembre e che salteranno per le nuove disposizione contro il Covid, saranno mantenuti – ha spiegato Sacchi -: una parte, pari a 200 mila euro, serviranno per quegli eventi e spettacoli che potranno essere realizzati da enti e associazioni culturali in forma digitale; gli altri 100 mila euro serviranno per aiutare i teatri in questa situazione così difficile”. 

“La situazione sanitaria è molto seria e adesso è il momento della collaborazione e dell’unità – ha concluso Sacchi – e non delle polemiche. Al Governo chiediamo un piano rapido di ristoro a medio e lungo termine per dare una mano ai teatri in sofferenza. Mi impegnerò inoltre fin da subito perché il teatro della Toscana possa partecipare con propri progetti all’idea di un grande progetto di una fruizione digitale della cultura, in nessun modo sostituivo dell’esperienza dal vivo, ma certamente sensato nelle fasi di chiusura forzata”.  (edl) 

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